A cosa servano davvero la maggior parte dei capi e degli accessori avvistati sulle passerelle di moda è una domanda che si pongono in molti. A proposito, il tribunale dove vengono presentate le varie accuse ed esposte le relative arringhe si è indubbiamente spostato su TikTok: lo dimostrano i pantaloni cargo di Robert Pattinson, il grande sogno del #Balletcore e il trend che ironizza sugli eccessi degli show (che ha contagiato anche Bella Hadid). E ora, come ha raccontato Vanessa Hsieh in un articolo pubblicato da Dazed, è appena cominciato un nuovo processo incentrato sulla minigonna in pelle protagonista della nuova collezione di Diesel che ha riacceso il dibattito sulla reale utilità della moda.
Realizzata nelle dimensioni di una cintura e venduta al prezzo di 795 euro, la micro-gonna ideata da Glenn Martens è ora in cima a tutte le tendenze tanto quanto al centro delle polemiche. In particolare, è stata la recensione in cui Adrienne Reau (@Ageorama) mostra quanto possa risultare scomoda, criticandone il design e la qualità, che ha reso la controversia virale.
Come accaduto per le minigonne del micro-set di Miu Miu che ha conquistato la scorsa estate, per le scarpe con gli accendini di VETEMENTS e le buste dell’IKEA reinventate da Balenciaga, gli utenti hanno messo in discussione l’aspetto surreale dell’accessorio in questione (le minigonne di pelle della collezione invernale di Diesel), percepito come scomodo e disfunzionale. Eppure, come spiega la giornalista di Dazed, c’è da considerare che l’operazione di Glenn Martens così come quelle di Miuccia Prada e Demna Gvasalia non riguarda unicamente la vestibilità dei capi di collezione, ma «La comunicazione dell’estetica generale del designer». D’altronde, oltre alla connotazione economica, legata indissolubilmente alla vendita dei prodotti, la moda è anche un’industria creativa.
Anche la pagina Diet Prada (@Diet_Prada), universalmente riconosciuta come “polizia della moda”, ha testimoniato in difesa della moda e della sua dis-funzionalità. «Non si può negare che lo stile Y2K sia tornato [in tendenza]», ha scritto l’account, ricordando come si tratti di uno degli stili più controversi degli ultimi anni e che «L’ironia», data dall’utilizzo di materiali utilitaristici come il denim o il nylon, era spesso «L’effetto desiderato». In questo scenario, il successo delle minigonne Diesel presentate in passerella da Glenn Martens acquista completamente senso: il capo, ora su tutte le copertine delle principali riviste italiane e del mondo, rispecchia la contemporanea ossessione della moda per gli anni Duemila, come la fotografia di un’era. La nostra.











