Per la serie «neverending story», la prima regola della Generazione Z è reinventare continuamente i propri capi, in linea con un approccio alla moda etico e consapevole che non smette di sorprendere. In questo contesto si inserisce uno dei nuovi key-trend esplosi negli ultimi mesi, che al momento in cui si scrive corrisponde a un hashtag da oltre 142 milioni di visualizzazioni su TikTok: si chiama #SubversiveBasics e, secondo Agus Panzoni (@TheAlgorythm), comprende tutti quei video in cui i basici «si ribellano a tal punto da perdere la propria utility». Ed è proprio questo che succede a capi come T-shirt, tank top, cardigan e collant, che vengono rivisitati dai creator che li intrecciano, li tagliano, li capovolgono e li sovrappongono tra loro.

Chi è cresciuto nei primi anni Duemila lo sa, l'idea di indossare un paio di calze di nylon come un top non è di certo una scoperta dell'ultimo minuto: c'è chi sta ricordando gli anni di Avril Lavigne – che guarda caso ha da poco scalato l'algoritmo e riconquistato ogni angolo del mondo cantando a Toronto con Olivia Rodrigo, principessa punk-pop del momento, e c'è chi mente. Ma se ora quello stesso genere di esperimenti fai-da-te basati sul concetto di decostruzione e ricostruzione (da cui viene anche la tendenza cut out) è diventato l'imperativo categorico per essere cool, è perchè il #SB ha intercettato il bisogno di rappresentare un nuovo ideale di sexyness che non conosce taglie e si propone di annullare il divario di genere. Guardare Jiggs (@Ytajuke), come consigliato in un recente articolo di Paper Magazine, per una dimostrazione extreme e palese.

Moda 2022: tutto sulla tendenza TikTok #SubversiveBasics

Consapevoli che il #SubversiveBasic stava diventando l'imperativo categorico delle nuove generazioni (e cioè di quelli che presto saranno i loro principali consumatori), i grandi marchi e i designer emergenti hanno risposto sin da subito a tale desiderio di sovrapposizioni, squarci, illusioni ottiche e dettagli cut out dalle note inaspettate, il tutto tendenzialmente neutral-tone. I nomi da segnare, tra i designer che negli ultimi tempi hanno intrapreso questa direzione, sono Dion Lee, Karoline Vitto, KNWLS, Kingsley, Nensi Dojaka, Rick Owens, Ottolinger e il Mugler di Casey Cadwallader.

Guanti cut out @Cherieness

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Scorrendo l'hashtag o, se siete appassionati dell'argomento, nei To You, si realizza presto che anche le icone del momento hanno risposto all'appello. Oltre ai classici tutorial e ai «get ready with me» girati nelle camerette dei creator, che insegnano come rivisitare un LBD o una canottiera intima per andare in discoteca, in testa all'algoritmo di TikTok compaiono migliaia di video che spiegano come ricreare gli street style di Bella Hadid o di Julia Fox (chi altri se non l'attrice al primo posto a proposito di anti-omologazione?). Il vestito rosso aranciato di Emily Ratajkowski per il compleanno di Gigi Hadid è un altro esempio.

Che il #SubversiveBasics rispecchi come è cambiato il nostro modo di guardare all'abbigliamento è chiaro. Come ha spiegato proprio Agus Panzoni su TikTok, il trend si inserisce in un nuovo filone rinominato «sculptural styling», che ne costituisce la naturale evoluzione. Uguali e contrarie, le due categorie annunciano che ormai sono i consumatori di nuova generazione che considerano il proprio corpo come una tela da personalizzare attraverso drappeggi e trasparenze, a dettare le tendenze. Parole d'ordine: minimal, avantgarde e Y2K, ma soprattutto un grande "no" al fast fashion, destinato a finire finchè @Cherienesss e gli altri creator che reinventano i basici del guardaroba continueranno a farlo.