Se vi sembra di venire continuamente ghostati, potete stare tranquilli: il problema non siete voi. Il ghosting a quanto pare sta dilagando e, se vi è capitato, siete se non altro in buona compagnia. Secondo un sondaggio della piattaforma di psicologia online Unobravo, ne è vittima il 60% dei single italiani.
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Ci si conosce, si parla in chat, magari ci si vede, ci si frequenta, ci si illude persino che possa essere qualcosa di serio. Poi più niente, la persona in questione sparisce senza dare spiegazioni, senza rispondere ai messaggi, senza lasciare tracce.
Gli effetti del ghosting
Secondo gli esperti di UnoBravo alla base del ghosting non c'è necessariamente l'intenzione di ferire (anche se, nei fatti, succede): è spesso una forma di fuga, un'ansia di affrontare un confronto che potrebbe risultare doloroso o conflittuale. Chi ghosta vuole evitare situazioni che pensa di non riuscire a gestire emotivamente.
I risultati, però, sono disastrosi: il 35% degli italiani intervistati afferma che subire ghosting ha ridotto la propria autostima, e il 46% riporta una maggiore difficoltà a fidarsi degli altri. Gran parte del problema è legato all'incertezza che deriva da questo comportamento: si rimane soli senza spiegazioni, la persona in questione si trasforma a tutti gli effetti in un fantasma disperdendo le proprie tracce. Per questo diventa difficile anche mettere un punto e andare avanti, si rischia di cercare risposte che non si otterranno mai.
Come superare il ghosting
Secondo il sondaggio di Unobravo, il ghosting è molto diffuso: tra gli intervistati quasi la metà (il 46%) l'ha vissuto, con un picco del 75% tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Ma le conferme arrivano anche dall'altro lato: il 47% degli italiani ammette di aver ghostato qualcuno e tra i single, la percentuale arriva al 61%. Se, quindi, proteggersi diventa molto difficile (specie sulle app di dating), ci si può concentrare su come uscirne. Secondo Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo è importante concentrarsi su quello che si può controllare e smettere quindi di cercare necessariamente una spiegazione. Continuare a mandare input che cadono nel vuoto rischia solamente di aumentare la frustrazione. È utile invece non colpevolizzarsi e darsi il permesso di sentire ciò che si sente: anche rabbia, tristezza o confusione.













