Sono Dario Magiaracina e Veronica Lucchesi che nel 2011 a Palermo hanno fatto nascere il gruppo. Quattro album in studio e un libro (Maimamma, Saggiatore) già pubblicato, li abbiamo visti sul palco nella scorsa edizione del Festival quando si sono fatti conoscere al grande pubblico con la bellissima "Amare".

Quando è nata Ciao Ciao?

Dario: «A fine ottobre dell’anno scorso avevamo deciso di iniziare un nuovo percorso sonoro. Abbiamo provato a scrivere con tutta la nostra band. Di solito siamo io e Veronica a scrivere, voce e chiatarra o voce e piano. Cercavamo una nuova fase, e non pensavamo di certo a un altro Sanremo. È nata una bellissima energia, questa canzone, anche altri inediti di cui poi vedremo cosa farne»

Veronica: «Venivamo da un periodo molto intenso. Era uscito Maimamma, il nostro primo romanzo. È stata un’operazione molto importante per noi. Un progetto che per tanti anni ci è ronzato nella testa e che finalmente ha visto la luce. La protagonista, Lavinia, tocca i temi che sono presenti in Ciao Ciao. La canzone è la cigliegina sulla torta a quello che già stavamo dicendo».

Vi siete resi subito conto di avere tra le mani un tormentone?

Dario: «In due ci si fomenta, ma fino a un certo punto. Uno magari si esalta, l’altro appiana. Scrivere con la band ha fatto ha reso tutto una bomba! Siamo stati subito divertiti dal brano, la produzione l’ha arricchito, ci abbiamo aggiunto lo show per Sanremo. Vogliamo divertirci sul palco, vogliamo che Ciao Ciao diventi un gesto scaramantico, per esorcizzare questo momento».

Veronica: «Ma anche per accoglierlo, per poterlo affrontare. E superare. Come tutte le incertezze vanno capite per essere affrontate».

Qual è il vostro gesto per salvare il mondo?

Veronica: «Io cerco di stare attenta agli altri, avere ascolto. È una cosa importante».

Dario: «Io penso subito alla raccolta differenziata, un tema per cui sono molto sensibile. Sommata all’ascolto… è già una rivoluzione».

Tra voi il rapporto com’è?

Veronica: «Abbiamo caratteri molto diversi, viviamo le tensioni e le cose belle in maniera differente, ma troviamo sempre una nostra armonia. Siamo sempre in ascolto verso l’altro. Il più ansioso tra i due è Dario. Va avanti nelle cose, perché a un certo punto si annoia. E allora prende decisioni senza averle condivise con me, semplicemente perché è già andato avanti nel ragionamento. Allora mi arrabbio, gli dico che dovevamo parlarne prima»

Dario: «Lei è Bilancia, ho capito che ha una grande difficoltà a scegliere. In quest’ultimo anno abbiamo dovuto fare tantissime scelte. Io sono Ariete con cuspide in pesci, ho la testa in aria. Ma vado avanti».

Il successo vi ha cambiati?

Dario: «Non penso di essere cambiato. Amare ha avuto un grandissimo successo ma noi siamo rimasti con i piedi per terra per tante ragione, la prima tra cui è che stiamo a Palermo, abbiamo mantenuto la nostra normalità in una realtà dove fai in fretta a vedere che qualcosa non funziona. Il nostro percorso inoltre va avanti da tanto tempo, non ci ha stravolto la vita. Abbiamo però imparato a cogliere i nostri punti deboli, ci siamo circondati di nuovi collaboratori di cui avevamo bisogno».

Timori per questa edizione?

Veronica: «Mi piacerebbe non averne, in fin dei conti stiamo facendo una cosa molto bella. Abbiamo la possibilità di andare su un palco sotto gli occhi di tutti e di dire quello che pensiamo. Di innestare semini che magari faranno germogliare pianticelle. È una cosa che apre e mette in connnessione. Vorrei non avere paura di fare quello che in questi mesi abbiamo immaginato».

Dario: «Io ho paura dell’outfit! Ma spero di godermela tutta. Entrare su quel palco è un macello. È tutto così veloce… ecco, vorrei godermelo di più»

Siete tra i favoriti lo sapete?

Dario: «Shhht, facciamo le corna, l’intervista è finita» (sorridono nrd)