Dalle bambine alle donne adulte, tutte hanno nell'armadio il capo estivo per eccellenza. Eppure, solo qualche decennio fa, questo il bikini a triangolo era considerato addirittura scandaloso. Di sicuro è stato rivoluzionario, e pochi capi al suo pari hanno saputo segnare così un’epoca, apportando un enorme cambiamento nella società. Ma partiamo dal principio.

Il costume a triangolo: la nascita del bikini

La storia del bikini si capisce anche dal suo nome. Il termine infatti indica un atollo delle isole Marshall, all’epoca della nascita di questo pezzo teatro di diversi esperimenti atomici. Per cui, nel nome è racchiuso un po’ il destino di questo capo, e gli effetti esplosivi che ha avuto sulla società. A vederlo oggi, non sembrerebbe che un modello così semplice possa aver destato tanto scalpore. Di certo non lo immaginava neanche il designer francese Jaques Heim quando, nel 1946, ha creato l’atome, il costume da bagno femminile più piccolo mai prodotto.

E neanche il collega Louis Réard, quando poco dopo ha dato vita a quello che ha soprannominato le bikini. Fino a qualche tempo prima, il costume copriva tutto il corpo. Con l’avvento della guerra, però, i tessuti iniziavano a scarseggiare. E anche grazie a figure come quella di Coco Chanel e le grandi stelle di Hollywood dell’epoca, questo non è stato un problema. Abiti, gonne e pantaloni si sono fatti più corti, e anche il costume da bagno ha iniziato a ridursi. Ma non tutti vedono di buon occhio questo nuovo modo di fare: il bikini, peccaminoso e audace, viene bandito da diversi paesi (compresa l’Italia)

Il bikini, simbolo della liberazione Anni ‘70

Consideriamo che sono gli Anni ‘70, e il mondo della moda è già in fermento di suo. In questo decennio, la figura della donna acquisisce tutto un altro ruolo, anche nel modo di vestire. Se prima il costume intero era l’unica alternativa, ora le donne si sono prese (anzi conquistate) la libertà di scegliere cosa e come mostrare del proprio corpo. Con un bel ciao ciao a quei modelli di patriarcato maschilista e misogino, le donzelle si fanno più audaci e provocanti, e lo dimostrano anche nel look.

Il costume a triangolo ne è la prova: piccolissimi ritagli di stoffa che coprono giusto il necessario, ovvero le sole parti intime, lasciando poco spazio all’immaginazione. Un cambiamento davvero impressionante per le donne, anche se oggi ci sembra scontato: il due pezzi le ha aiutate ad emanciparsi, a riprendere possesso dei diritti sul proprio corpo, e ad esprimere una sensualità cruda che prima di allora era considerata fuori luogo per una ragazza.

Le icone che hanno reso famoso il costume a triangolo

La prima a sponsorizzarlo è stata una modella e spogliarellista del Casino de Paris: va da sé che il destino (e la fama) del bikini era già segnato. Considerato volgare ed eccessivo per oltre 10 anni, è stato grazie all’attrice sex symbol Brigitte Bardot che questo costume ha riacquistato punti. Nel film E Dio creò la donna, Brigitte ne sfoggia uno super provocante che è rimasto ben impresso nell’immaginario collettivo. E non è sola: al suo fianco ci sono Marisa Alassio, Ursula Andress e Lucia Bosè, la Miss Italia del 1947. Pian piano questo modello è entrato di prepotenza nel mondo del fashion. Desiderato da tutte le donne, al centro delle fantasie degli uomini, il bikini è nato per restare. Da allora il due pezzi è diventato parte della storia, contribuendo a riscriverla.

Il costume a triangolo oggi

Oggi la nostra sensibilità è diversa da quella di più di 70 anni fa. Quello che prima veniva considerato abominevole, oggi è un comunissimo due pezzi come se ne vedono a iosa. La fama del bikini è cambiata, e il costume è stato rivalutato. Tanto che ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, è tra i modelli più amati di tutti i tempi. Semplice e sexy, questo costume nella sua sobrietà sa essere succinto e lussurioso, ma anche casual e regular. Donne di tutte le età e con tutti i tipi di fisico possono trovare una valida alternativa adatta a loro, proprio per via della grande offerta. Ci sono bikini dal taglio selvaggio e ancestrale, come quelli con stampa animalier o disegni esotici. I classici bianchi e neri a tinta unita sono un evergreen. Oggi, la tendenza è quella di trasformare il costume a triangolo in un capo sportivo, rendendo il capo più coprente e confortevole.