Comodi e pratici, soprattutto, estremamente versatili e a oggi declinabili in numerose accezioni di stile, tra colori e personalizzazioni, i pantaloni in jeans, detti anche solamente jeans, sono uno dei capi più amati e basic, quindi immancabili in ogni guardaroba che si rispetti. Tuttavia, è proprio in nome dell’appena citata personalità del capo, che questo indumento ha subito dal suo esordio nell’800 ad oggi, varie modifiche, potendosi così declinare in numerosi modelli per accontentare tutte le vestibilità e i cambi outfit. Con Cosmopolitan alla scoperta della (breve) storia dei jeans e quante sono le tipologie e i modelli ad oggi esistenti.

I jeans: capo di moda con una lunga storia

E se da un lato tutti ricorderanno l’ascesa dei jeans, e del tessuto denim in cui sono realizzati, risalire alla metà del 1800 con il periodo della cosiddetta “corsa all’oro americana” e di Levi Strauss, è tuttavia doveroso precisare che la storia di un capo ancora oggi così di moda e considerato un vero passe-partout di ogni look e stile – da quelli più sportivi alle mise eleganti – affonda le sue radici nei veri e propri inizi di quel medesimo secolo. È infatti durante i primi anni ottocenteschi, che nelle merci sottoposte ai numerosi traffici commerciali, appare un particolare e innovativo panno di twill di cotone, subito esportato in America, e proveniente dalla città francese Nîmes. Dalla trama molto resistente e costruita a partire da un motivo a coste diagonali, quello che sarà poi rinominato come denim, funge da ispirazione per importanti sarti del periodo (si dice molti fossero genovesi), alla realizzazione di veri e propri pantaloni da poter utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Resta comunque attribuita al genio di Levi Strauss – proprietario di quella che oggi indicheremmo come una merceria di San Francisco - la grande diffusione dei pantaloni jeans in tutto il mondo, dopo che egli stesso ha lavorato direttamente al denim con l’obiettivo di realizzare dei pantaloni particolarmente resistenti, per il pubblico di minatori californiani al lavoro. Nuovo e pratico capo d'abbigliamento su cui poco dopo intervenì anche il sarto Jacob Davis, per rinforzarlo con pratiche tasche contenitive, e nuovamente Strauss, per aggiungervi le tradizionali cuciture arancioni, i passanti per cintura, nonché le cerniere. Fu proprio la coppia Strauss-Davis a depositare il brevetto dei jeans come li conosciamo oggi, a iniziare nella loro produzione in serie, contribuendo alla diffusione su scala mondiale.

Che cosa ha permesso ai jeans di oltrepassare la loro mera natura di abbigliamento da lavoro? Di certo l’intervento di numerose case di moda che, già a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, hanno iniziato a personalizzarli in numerosi stili, colori e cuciture, salvo poi raggiungere il vero successo grazie al grande cinema hollywoodiano, dove i jeans diventano capo glamour e desiderabile, indossato da grandi divi, maschili e femminili, del calibro di Marlon Brando e James Dean, John Wayne, ma anche Ginger Rogers e Marilyn Monroe. Sul finire degli anni ’60, in concomitanza con la rivoluzione del Sessantotto, i jeans diventano pantalone amato dalle femministe, nell’affermazione della parità di genere e, poco dopo, anche capo iper-femminile e sensuale, capace di esaltare la figura di donna, grazie anche alle numerose rivisitazioni in chiave elegante e raffinata, compiute dai più famosi fashion brand.

Quali modelli di pantaloni in jeans esistono

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Jeremy Moeller//Getty Images

Dai modelli che calzano perfettamente aderenti alla linea delle gambe a quelli che invece hanno un mood svasato e con orlo a zampa. Dai jeans lunghi sino alle caviglie a quelli cropped, passando per i tagli a vita alta e quelli arricchiti di strappi o decorazioni varie. Questa breve introduzione basta da sé a far comprendere come, i pantaloni jeans, dal loro esordio nell’800 a oggi, siano stati protagonisti di infinite rivisitazioni. Breve guida di Cosmopolitan ai modelli più comuni:

  • Jeans skinny e super skinny: si definiscono in questo modo i pantaloni in tessuto denim dalla linea particolarmente attillata, ma pur sempre comodi e pratici. Nel primo caso, il loro taglio arriva ad abbracciare, con le sue lunghezze, le caviglie, per un effetto slanciante sul fisico. Perfetto da indossare sotto a un blazer e persino racchiudere in un paio di comodi stivali invernali o da abbinare a sandali gioiello estivi. Nel secondo caso sono ancora più attillati, con una vestibilità “a seconda pelle”, che molto somiglia a quella dei leggings. Risaltano particolarmente sotto maglioni e felpe, ma anche bluse e camicie dallo stile oversized, a contrasto. Una menzione a parte è da riservare ai cosiddetti jeggings, molto simili a dei jeans super skinny, ma parecchio comodi poiché non realizzati interamente in denim, ma anche in una buona percentuale di tessuto elastan.
  • Jeans slim: si piazzano a metà strada tra i modelli skinny e quelli dalla vestibilità regular. Modellano le curve di fianchi e polpacci, ma non risultano troppo aderenti alle caviglie. Perfetti con le sneakers, ma anche con sandali, ballerine e altre scarpe basse, nonché eleganti mocassini o tacchi. Rendono la figura di chi li indossa molto più affusolata.
  • Jeans regular: sono intesi in questo modo i pantaloni in denim nella loro accezione più classica, laddove il taglio della loro gamba scorre dritto dal bacino alla caviglia. Semplici e perfetti per esaltare un look particolarmente elegante e chic.
  • Jeans bootcut e bell bottom a confronto: entrambi modelli di jeans, quindi pantaloni, caratterizzati da una generosa svasatura, che inizia a diversa altezza, sino a raggiungere il loro orlo. Nel primo caso l’apertura a zampa è leggera e parte dalle linee del polpaccio. Nel secondo caso i jeans a campana hanno svasatura generosa, che attacca già a partire dal ginocchio. Perfetti per esaltare i look vintage, fatti di camicie e bluse a geometrie anni ’70, dettagli in camoscio, frange e ai piedi, zeppe o ankle boots. Sono detti anche flare pants.
  • Jeans boyfriend, mom e girlfriend: si tratta di modelli di jeans molto versatili. I boyfriend hanno un taglio prettamente maschile, cadono dritti e ampi su fianchi e gambe, con cavallo particolarmente morbido e risvolto alle caviglie. I girlfriend jeans sono molto simili ma leggermente più aderenti e con cavallo non troppo basso. I jeans versione mom si caratterizzano invece per le linee che includono la vita alta, la svasatura sulle gambe, mentre ricadono più stretti alle caviglie.
  • Jeans cropped: rinominati in questo modo dal ricco e variegato mondo del fashion, i jeans il cui taglio non si spinge oltre la linea del polpaccio, risultando così corti e dalla vestibilità piuttosto ampia e allure glam.
  • Jeans capri: come nel caso precedente, si tratta di un modello di pantaloni in denim molto comodi e pratici, ideali per l’estate, il cui taglio lascia le caviglie scoperte non spingendosi oltre la linea dei polpacci. Hanno vestibilità slim e sono perfetti per look più classici.
  • Jeans high waist e low waist: irrinunciabile includere infine nell’elenco delle migliori tipologie di jeans, la loro differente struttura a vita alta (high waist), capace di esaltare il punto vita, e quelli a vita bassa o low waist.