Da qualche stagione a questa parte le stelle degli anni Duemila sono la nostra unica ossessione. E a proposito di icone dello stile Y2K che sono state riscoperte, parliamo un secondo di Britney Spears che ha riavuto indietro la propria vita dopo anni di tutela legale e, mentre si prepara a scrivere la sua rivincita in un memorir, ha annunciato di essere di nuovo incinta. Si tratta della terza gravidanza della cantante di "Ops!... I Did It Again", la prima nata dalla storia con il compagno Sam Ashgari. Se Britney è stata eletta ultima paladina della tendenza dalla Generazione Z in persona, è stato naturale ritrovare ovunque sui social le immagini della prima dolce attesa nel giro di poche ore. Per annunciarla, nel 2005 Britney era arrivata alla premiere de La fabbrica di cioccolato di Los Angeles in canottiera celeste con la scritta «I have the golden ticket» e una freccia che puntava sul pancione.

Non era la prima volta che la cantante di "...Baby One More Time" dimostrava di essere la regina indiscussa delle magliette con scritte taglienti e risposte liberatorie meglio note come «clapback T-shirt». Come scrive Zoë Kendall sul sito di i-D UK citando Dictionary, con il termine clapback T-shirt si intende «una maglietta con una battuta che viene indossata in risposta a qualcuno che ti ha criticato». Per avere degli esempi, guardare il guardaroba degli esordi di Britney Spears, ricco di magliette rivolte agli ex (e in particolare a Justin Timberlake) e ai media dell'epoca che la prendevano continuamente di mira parlando continuamente della sua verginità.

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J. Merritt//Getty Images
Britney Spears a Los Angeles, nel 2005.

In questo contesto si inserisce la T-shirt "Dump Him" di Juicy Couture indossata da Britney a Londra nel 2002 al termine della love story con l'allora cantante degli 'N Sync: secondo i rumor Justin Timberlake aveva intrapreso una relazione con l'attrice Alyssa Milano e quella maglietta grigia è passata alla storia per aver comunicato al mondo, e soprattutto ai giornalisti, che la principessa del pop aveva messo un punto al loro rapporto. Un paio di anni dopo, nel 2004, è arrivato il turno di chiudere per sempre un'altra questione: con il messaggio «I'm a Virgin (But This Is an Old T-Shirt)», la cantante di "Toxic" ha risposto una volta per tutte al sessismo mediatico che ha segnato il suo percorso sin dall'inizio.


Street style anni Duemila, le clapback T-shirt delle icone della moda Y2K

Come quelle della cantante di "(You Drive Me) Crazy", parlavano da sole anche le magliette di moltissime icone della scena anni Duemila. Dalla T-shirt di Drew Barrymore, insieme a Cameron Diaz alla premiere di Charlie’s Angels: Full Throttle a NY nel 2003, con lo slogan «MY BOYFRIEND IS OUT OF TOWN» e prosecco à la main, passando per l'ironia di Christina Aguilera sulla «prima impressione» e arrivando alla storia della canotta «STOP BEING DESPERATE» di Paris Hilton, che venne photoshoppata in «STOP BEING POOR». Sulla vicenda, l'ereditiera statunitense ha recentemente chiarito le cose con un TikTok che oltre a essere diventato immediatamente virale ha riportato l'attenzione della Gen Z sulle clapback T-shirt.

Per chi volesse prendere appunti, altri esempi sono «I Am the American Dream» e «Move Bitch» sempre di Britney, «Don't Be Jealous» di Paris e «Dude, Where's my Couture?» di Nicole Richie, «Skinny Bitch» di Lindsay Lohan o quel «Corporate Magazines Still Suck» della cover story di Kurt Cobain per Rolling Stone che è stato richiamato in causa dalla collezione invernale del 2019 di VETEMENTS. Passando dagli ex e i giornalisti ai paparazzi, negli anni tra il 2008 e il 2012 i protagonisti di Twilight hanno risposto ai reporter che li perseguitavano tutto il giorno, tutti i giorni, con una maglietta a maniche corte oversize proveniente dal merchandising dei Beastie Boys del 1968. Al grido di «GET OFF MY DICK», Robert Pattinson e Kristen Stewart invitavano i loro inseguitori a «togliersi dalle pa**e. Al momento della loro rottura nella vita reale, l'attrice ora nelle sale con Spencer ha realizzato una propria versione cropped: diteci se non è il minimo per "darci un taglio" con Edward Cullen/Bruce Wayne.



C'è poi chi ha saputo cogliere l'occasione di trasmettere messaggi impegnati usando il potere delle speciali graphic-Tee come Maria Grazia Chiuri che, con la quote «WE SHOULD ALL BE FEMINISTS», ha conquistato Rihanna, Natalie Portman, Chiara Ferragni e ogni altra it-girl del pianeta. O come Frank Ocean, che nel 2017 è salito sul palco del Panorama Music Festival di NY con una maglietta manifesto ispirata a un tweet di Brandon Male (@avoygadro) contro ogni forma di discriminazione e razzismo. «Why be racist, sexist, homophobic or transphobic when you could just BE QUIET?», che in italiano si traduce con «Perché essere razzisti, sessisti, omofobi e transfobici quando puoi soltanto STARE ZITTO?».

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AFP Contributor//Getty Images
Frank Ocean al Panorama Music Festival del 2017.

Tendenza Y2K, il ritorno delle magliette con le scritte degli anni Duemila nella moda 2022

All'elenco dei motivi per cui siamo tornati a parlare di clapback Tee si unisce la cantautrice Charlie XCX, che per chi non lo sapesse è la voce del feat "Fancy" con Iggy Azalea e la colonna sonora del film Colpa delle stelle. All'indomani dell'uscita del disco Crash, nel 2021 Charlie è stata avvistata con una maglietta rosa e rossa che recitava così: «They don’t build statues of critics», «Non vengono costruite delle statue ai critici». Visto il trascorso delle popstar con i messaggi stampati rivolti a destinatari non così puramente casuali, i giornalisti musicali si sono sentiti immediatamente chiamati in causa dalla sua mise e gli scatti street style sono diventati virali.

La T-shirt di Charlie XCX arrivava dalla collezione Playing, etichetta di Los Angeles che ha puntato tutto sugli slogan stampati, cavalcando la tendenza anni Duemila grazie a claim criptici come «You Matter Don't Give Up» e «God's Favourite» che, a seconda di chi sceglie di indossarli, possono assumere i significati opposti. Con lo stesso approccio ironico e provocatorio è nato anche I'm Sorry, il marchio lanciato da Petra Collins e il luxury retail SSENSE, che si è distinto a colpi di «I ❤️ Gossip» e «I Wanna Fight». Tra i testimonial del progetto emergente, c'è Chloe Cherry, l'attrice porno e new entry di Euphoria che ha conquistato tutti con i suoi look Y2K ispirati all'estetica kawaii e che rappresenta tutte le tendenze del momento, tra passerelle, tv series e social media. Per questo i nostri pensieri sono fermi qui: alla moda 2022, in sintesi, sulle clapback T-shirt.