Arrivano su taxi-boat separati, sono distanti durante le foto di rito e anche al tavolo della conferenza stampa del loro film, Don’t worry darling (in anteprima mondiale alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia e nelle sale dal 22 settembre). Ma non la danno a bere a nessuno: Olivia Wilde ha costantemente lo sguardo puntato al compagno, Harry Styles. Tra una polemica e l’altra che ha investito il film, a cui si aggiunge la turbolenta causa di affidamento dei due figli con l’ex Jason Sudeikis, l’attrice – e in questo caso anche regista – prova a schivare i colpi. Sa benissimo che è l’attrazione principale dell’intero festival e, per quanto provi a mantenere un basso profilo, quest’uscita di coppia (la prima pubblica e lavorativa) ha attirato attenzioni da tutto il mondo e fan da tutta Europa, assiepati fuori dal Palazzo del cinema del Lido già dal giorno prima del tappeto rosso.
C'è una piccola comunità degli anni Sessanta che vive un’esistenza felice: splende sempre il sole, le case sono tirate a lucido, le donne hanno sempre la piega impeccabile e i mariti tengono le redini del matrimonio. Ovviamente nulla è come sembra e il matrimonio di Jake (Harry Styles) con Alice (Florence Pugh) inizia a scricchiolare dopo alcune prese di consapevolezza da parte di lei. Olivia Wilde interpreta la vicina di casa della coppia e dirige un quadretto pieno di ombre, metafora dei nostri giorni. Vuole essere provocatoria, dice, e parlare di abusi, uguaglianza, bellezza e caos.
«Quando si parla di controllare il corpo delle donne – dice la cineasta 38enne – sento l’urgenza di alimentare un dibattito anche se la nostra è un’industria di puro intrattenimento. Ma c’è anche un altro aspetto, la complicità dell’universo femminile nel perpetuare una società patriarcale. Per una volta vorrei che questa storia facesse sentire tutte ascoltate e viste».
L’antidoto all’isolamento, secondo l'attore, pop star ed ex One Direction (oggi 28enne), sta tutto nella rete sociale: «Per me – dice – è cruciale circondarmi delle persone giuste, dai parenti agli amici. La famiglia che ti scegli cambia il tuo percorso di vita. Lungi da me demonizzare i social, ma devi seguire l’istinto per selezionare chi ti sta accanto e fare una distinzione da quello che è reale e quello che è virtuale».
Il film punta sull’idea che solo la perfezione può portare alla felicità, ma lui ci crede poco: «Sono uno che non fa progetti o guarda le cose a lungo termine. Vivo alla giornata, seguo il flusso, mi lascio andare e faccio quello che mi piace e in questo caso vuol dire conciliare due carriere, quella di cantante e quella d’attore, spaziando dall’una all’altra senza precludermi niente. E lo farò finché continuerà a divertirmi tenere i piedi in due scarpe».












