Considerando la voce di Mahmood e quella di Blanco (a chi ha sentito solo gli ultimi singoli contenuti nel primo disco, Blu Celeste, consigliamo di ascoltare canzoni come "Ruggine", si trova solo su YouTube) era molto facile immaginare che la loro esibizione sul palco di Sanremo sarebbe stata una di quelle a toccarci maggiormente - toccarsi, appunto, considerando che la canzone della coppia in gara tra i Big di Sanremo attraversa tutte le sfaccettature dell'amore, nella sua fase più emotiva e in quella carnalissima. Non a caso, si intitola "Bividi", in cui entrambi cantano: «E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre», poi si avvicinano e si strattonano con rabbia, si allontanano e ricongiungono di nuovo.
Se di Mahmood, 30enne milanese si sa quasi tutto, di Blanco, nome d'arte di Riccardo Fabbriconi (nato nel 2003 a Calvagese della Riviera) i più conosceranno poche hit, come "Mi fai impazzire", "Notti in bianco" e "La canzone nostra" cantata insieme a Salmo e del produttore Mace, e sapranno ancora meno della sua vita privata accontentandosi di quanto si può dedurre dalle sue canzoni (le corse nudo nei prati, le grida nelle piazze con i soliti amici, la ragazza aspettata al balcone fumando le sigarette, la perdita probabilmente di un amico o di un fratello come canta in "Blu Celeste").
Sul palco dell'Ariston, all'ottavo posto in scaletta, entrambi hanno mostrato una sintonia fortissima, mimando un sentimento che non conosce genere, come aveva detto Mahmood nel corso di un'intervista a proposito del ddl Zan, con una reazione che forse nascondeva qualcosa di personale e su cui non è mai stato il caso di farsi troppe domande. Alessandro Mahmoud, come si chiama davvero, sul tema della propria sessualità continua a non dire nulla di esplicito, e ha tutto il diritto di tacere.
Di Blanco non si conoscono le idee, nelle interviste che ha rilasciando racconta soprattutto di quello che gli piace fare, del fatto che non abbia mai sentito la pressione delle classifiche e che la voce gli serva come uno sfogo. E proprio per questo forse non serve stare qui a interrogarsi troppo sul significato di una performance che con probabilità avrà toccato molti (qui parliamo di loro come del duo della possibile vittoria), che se fosse avvenuta fino a pochi anni fa sarebbe stata messa in atto su quel palco tra un uomo e una donna, e su quello che ha finalmente voluto rappresentare. Che tipo di amore sia, tra quali persone sia. Quello che conta è che, alla fine, rimangano i brividi.












