Contrariamente a tutti i compleanni a tema total white, Hawaii party o Swinging Sixties in cui siamo stati costretti a vestirci in modi tremendi e diametralmente opposti ai nostri gusti, il Met Gala è l’unico evento con dresscode che amano tutti. Dopo due anni straordinari, in cui Anna Wintour, Tom Ford e company hanno invitato gli ospiti a interpretare i codici estetici del kitsch in Camp: Notes on Fashion (2020) e l’indipendenza americana in In America: A Lexicon of Fashion, per l’edizione del 2022 è la volta di riscrivere l’antologia della moda statunitense… A partire dalla Gilded Age newyorkese. Leggere alla voce In America: An Anthology of Fashion, stile Gilded Glamour.
Il Met Gala 2022 andrà in scena il così detto «first Monday in May», cioè il primo lunedì di maggio, e sarà presentato da personaggi del calibro di Blake Lively, Ryan Reynolds, Lin-Manuel Miranda e Regina King. Il tema Gilded Glamour fa riferimento al periodo compreso tra il 1870 e il 1890 di New York, un tempo di «prosperità senza precedenti, cambiamenti culturali, industrializzazione, quando sia i grattacieli che le fortune sembravano sorgere durante la notte», citando l’articolo di Vogue con cui Elise Taylor ha annunciato il momento storico di riferimento per gli ospiti che poseranno sul red carpet del Metropolitan Museum of Art il prossimo due maggio.
Dall’invenzione della lampadina di Thomas Edison a L’età dell’innocenza e La casa della gioia, entrambi celebri romanzi di Edith Wharton da cui sono stati tratti i film, passando i quadri di John Singer Sargent o per il telefono di Alexander Graham Bell e arrivando alle illustrazioni delle Gibson Girls e ai palazzi in stile Beaux Arts costruiti dalle famiglie Parsons, Hewitt e Vanderbilt in Fifth Avenue, sono queste le ispirazioni che si preparano ad animare i vestiti delle celebrity. Parola d’ordine: Glamour. Erano gli anni delle invenzioni, delle costruzioni e dei giornali tanto quanto delle sovrapposizioni, dei layering e delle decorazioni. Dalla descrizione della contessa Olenska in The Age of Innocence:
«Tutto in lei luccicava e luccicava dolcemente, come se il suo vestito fosse stato tessuto dai raggi delle candele, e teneva la testa alta, come una bella donna che sfida una stanza piena di rivali».
Realizzati in una lunga serie di tessuti quali satin, tulle e velluti, gli abiti della Gilded Age erano eccessivamente adornati di frange, fiocchi e gioielli, di ricami, di pizzi e di rouche. I colori erano quelli abbaglianti dei gioielli, mentre i toni chiari e polverosi venivano indossati unicamente nelle case. I cappelli rappresentavano un must e spesso mostravano applicazioni di piume, mentre i corsetti si indossavano tutto il giorno, tutti i giorni. Oltre a quello formale, si diffonde una prima versione dell’abbigliamento sportivo che per le donne venne tradotto in gonne lunghe e camicette che agevolavano il movimento. Menzione speciale anche allo smoking, nato nel 1880 durante un evento a Tuxedo Park.
Per chi non lo sapesse, «Gilded» si traduce con dorato. Per questo, il dresscode del Met di quest’anno assume un grande significato: dai tempi delle collezioni Dior Haute Couture di John Galliano e della sfilata Portrait di Vivienne Westwood fino alla tendenza period drama dettata dalle serie tv del momento (in quanti hanno visto The Gilded Age su HBO tutto d'un fiato?), il Gilded Glamour, il glamour dorato, è sempre stato un invito a rinascere e ad accogliere il cambiamento – culturale, sociale, politico. E grazie al Met Gala di quest’anno, è pronto per continuare a esserlo.










