Mina da Gucci e da Andrea Adamo, Mia Martini da Marco Rambaldi. Le cantanti italiane di ieri per la moda internazionale di domani. A fashion week quasi conclusa (quella di Milano saluta addetti ai lavori, celeb e curiosi il 25 settembre) resta addosso nei ricordi e nei video di chi c’era la contrapposizione tra la moda che va avanti e le playlist scelte dai brand, un tuffo nel passato. Un omaggio alle grandi interpreti che hanno reso eterna la musica italiana. Donne: tormentate, potenti, moderne.

La sensualità di Mina

milan, italy september 22 a model walks the runway during the gucci ready to wear springsummer 2024 show as part of the milan fashion week on september 22, 2023 in milan, italy photo by victor virgilegamma rapho via getty imagespinterest
Victor Virgile//Getty Images
Gucci sfilata primavera estate 2024

Si chiama Ancora la prima collezione firmata da Sabato De Sarno per Gucci. Un debutto che nelle intenzioni del nuovo direttore creativo della maison doveva creare una frattura tra ieri e domani, con un oggi minimalista e pulito. Tra gonne viniliche, felpe over e micro-top preziosi, le uscite in passerella si sono chiuse con "Ancora, ancora, ancora" di Mina. Un rimando fin troppo scontato visto il nome della collezione? No, un riferimento stilistico preciso. Un’intenzione.

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Victor Virgile//Getty Images
Gucci sfilata primavera estate 2024

«Quando Cristiano Malgioglio scrisse "Ancora Ancora Ancora" per Mina, aveva appena ricevuto una chiamata dal fidanzato con il quale si era lasciato qualche giorno prima» scrive sui social Giuliana Matarrese. «In una maniera impudicamente drammatica, l’ex gli aveva chiesto: “mi ami? Dimmelo ancora”».

Nella canzone prende vita la bramosia dell’amore, come spiega la giornalista: «Il video nel quale Mina interpretava la canzone, prodotto poco dopo, fu censurato, perché considerato eccessivamente sensuale. Parlava di dolore ma anche di piacere, del supplizio erotico di un rapporto tormentato, di orgasmi raggiunti con il cuore che esplode, i polmoni a corto d’aria, l’intestino che si strizza in un angolo per far posto a tutto il resto».

Anche Andrea Adamo si è ispirato alla discografia di Mina. «Una donna modello che ne libera tante altre, vivendo già nel domani, senza imbarazzo, indipendente, orgogliosa». Spiega il designer: «La sua forza diventa per me un gioco tra maschile e femminile. Nel tailoring, in drill di cotone oppure in pelle. Ovunque, persino in quella costina delle canottiere, tipicamente appartenenti al menswear, che diventa trasparente». Mentre in passerella sfilavano abiti di frange, serafino a costine e gilet over, in sala scorrevano le note di "Vorrei averti nonostante tutto", brano del 1972. La celebrazione del corpo, dalla musica alla moda e viceversa.

La libertà di Marco Rambaldi (e di Mia Martini)

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Marco Rambaldi sfilata primavera estate 2024

Da Marco Rambaldi l’omaggio alla musica italiana è invece per Mia Martini, che il 20 settembre, giorno del défilé, avrebbe compiuto 76 anni. A chiudere la sfilata dal nome Malafemmina un classico del cantautorato italiano: "Minuetto", brano dalle mille letture e riletture storiche, scritto nel 1973 da Franco Califano. E capace, 50 anni dopo, di far alzare tutti in piedi alla Floricoltura Radaelli (location della sfilata) e di cantare insieme all’indimenticata voce dell’allora giovane Berté. Un finale suggestivo e iconico, per «affrontare il concetto di libertà partendo da ciò che è stato per arrivare a ciò che sarà».