Ti sei mai seduta a riflettere sul tuo gruppetto di amici (nel mio caso, anche strani e bizzarri) che compongono la compagnia con cui esci di solito? Io l'ho fatto di recente e ho realizzato che sono anni che non stringo una nuova amicizia! Da quando mi sono trasferita a Londra, ormai quasi quattro anni fa, ho allargato il mio cerchio di conoscenze solo di una persona. Ok, questo potrebbe farmi sembrare una persona terribile e devo ammettere che non è una cosa totalmente sbagliata. In fondo non amo i grandi eventi sociali e sono abbastanza insofferente nei confronti delle altre persone.
Di solito dicono che con il tempo dovremmo diventare più sicuri di noi stessi e più socievoli ma a me è successo l'esatto opposto. Con il passare del tempo sono diventata sempre meno incline alla vita sociale e con la voglia di conoscere persone nuove pari a zero.
Uno dei miei colleghi più estroversi mi ha confessato "Anche io non mi sento a mio agio quando si tratta di uscire con nuove persone eppure mi butto sempre nelle conversazioni, senza pensarci troppo!". Ho quindi deciso di accettare il suo consiglio e uscire dalla mia comfort zone, ecco come è andata.
Lunedì - sono andata ad un evento, da sola
Ripensandoci, ecco cos'è andato storto. Seguendo il consiglio della mia collega "Fallo e basta!" mi sono esposta troppo e troppo presto. Mi sono iscritta ad un gruppo di incontri al femminile (con girls un po' pazzerelle, ammettiamolo) immaginando che non appena fossi entrata dalla porta, tutte sarebbero volute diventare mie amiche. La verità? Sono arrivata in ritardo, sudata e stressatissima.
Mi sono seduta nell'unico spazio libero nella stanza, su un divano a tre posti, supponendo che le altre due persone fossero in qualche modo obbligate a chiacchierare con me. No, non è successo. Anzi, la ragazza che era seduta al centro mi ha dato le spalle e ha continuato a parlare come se niente fosse con la sua amica. Lo dico davvero, non è stato affatto piacevole. Quando mi sono girata dall'altro lato, tre donne che stavano chiacchierando tra di loro se ne sono andate. Non c'era davvero verso di entrare in questo gruppo!
A questo punto una persona forte e super sicura di sè si sarebbe alzata in piedi alla ricerca di qualcuno con cui chiacchierare. Io, invece, mi sentivo così nervosa (e anche un po' rifiutata, sinceramente) che ho deciso di reagire come una vera millenial, attaccandomi al telefono e controllando le email. Non sei mai davvero sola se hai un cellulare, grazie al cielo!
Dopo un'ora ho preso le mie cose e me ne sono andata. Insomma, una brutta serata con un brutto impatto sulla mia autostima.
Martedì - sono andata a prendere una birra con il collega
Mi sono svegliata sentendomi un po' male e anche un po' patetica, lo ammetto, trovandomi a riflettere sul fatto di avere 28 anni di esperienza nel parlare con le persone e soprattutto sul fatto che sono una giornalista e che mi rivolgo a sconosciuti tutti i giorni! Comunque ho deciso di riprovarci e di rimettermi in gioco così ho trascorso la giornata di martedì cercando di parlare con le persone con cui di solito non ho molto a che fare in ufficio, con risultati discutibili.
Eppure, un ragazzo con cui di solito scambio convenevoli e scherziamo sulle scemate come Blade Runner e Game of Thrones, mi ha chiesto di andare a bere una birra... e ho accettato. Così siamo andati al pub ed è stato tutto davvero ok. Ho realizzato che il vis-à-vis era decisamente meglio per me dato che appena individuo degli argomenti (in questo caso film, libri e birra) vado come un treno e non mi ferma più nessuno.
Quando sono rientrata in ufficio, il team di Cosmo non voleva credere ai miei racconti. "Non sei mai uscita con noi a bere una birra!". I miei livelli di autostima si sono triplicati!
Mercoledì - mi sono iscritta ad un'app di incontri
A quanto pare Bumble non è solo un'app di incontri romantici ma serve anche a fare nuove amicizie. Così l'ho scaricata e ho iniziato a swipare via i profili che non mi andavano a genio. Quando una mia collega mi ha chiesto perché l'avessi rifiutata, io ho semplicemente risposto che non era il mio tipo. "Stai usando questa app come se dovessi trovare l'anima gemella!" mi ha detto... e forse aveva ragione.
Comunque alla fine ho avuto un match con un ragazzo che sembrava cool e interessante ma alla lunga ho capito che era uguale a tutti gli altri ragazzi con cui ero già uscita. Ho poi chiacchierato con due ragazze che sembravano simpatiche ma ho capito che tutta quell'attenzione alle notifiche e al telefono mi agitavano e la cosa proprio non mi andava.
Giovedì - ho cercato di coinvolgere i followers di Twitter
Come se non mi sentissi già al limite della follia, ho chiesto su Twitter se qualcuno dei miei followers voleva uscire con me. Tre persone hanno accettato ben volentieri ma non appena ho provato a fissare una data per l'incontro, il primo ha poi disertato la conversazione, il secondo non ha mai ricevuto risposta da me e il terzo non poteva mai quando io ero libera e viceversa. Un altro fallimento, argh.
Sabato - ho parlato con gli sconosciuti
Se non hai mai vissuto a Londra non puoi capire la difficoltà del fare questa cosa. A casa, nel Norfolk, parlo con chiunque tutti i giorni mentre a Londra questa cosa sembra che violi le regole non scritte del comportamento da avere in città.
Eppure ho deciso di rispolverare le mie radici da ragazza di campagna e di buttarmi in questa cosa, e quando dico che ho parlato con ogni singola persona che ho incontrato (ok, non proprio tutti quelli che passavano a random per strada) giuro che l'ho fatto davvero. Ho anche parlato con il cassiere del supermercato per ben 10 minuti ma quando gli ho mostrato le cicatrici del laser che sto facendo ai miei tatuaggi se n'è andato via anche un po' spaventato. Ops, colpa mia.
Più tardi quel giorno, ero in fila ad un bar a ho iniziato a parlare con l'uomo che avevo di fianco a me. Probabilmente avrà avuto 60 anni e sentivo che non mancava molto ad una frase da nonno nei miei confronti. Quindi dopo aver fatto qualche cenno buffo mi sono dileguata e ho mandato un mio amico a far la coda.
Dopo, però, ho chiacchierato con una signora davvero carina, proprietaria di un gift shops, e ci siamo anche seguite su Twitter!
Cos'ho imparato
In primis che la ragione per cui ho approssimativamente sei amici è che per conoscere gente ci vuole davvero tanto tempo e quando sei impegnata non hai molto tempo da dedicare a scrivere messaggi agli sconosciuti su un'app per fare amicizia!
L'altra cosa che ho imparato è che non avrai mai occasione di incontrare nuove persone se non ti lanci in nuove situazioni. Sicuramente d'ora in poi cercherò di partecipare a più feste e occasioni in cui posso stringere amicizie ma senza sforzarmi (e senza più mostrare le mie cicatrici da laser a nessuno!).
















