C'è chi ammette di aver aspettato solo questo momento e chi mente. Sono esattamente le 21:33 del 7 febbraio 2023 quando Chiara Ferragni appare per la prima volta, di spalle, in cima alle scale di Sanremo. Ad avvolgerla, una preziosissima stola bianca con scritto: «PENSATI LIBERA». D'altronde, che non avrebbe perso occasione di portare sul palco del Teatro Ariston un messaggio importante, l'imprenditrice digitale lo aveva promesso sin dall'annuncio della sua partecipazione. Determinata a puntare sulla «spontaneità», che secondo lei «è sempre la scelta giusta», Chiara ha devoluto il suo compenso alla rete nazionale contro la violenza sulle donne, D.I.RE. Ed è per questo che, per debuttare sul palco di Sanremo 73, ha scelto un «vestito manifesto».
«Quando abbiamo iniziato a pensare agli abiti per le due serate di Sanremo abbiamo subito capito di non volere vestiti solo perché eccentrici o pretenziosamente belli, ma sentivamo la necessità di portare sul palco più popolare d’Italia un messaggio sociale, anche attraverso la moda», ha raccontato in diretta (anche) su Instagram, spiegando che l'abito manifesto realizzato su misura per lei dalla direttrice creativa di Dior, Maria Grazia Chiuri, rappresenta una «presa di coscienza per non essere incasellata in uno spazio identificato per lei dal patriarcato», «una promessa che lei stessa si fa ogni giorno mentre lotta per non doversi sentire in colpa del suo successo» e «soprattutto una dedica a tutte le donne che hanno voglia di sentirsi semplicemente loro stesse senza essere giudicate».
Sanremo 2023, tutto sul primo look di Chiara Ferragni
In un invito a rompere gli schemi imposti dalla società patriarcale, l'abito manifesto indossato da Chiara Ferragni è un lungo abito a corolla di seta nero ispirato ai codici estetici tipici di Dior. A completare l'opera, la stola con la scritta «PENSATI LIBERA», le cui parole citano un'opera del collettivo artistico parigino Claire Fontaine. Impresse in stampatello su un leggerissimo tessuto bianco increspato, ricordano le prime T-shirt realizzate da Maria Grazia Chiuri, che dichiaravano: «WE SHOULD BE ALL FEMINIST».











