Se dovessimo fare un riepilogo dei momenti clou del 2021, ogni appassionato metterebbe al primo posto una delle collaborazioni di lusso che ci hanno galvanizzato negli ultimi mesi. Quello che è successo, e che ci ha regalato grande entusiasmo, è che i maggiori brand hanno unito le forze, interpretando l’uno i codici estetici dell’altro, arrivando spesso a superare i confini del proprio conglomerato di lusso (Kering, LVMH e company) e portando il concetto stesso di partnership al livello successivo vedi — vedi il rapporto ormai consolidato di Miuccia Prada e Raf Simons. Il 2021 è stato l’anno del link-up, inteso come nuovo spettacolo creativo e non come pretesto per aumentare il profitto: a contendersi il primato sono Gucci con Balenciaga, Dior con Sacai, Fendi e Versace, insieme a ogni altro «hacker project» di quelli che hanno lasciato il segno nel corso dell'anno, a seconda del gusto.

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Il finale della sfilata primavera estate 2022 organizzata da Fendi e Versace per la loro collaborazione.

Tendenze moda, da dove vengono le collaborazioni di lusso che hanno segnato il 2021?

I primi episodi di questo tipo risalgono ai primi incontri tra arte e moda, che dal tempo di Elsa Schiaparelli e Dalì, così come di Vivienne Westwood e Keith Haring e molti altri, hanno arricchito le proprie collezioni di un valore estetico aggiuntivo. E se tutto è cominciato con un approccio eclettico, a un certo punto il sodalizio creativo è servito ai piccoli marchi – e a quelli accantonati, per avvicinarsi ai più grandi con l’obiettivo di acquisirne i fondi e i riflettori come per osmosi. Anche il fast fashion è sceso in campo all’inizio del millennio, realizzando il sogno di ogni consumatore medio di potersi permettere un capo in un certo qual modo «firmato», attraverso capsule collection con designer del calibro di Karl Lagerfeld, Moschino e Comme des Garçons.

Poi, tutto è cambiato. Guidato da Demna Gvasalia, Kim Jones, Matthew Williams e Virgil Abloh, l'industria della moda ha cominciato a essere governato da drop esclusivi e collabo. Arrivati da settori molto lontani e dagli «amici più stretti» di Kanye West, i direttori creativi hanno dimostrato di essere i sovrani indiscussi dell’hype e nel giro di poco tempo hanno portato lo streetwear sul tetto di quello stesso mondo patinato che non l’aveva mai davvero considerato: è per questo che, a partire dalla collezione autunno inverno 2017/2018 di Louis Vuitton, ogni cross-over di lusso è stato riconosciuto come parte integrante della narrazione di un marchio.

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Dalla campagna della collezione autunno inverno 1983/1984 di Vivienne Westwood, Witches. Per realizzarla, la designer britannica prese ispirazione dall’arte sovversiva, anticonformista e rivoluzionaria di Keith Haring.
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Dalla campagna pubblicitaria della collezione H&M x Karl Lagerfeld del 2004, che segnò l'inizio delle collaborazioni tra i marchi ready-to-wear e i negozi fast fashion.
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Dalla collezione autunno inverno 2017/2018 di Louis Vuitton Men, durante la quale l'allora direttore creativo Kim Jones portò per la prima volta un marchio street come Supreme in passerella.

I protagonisti del trend che ha caratterizzato il 2021 sono artisti, creator e imprenditori digitali, che hanno ufficialmente sostituito gli addetti al settore nel ruolo di «arbitri del gusto». Parlando del momento in cui ha deciso di lavorare con Kim Kardashian, quando l’intero ufficio stile di Fendi si è fermato per guardare il telefono e non perdersi il nuovo lancio di Skims, Kim Jones ha raccontato di aver capito di punto in bianco quanto quel sodalizio avrebbe potuto rivelarsi amusing, charming e necessario. Il periodo pre-pandemico ha promosso il direttore creativo a tal punto da conferirgli il titolo di celebrity e adesso sta succedendo il contrario: non a caso, i brand che affidano ruoli creativi ai trendsetter del nostro tempo, da A$AP Rocky a Kendall Jenner e Cardi B, sono in aumento.

Le collaborazioni moda che hanno segnato il 2021: Fendi e Skims

Per certi versi l’hacking tra grandi marchi potrebbe essere definito un matrimonio tra holding e creativi. Volto a celebrare i best of del passato dichiarando amore eterno al logo, il cross-over di lusso ha determinato tutt’altro che il rallentamento promesso con lo scoppio del Covid-19 dai creative director – per realizzare Fendace, la maison romana e Donatella Versace hanno lavorato il doppio, presentando due collezioni in due giorni. In molti pensano che le collaborazioni blockbuster non siano altro che collezioni Resort in incognito e il motivo è custodito nel fascino dell’inaspettato. I link-up del 2021 hanno generato tanto entusiasmo perché sembravano qualcosa di totalmente nuovo, anche se in fondo non c’era nessun motivo, modello o abito co-firmato che lo fosse davvero.

Le collaborazioni moda che hanno segnato il 2021: Fendi by Versace

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Dalla collezione primavera estate 2022 di Fendi by Versace, presentata durante un secret event a Milano. Kim Jones e Donatella Versace hanno scelto di scambiarsi i ruoli e reinventare i codici estetici dell'uno mixandoli con i tratti distintivi l'uno dell'altro.

Le collaborazioni moda che hanno segnato il 2021: Versace by Fendi

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Dalla collezione primavera estate 2022 di Versace by Fendi, presentata durante un secret event a Milano. Kim Jones e Donatella Versace hanno scelto di scambiarsi i ruoli e reinventare i codici estetici dell'uno mixandoli con i tratti distintivi l'uno dell'altro.

In un periodo di profondo cambiamento come quello che stiamo vivendo dovremmo goderci lo spettacolo. Forse è questo il segreto per cogliere il senso delle collaborazioni di lusso, che se da un lato nutrono indubbiamente il profitto di un marchio, dall’altro hanno dimostrato di essere quello di cui avevamo bisogno, ovvero un nuovo canale di intrattenimento dove mettersi comodi e guardare un film in cui il fashion industry è libero di sperimentare in modo creativo senza prendersi troppo sul serio. Questo non significa che non ci sia spazio per un approccio dal carattere creativo, ipnotico e sovversivo come quello di Daniel Rosebarry o Nensi Dojaka che, quando assisteremo al crepuscolo delle collaborazioni di lusso, avranno scritto la sceneggiatura del futuro.

Le collaborazioni moda che hanno segnato il 2021: Gucci e Balenciaga

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Daniele Venturelli//Getty Images
Dalla collezione Gucci Aria, presentata out of season per celebrare il centenario della maison fiorentina. Durante la sfilata ha preso vita la prima fase dell'hackeraggio reciproco tra il brand di Alessandro Michele e quello di Demna Gvasalia, entrambi membri del gruppo Kering.

Le collaborazioni moda che hanno segnato il 2021: Miuccia Prada e Raf Simons

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Dalla collezione primavera estate 2022 di Prada. L'incontro tra la visione creativa di Miuccia Prada e Raf Simons, che dal 2020 rivestono il ruolo di co-direttori creativi, è da considerarsi a tutti gli effetti una collaborazione che ha segnato un punto di svolta nella storia della moda.