Storia degli zoccoli e di come ci hanno conquistato nel tempo
Noti anche come clogs, sono i sandali «brutti» che ora non cambieremmo con niente (e nessuno) al mondo
Li portavano i nonni, gli zoccoli di legno. Nei ricordi di qualcuno, i padri e le madri che sono stati giovani negli anni ’60. Sono quei sandali «brutti» noti anche come clogs, che oggi ispirano i designer come Demna o Nicholas Ghesquière, e che ormai tutti rimettiamo volentieri ai piedi sul finire dei mesi invernali, in sintesi appena vediamo un po’ di sole. Ora che quelle speciali «ugly shoes» sono riuscite a farsi valere a tal punto da diventare parte integrante delle tendenze per la primavera, è tempo di conoscerne la storia per inglobarle ufficialmente dalle passerelle al guardaroba.
La leggenda, insieme ad alcuni reperti archeologici scoperti nei pressi di Amsterdam, narra che a inventare i clogs siano stati gli antichi romani. Avvistate per le prime volte a cavallo tra tredicesimo e quattordicesimo secolo, le calzature con outsole di legno si sono diffuse nelle Fiandre, per attraversare Germania, Francia e Danimarca. Come ci insegna la storia della moda, assumono sin da subito una connotazione sociale: indossate da contadini e minatori per la loro struttura protettiva e funzionale, diventano il manifesto della classe operaia fin quando non cominciano a distinguersi come scarpe da ballo grazie al ticchettio della suola con il pavimento. Un aspetto che ha portato il modello a essere considerato predecessore delle scarpe da tip tap e che ha introdotto i clogs nell’abito tradizionale olandese. C’è poi da considerare il Novecento: dopo un primo momento statunitense ed europeo nel vivo dei Roaring Twenties, negli anni ’50 i clogs vengono rinnovati da William M. Scholl nei colori e nel design, conquistano Hollywood (e Audrey Hepburn) e con le vibe dello stile Swinging London e del movimento hippie arriva il vero successo. Facendo un salto in avanti nel tempo, gli anni ’90 vedono lo zoccolo in legno indossato da Sarah Jessica Parker e dal suo alter-ego Carrie Bradshaw (che hanno ricominciato a indossarli durante le riprese di And Just Like That); per il resto, a popolare l’archivio storico di fine Millennio ci hanno pensato Cher Horowitz, Alexa Chung e le gemelle Olsen.
L’anno dell’ultimo grande ritorno è il 2018, quando i clogs si sono affermati in ogni armadio per il loro fascino senza tempo, dato dal carattere libero, sovversivo, artigianale, bohémien, radicale e interpretato da pagine come @theclogslife e @clogsblog. Declinato in ogni combinazione e modello, passando per ogni colore o materiale, lo zoccolo aperto o chiuso può essere avvistato in gomma, con tacco, classico o iper-decorato, e in ogni caso va indossato con calzettone alto possibilmente bianco. Perché ammettiamolo, da Audrey Hepburn a Carrie Bradshaw, ora che i sandali di legno ci hanno conquistato non li cambieremmo con niente (e nessuno) al mondo. Di seguito, un vademecum di ispirazioni per indossarli subito.
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