Può ispirare un abito, ma anche dividere le folle. Affascinare, incantare, lasciare a bocca aperta. In alcuni casi può anche diventare un simbolo, resistente agli urti del tempo e alle evoluzioni della storia del costume e della moda: il revenge dress di Diana Spencer, indossato nel 1994 a un gala di Vanity Fair alla Serpentine Gallery di Londra, è senz'altro tra questi. Quell'abito così iconico disegnato da Christina Stambolian che Diana ha scelto di indossare la stessa sera della messa in onda di un documentario-verità con il suo ex marito Carlo, ancora ci parla. Lo fa persino attraverso le sue (riuscitissime) copie, ad esempio quella che vedremo in The Crown 5 indossato dall'attrice Elizabeth Debicki, che interpreterà la principessa del Galles nella penultima parte della grandiosa serie Netflix sulla famiglia reale.
Alla sua stylist di allora (Anna Harvey), Diana Spencer disse che quella sera, mentre il principe Carlo confermava al mondo la sua relazione storica con Camilla Parker Bowles includendo nella narrazione dettagli intimi sul loro matrimonio, voleva "brillare come un milione di dollari". Missione riuscita. La designer lo aveva studiato in modo che rompesse ogni schema, ogni etichetta, ogni regola della famiglia reale in fatto di look. Calze scure, spalle scoperte, scollatura profonda. L'ispirazione, quella del cigno nero dell'opera di Pyotr Ilyich Tchaikovsky nel balletto omonimo, è di per sé tutta un programma.
In tanti hanno cercato di capire se Diana fosse consapevole del potere di questo abito nero stretto, sexy e allo stesso tempo elegante, indossato in quella sera così particolare per la storia della monarchia britannica e, ovviamente, per i percorsi individuali di Carlo e Diana. La risposta è una sola: sì, lo era. La decisione di partecipare presa a due giorni dall'evento mentre l'intervista con il principe Carlo veniva fortemente pubblicizzata in tv è nota a tutti. Scegliere di andarci con un abito come questo (e non con un modello di Valentino già scelto per l'occasione) la dice lunga sul fatto che Diana voleva esserci, voleva essere ricordata, voleva che la vendetta mettesse al centro il suo corpo, la sua attitude, il suo carisma. E il mondo ne parlasse ancora e ancora.
Ne vedremo tanti, di momenti clou della vita di Diana Spencer, in The Crown 5. Nonostante l'opposizione dei suoi figli William e Harry, largo spazio avrà anche l'intervista alla BBC, che oggi sappiamo essere stata ottenuta con l'inganno e la manipolazione di una donna molto fragile. Il revenge dress disegnato dalla Stambolian per Diana in una sera così importante per la sua vita - il cui corso, nessuno ancora lo sapeva, sarebbe stato purtroppo brevissimo - ha ancora oggi una carica simbolica incredibile. Persino vederlo addosso a una persona che non è di fatto Diana Spencer ma è l'attrice che la interpreta in tv fa ancora grande impressione.
Oggi diremmo che indossare un abito per vendicarsi di un uomo che ti ha tradito e portata all'esasperazione - cuore, questo, della narrazione che negli anni è stata fatta su Diana Spencer e la sua storia nella famiglia reale - non sia affatto femminista. Anzi, probabilmente usare il proprio corpo in questo senso si ancora a un certo retaggio patriarcale che mette al centro i corpi e non le teste delle donne. Qui però si discute dell'atteggiamento di Diana, prima che dell'abito che, tra stoffe e incroci, lo ha cristallizzato: hanno cercato di copiarglielo in tante, questo stile, pure Meghan Markle nelle sue ultime apparizioni da senior royals. Il revenge dress nero di Diana rimane ancora oggi il primo, unico e inimitabile "abito della vendetta" che, nei decenni, ha rappresentato un certo modo di rialzarsi dalle cadute per milioni di persone. Non tocca a noi dire se fosse un bene o un male e non è neanche questo il punto.
Di certo in poche sono rimaste così incollati all'immaginario collettivo come Diana Spencer in quell'abito nero, indossato in una sera in tutti i suoi malesseri e tormenti venivano svelati dal suo ex al mondo intero.












