Domenica 6 marzo, alla settimana della moda parigina è arrivato il turno di Valentino. Per la nuova collezione, il Direttore Pier Paolo Piccioli ha deciso di ridurre la sua palette a un'unica tonalità, andando in scena con una sfilata senza precedenti: si chiama #ValentinoPinkPPCollection, dal nome del pigmento lucid magenta nato in collaborazione con Pantone, e sceglie «il rosa come manifestazione dell'inconscio e liberazione dal bisogno di realismo».
PPP ha dunque adottato una strategia cromatica ben precisa pensando ognuno dei look sulla passerella in rosa, tranne che per una breve parentesi di total look neri. Il Direttore Creativo ha dichiarato di aver scelto una tavolozza "monotono" per arginare le distrazioni e concentrare gli occhi degli spettatori sulla distinzione tra silhouette e dettagli sulla grande collezione di 81 look, fra abiti maschili e femminili. «I miss my pre-Internet brain», «Modernity is eternal», «Beauty can be earned», sono i messaggi affissi sui palazzi che conducono al Carreau du Temple di Parigi e condivisi sul feed Instagram della maison poche ore prima dello show.
E mentre la collezione rosa sfila sulle note della colonna sonora del film In the mood for love, si compie un'operazione d'amore che gioca attorno alla nozione di identità, celebrando l'unicità e la libertà di ognuno. E per quanto immaginata prima che si potesse anche solo immaginare la drammatica invasione dell'Ucraina, menzionato dalla voce fuori campo di Piccioli poco prima che inizi lo show, la sfilata diventa anche una dichiarazione politica: «Love is the answer», «L'amore è la risposta».
La sfilata autunno inverno 2022/2023 di Valentino è una dichiarazione d'intenti
Una sfumatura unica, eppure poliedrica e assolutamente inclusiva, che ridisegna la scena (della moda) contemporanea un'uscita dopo l'altra: dalle linee sartoriali alle scollature ondulate, ogni cosa nell'architettura delle silhouette trascende l'apparenza superficiale in favore di una nuova scoperta sensoriale che riguarda le rifiniture e le texture delle bluse in organza, delle cappe plissé, delle giacche ricamate e delle distese paillette che sfilano davanti agli occhi degli ospiti d'onore, tra cui, Zendaya e Blanco.
Qui, dove la monocromia esalta e valorizza la personalità senza appiattirla, è possibile ammirare cosa succede a lasciar parlare la moda, come per Rambaldi, d'amore e di politica in passerella. Come riportato su Instagram Giuliana Matarrese al termine della sfilata, Piccioli dichiara: «certo, la moda è politica perché si occupa di umanità, di diritti. E nella guerra c’è abbondanza di ego, motivazioni economiche, ma di umanità e diritti non c’è neanche l’ombra»














