C'è grande attesa per la partecipazione, nel corso della terza serata del festival del 9 febbraio, di Paola Egonu, la campionessa di pallavolo che, negli ultimi anni, si è schierata apertamente contro il razzismo sistemico in Italia. Durante la conferenza stampa di presentazione della serata, i giornalisti hanno rivolto a Egonu domande precise su alcune sue recenti dichiarazioni a commento dei grandi fatti di cronaca purtroppo legati a casi di razzismo.
«Mi stai chiedendo se l'Italia è un Paese razzista? La risposta è sì», ha detto Egonu, «Non voglio fare polemica o passare per la parte della vittima, questo non vuol dire che lo siano tutti. La situazione sta migliorando, però non si può nascondere la verità».
Sul monologo che porterà sul palco dell'Ariston ha anticipato: «Mi racconterò a 360 gradi. Ho scritto il testo con le mie due agenti, senza prendere spunto da episodi particolari, sarà un racconto a tutto tondo».
In conferenza stampa, incalzata sulla questione, Egonu ha specificato di non aver «mai detto che non vuole mettere al mondo figli di pelle nera» e che la paura per gli attacchi mirati alle minoranze etniche, messe in risalto dal movimento Black Lives Matters, ha generato in lei una normale reazione di autodifesa. «Prima della pandemia, c'erano diversi casi in America quando è scoppiato il movimento Black Lives Matter. Io e mia sorella ne abbiamo parlato preoccupate: ci siamo dette, 'Un domani potrebbe essere mio fratello, mio figlio'. Era una preoccupazione. Io non sono infelice, anzi sono molto felice».












