Come sfuggire alla ricerca continua della bellezza? All'ossessione per quel mito che ci hanno inculcato in quanto donne? La paura di invecchiare, le imperfezioni, i difetti che non riusciamo ad accettare: ci sono giorni in cui ci scrutiamo davanti allo specchio e ci sentiamo perse. Lo sa bene anche Arisa. «Pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più», ha scritto tempo fa su Instagram la musicista, «che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro». Poi qualcosa è cambiato e lo vediamo bene scorrendo il suo feed: foto del suo seno che una volta «era un grande problema», scatti dove mostra con orgoglio «una morbida felicità che non vuole più restare nascosta». Non c'è da stupirsi, quindi, che la lezione di self love di oggi arrivi direttamente dalle sue stories su Instagram.
Forse è stato rendendosi conto che la continua ricerca della perfezione «depotenzia il nostro valore» che Arisa ha iniziato a cambiare il rapporto con il suo corpo. Oggi sembra sempre più sicura di mostrarsi senza filtri né paranoie e ha subito risposto a tono ad alcune critiche sul suo viso. «Il corpo è solo uno strumento per servire l'Universo» ha scritto condividendo una foto in intimo e centrando esattamente il punto. Body positivity non significa che «tutto è bello». Certo, interrogarci sui canoni estetici imposti dalla società può essere utile, ma la vera domanda è: perché dobbiamo continuare a giudicare costantemente i corpi dal punto di vista estetico? Il corpo è uno strumento per servire l'Universo: per ballare, cantare, provare delle sensazioni, raggiungere degli obiettivi, mettersi in relazione con gli altri e con il mondo.












