Manca sempre meno al termine del 2023 e (anche) per il mondo della moda è arrivato il momento di cominciare a tirare le somme rispetto a quanto accaduto nel corso di quest’ultimo giro intorno al sole. In questo contesto si inserisce un articolo dal titolo «Perché le ragazze della moda stanno reclamando un’estetica sciatta?» apparso su Dazed. Pubblicato il 10 novembre, il testo scritto da Hannah Bertolino riconosce che le icone di nuova generazione, da Bella Hadid a Gabriette B e da Iris Law a Emma Chamberlain, non puntano a mostrarsi sempre sexy o eleganti. Al contrario, hanno eletto occhiali da bibliotecaria, cardigan da nonna sgualciti, bermuda, gonne a vita bassa e pantaloni pinocchietto, e cioè «tutte le tendenze che credevate di aver mandato in pensione per sempre», a veri e propri indispensabili del guardaroba. Quello che si evince è che questo comportamento ha portato al ribaltamento degli stereotipi legati al cosiddetto “vestirsi bene”. Ma è davvero così? O quella che potrebbe sembrare una rivoluzione inclusiva, in realtà, non lo è?

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Bella Hadid.

(Spoiler) nelle ultime righe dell’articolo di Dazed si leggono testuali parole: «Certo, travestirsi da brutti in nome della moda potrebbe non essere adatto a tutti». Ci sono due modi di interpretare questa affermazione. La prima fornisce una riflessione sulla questione dello stile personale, dal momento che nessuno dovrebbe andare contro i propri gusti solo per seguire le tendenze ed è importante sentirsi sempre a proprio agio con gli abiti che si indossano. La seconda, invece, fa nascere un dubbio che viene indagato in un articolo di VICE intitolato «Perché alle persone hot è permesso di sembrare brutti e a te no». Dopo aver ripercorso brevemente l’ascesa dell’estetica brutta nella moda, a partire dalle Crocs di Balenciaga per arrivare agli stivali in gomma di MSCHF, l’autrice, Rachel Barker, distingue tre tipi di moda ugly, «quella scandalosa, quella alternativa e quella che richiede poco sforzo», soffermandosi su quest’ultima per evidenziare come vestirsi in modo sciatto nel 2023 avrebbe portato chiunque a essere vittima di bullismo solo 10 anni prima. Il motivo per cui oggi quel modo di vestire è considerato cool è che è stato adottato da trendsetter del calibro di Bella Hadid e Kendall Jenner: donne magre, se non magrissime, e quindi con un aspetto aderente ai canoni di bellezza tradizionali, oltre che ricche e appartenenti a una cerchia ristrettissima di popolazione (quella delle persone famose).

Ricordando come nel 2020 un tweet raffigurante due donne plus size mentre indossavano T-shirt, jeans e sneakers fosse andato virale per la moltitudine di commenti negativi rivolti ai loro vestiti, Beker sceglie un imperdonabile episodio di grassofobia per dimostrare come siano «le cose che le persone non possono scegliere – la tua taglia, le tue forme, il tuo viso, il tuo background finanziario» a influenzare maggiormente il modo in cui gli altri considerano “alla moda” o meno ciò che vedono indosso a qualcun altro. Perché se fossero state Bella, Kendall o Emily Ratajkowski a uscire comodamente in jeans e maglietta, i pareri inerenti all’outfit sarebbero stati di certo diversi. «Abbiamo ancora molta strada da fare prima di raggiungere veramente un luogo in cui il “brutto” viene celebrato da tutti. Siamo tutti superficiali in modi diversi, per quanto odiamo ammetterlo», conclude Beker, consigliando: «Se vedi qualcuno con la pancetta che indossa un top corto e il tuo istinto è pensare che non stia benissimo, prova a guardarlo da una prospettiva diversa: stai giudicando il suo stile o il suo aspetto?».

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Gigi Hadid.

E a parlare di accettazione in relazione al tema della moda “brutta” durante l’estate 2023 è stato anche Barbie di Greta Gerwig. Al momento di partire in direzione del mondo reale, dove deve assolutamente riconnettersi con la bambina che giocava con lei, Barbie Stereotipo viene messa davanti a una scelta da Barbie Stramba: un paio di romantiche décolleté in raso rosa, emblema del mondo ideale in cui è cresciuta, o delle Birkenstock Arizona, simbolo di autenticità? Non è un caso che siano proprio le ciabatte tedesche a coronare il percorso di crescita personale della bambola Mattel: ormai parte integrante del guardaroba delle it girl, da Kendall Jenner a Kaia Gerber e a Gigi Hadid, sono uno dei principali simboli dell’estetica sciatta. Alla luce di quanto sostenuto su VICE, quindi, l’auspicio è che così come ci siamo abituati a vedere le celeb portare dei sandali con la suola in sughero in modo direttamente proporzionale a quello in cui Carrie Bradshaw indossava le sue Manolo Blahnik, riusciamo ad accettare di vederli indistintamente ai piedi di chiunque.

Dopotutto, ritrovare «il piacere» e la libertà «di essere sciatti e impresentabili» è una cosa che desideriamo e ci meritiamo tutti. È emerso a dicembre 2022, quando l’espressione «goblin mode» è stata eletta parola dell’anno dell’Oxford English Dictionary – che per la prima volta nella storia aveva rimesso la decisione ai lettori, con una percentuale schiacciante, pari al 93% dei voti. Secondo gli esperti, tale risultato traccia un perfetto ritratto del periodo storico che stavamo e stiamo ancora vivendo. Il linguista e lessicografo americano Ben Zimmer ha riconosciuto che «Le persone guardano alle norme sociali in modi nuovi» e la modalità goblin «dà alle persone la possibilità di abbandonare le convenzioni sociali e di abbracciarne di nuove». Anche Casper Grathwohl, presidente di Oxford Languages, aveva dichiarato: «La modalità goblin risuona con tutti noi che in questo momento ci sentiamo un po' sopraffatti. È un sollievo riconoscere che non siamo sempre le persone idealizzate e curate che siamo incoraggiati a presentare sui nostri feed di Instagram e TikTok. Ciò è stato dimostrato dalla drammatica ascesa di piattaforme come BeReal, dove gli utenti condividono immagini inedite di se stessi, spesso catturando momenti di autoindulgenza in modalità goblin. Le persone stanno abbracciando il goblin che è in loro e i votanti che hanno scelto goblin mode come parola dell'anno ci dicono che questo concetto è destinato a rimanere».

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Emily Ratajkowski.

In conclusione, è chiaro che l’ascesa dell’estetica sciatta è direttamente riconducibile al modo in cui ci sentiamo: stereotipi, cliché e convenzioni sociali ci opprimono ed è giusto che combattiamo, anche attraverso gli abiti e i sandali brutti che indossiamo, per ribaltare tutte quelle norme sociali che finiscono per limitare la libertà di ogni individuo. Il punto è che, nonostante a volte lo dimentichiamo, quei mostri si nascondono anche dentro i più consapevoli di noi. Per vedere un vero cambiamento dobbiamo tutti impegnarci al massimo, mettendo in discussione anche il nostro stesso sguardo e liberarlo da ogni pregiudizio. Sarà solo allora che guardare Bella e Gigi Hadid in jeans e maglietta sgualcita potrà, invece di far mancare ancora una volta l'aria a chi le guarda perché non rispecchia i canoni estetici richiesti dalla società, incoraggiarci ad accettarci per quello che siamo. Anche se questo vuol dire non essere la versione idealizzata di noi stessi.