Questa per Salmo forse è un'Estate dimmerda (cit.), decisamente ad alto tasso di polemica dopo il concerto "no mask" da lui organizzato nella sua terra, la Sardegna, con annesso scontro social con Fedez: “Non ho aderito alle tue iniziative (di beneficenza, ndr), seppur giuste, perché mi stai sul cazzo e io questa cosa non te l’ho mai nascosta. Però so che sei un ottimo politico, sei bravissimo ed è quello che devi fare, te lo auguro. Ecco perché ti ho chiesto un consiglio su come organizzare una raccolta fondi per la Sardegna. In quello sei bravissimo”, ha dichiarato. Fedez ha risposto e da lì via così di battibecchi social e artisti più o meno schierati e solidali. Noi, che Salmo lo ascoltiamo da sempre volevamo mostrarvi la sua vera natura, quella di artista "non travestito da politico" (Cit.). Ecco dunque: chi è davvero Salmo e quali sono le sue canzoni più belle?
Salmo è il nome d’arte di Maurizio Pisciottu e le sue canzoni sono tra le grandi protagoniste del panorama musicale italiano dell’ultimo decennio. Il suo pseudonimo è l'abbreviazione di Salmon Le Bon, nomignolo che richiama a sua volta Simon Le Bon, il cantante dello storico gruppo dei Duran Duran. Il rapper nasce in Sardegna, a Olbia, il 29 giugno del 1984 ed è attivo sulla scena musicale fin da giovanissimo, ad appena 13 anni. Nel 1997 incide le prime strofe su vari tape, quindi dal 1999 produce come rapper i primi demo che sfociano in Premeditazione e Dolo, Sotto Pelle (2004) e Mr. Antipatia (2005). Il 5 dicembre del 2010, proprio nella città gallurese in cui è nato, nasce la Machete Crew, collettivo di artisti riunitosi intorno a lui, che negli anni ha dato vita a una realtà imprenditoriale attiva non solo sul versante discografico ma anche su quello della comunicazione, videomaking, gaming e grafica. La Crew nasce subito dopo la pubblicazione del brano Machete Flow di Salmo e Hell Raton (giudice all’ultima edizione di X Factor) e da allora ne ha fatta di strada: ha tenuto a battesimo la prima prova sulla lunga distanza di Salmo, The Island Chainsaw Massacre del 2011, e da allora pubblica periodicamente un Machete Mixtape che propone il meglio degli artisti dell’etichetta: il quarto capitolo, uscito nel 2019, è stato il disco più venduto in Italia per otto settimane consecutive.
Gli inizi e le canzoni più vecchie di Salmo
Nel 2011 Salmo fa il grande passo e si trasferisce a Milano, dove a inizio 2012, in una sola settimana dà vita per Tanta Roba – l’etichetta indipendente di Guè Pequeno e Dj Harsh - all’album della svolta, Death USB: subito primo in classifica su iTunes, tra l’altro nella settimana di Sanremo. A meno che tu sia un fan della prima ora di Salmo difficilmente avrai sentito parlare di tracce come Negative Youth, Narcoleptic Verses (con Ensi e Primo dei Cor Veleno) e Demons to Diamonds, ma non è mai troppo tardi per un recuperone che ti aiuti a capire il percorso in toto dell’artista. Polemico, anticonformista, in alcuni casi sarcastico, Salmo diventa l’artista più cliccato, in testa ai big della musica italiana e internazionale. L’attività live occupa un posto centrale nell’attitudine dell’artista che trova sul palco la sua naturale e autentica dimensione, a contatto col suo pubblico che è trasversale come il suo personaggio e la sua proposta musicale, pesantemente contaminata e in continua evoluzione.
Nel 2013 esce, sempre per Tanta Roba Label, il nuovo disco in 13 tracce Midnite, che in una settimana vola al primo posto tra gli album più venduti in Italia, conquista il Disco d’Oro e di fatto segna il grande salto nel mainstream: da Russell Crowe a Rob Zombie (con i Noyz Narcos), da S.A.L.M.O. a Space Invaders (con Nitro), sono tante le canzoni diventate iconiche, soprattutto grazie a dei videoclip incredibilmente curati. Un anno dopo, nel maggio 2014, Salmo annuncia quindi la propria uscita dall’etichetta Tanta Roba per iniziare il suo nuovo progetto discografico in Machete Empire, e nello stesso periodo decide di fondare la Lebonski Agency, società di booking e management. Tra le tante attività collaterali messe in piedi in questi anni, c’è anche quella di regista, e sul finire del 2014 firma il videoclip di Sabato di Jovanotti. Con quest’ultimo la collaborazione non finisce qui: è infatti Salmo ad avere l’onore di aprire i concerti negli stadi nel tour 2015 di Lorenzo Cherubini.
Le ultime produzioni e le nuove canzoni
A inizio 2016 Salmo torna sul mercato con l’album Hellvisback, altro grande successo commerciale, capace di raggiungere il disco di platino grazie a pezzoni come 1984, Don Medellin e Il messia e alla collaborazione di Travis Barker, il batterista dei Blink 182. Nel 2017 il rapper debutta anche come attore nel cortometraggio Nuraghes S’arena di Mauro Aragoni, quindi torna al suo lavoro per il quinto album, uscito a fine 2018: si tratta di Playlist, il disco della definitiva consacrazione nel quale spiccano 90min, Cabriolet (con Sfera Ebbasta) e Il cielo nella stanza. A conferma della sua vocazione anticonformista il rapper ha deciso di lanciare il video trailer dell'album tramite il famoso sito per adulti Pornhub, seguendo le orme dello statunitense Kanye West. La pandemia ha fortemente condizionato il suo lavoro, visto che il meglio di sé Salmo lo dà durante i live: recentemente lo avrai comunque sicuramente sentito in due feat di successo, Boogeyman di Ghali e La canzone nostra di Mace.
Le canzoni più belle di Salmo
La produzione musicale di Salmo è caratterizzata prevalentemente da un rap pungente e brillante, in cui il sardo dice la sua su varie tematiche di carattere sociale. Fare una selezione dei brani più belli è praticamente impossibile, anche perché svaria su così tanti generi che ciascuno ha i suoi preferiti. Limitiamoci quindi a quelli di maggior successo: andando a ritroso dalle produzioni più recenti a quelle più datate, in Playlist troviamo Perdonami e Lunedì, ma anche 90min, una polemica sarcastica e piuttosto generale sul malcostume italiano. C'è poi il singolo del 2017 Estate dimmerda, una hit estiva assolutamente sui generis e fuori dai tradizionali canoni del genere.
A queste va aggiunta quella che secondo molti è la miglior canzone della produzione musicale del rapper olbiese, ovvero l'orwelliana 1984, tratta dall'album Hellvisback, in cui Salmo ripercorre la sua vita e le tappe della sua carriera. Sempre in Hellvisback c'è Il Messia, brano che può vantare un paio di featuring importanti: Victor Kwality alla voce e, soprattutto, Travis Barker dei Blink-182 alla batteria, coproduttore dell’album. In questo caso la destinataria del suo attacco è la religione. In Midnite spicca S.A.L.M.O., brano cupo e riflessivo nel quale il rapper fa una sorta di presentazione di se stesso. Passando all'album del 2013, ecco Russell Crowe, primo singolo estratto dall'omonimo album, ispirato al personaggio interpretato dall’attore neozelandese ne Il Gladiatore. Del primo album, The Island Chainsaw Massacre, infine, fanno parte altri due successi dell'artista olbiese, ovvero La Prima Volta (titolo che si riferisce al suo primo “sforzo” musicale di ampio raggio), e Il Senso dell'Odio, brano caratterizzato da un rap con influssi di metal e punk e fra i più amati tra la fanbase più hardcore dell'artista.
Le canzoni d'amore di Salmo
Come puoi ben intuire, visto lo stile adottato, le canzoni d'amore sono solo una piccola parte della produzione musicale di Salmo, ma mai come in questo caso vale il detto “poche ma buone”. Il brano più noto è sicuramente Il cielo nella stanza, terzo singolo dell'ultimo disco Playlist. In questa canzone Salmo si concede una parentesi sentimentale, non senza incorrere nelle critiche dei suoi fans della prima ora ma, al tempo stesso, riscuotendo tantissimo successo prevalentemente fra il pubblico femminile che ancora non lo conosceva: “Sei la poesia che non ho scritto, la canzone che non esiste, la città che non ho visto, fai sembrare tutta questa merda meno triste”. La seconda eccezione, se vogliamo chiamarla così, è Faraway, tratto dal disco Midnite, in cui Salmo affronta il tema della lontananza fisica dalla sua amata: “Dicono che non potrei, dicono che ho il cuore a metà, scriverti fottuti versi d’amore e il dono dell’ubiquità. Perché potrei vederti ovunque negli angoli delle città, mi basta immaginarti per averti qua”.










