Se c'è una cosa che è stata riscoperta, durante la pandemia, è la casa: la moda si è trovata a a reinventare la propria raison d'être in maniera creativa, dalle sfilate all'editoria. Forse è questa la condizione di esistenza della sfilata nata dalla mente sopra le righe di Jeremy Scott. Chiamata Moschino Home Couture, la performance si è svolta nella terza serata della settimana della moda milanese sulle note della colonna sonora di 2001: A Space Odyssey che tradotto diventa Odissea nello spazio, una leggenda nella storia del cinema. Una melodia dall'atmosfera Settecentesca che viene riempita di un guardaroba à La bella e la bestia e dall'attitudine che da sempre caratterizza l'estetica della maison italiana, che a sua volta non poteva essere dimenticata.
Si ispira alla collezione creata dal fondatore nel 1989 e a quella del 1990, tra spille-posate e giacche mobiliate, l'attuale faiseur des rêves della casa di moda surrealista, che non è mai mera rappresentazione teatrale. Poltrone da indossare, silhouette-chiave, orecchini chandelier, vestaglie matelassé, trapunte baroque e borse teiere raccontate da frasi emblematiche come «handle with care» sulle pentole à main, «gilt without guilt» e «maid in Italy» sulle T-shirt delle cameriere si esibiscono in un'odissea da favola che parla da sola. Di cosa? Di opulenza, di ricchezza, di ironia e di consapevolezza.
Adibita a passerella, la stanza futuristica dal parterre a led e l'atmosfera verde mela ospita il revival de La bella e la bestia riletta in versione moderna: a interpretare Belle, Mrs. Bric, Spolverina e Lumière, le sorelle Hadid e le altre super model scelte dalla maison. E se di cross-over si parla, nel finale Jeremy Scott veste la tuta rossa dell'astronauta protagonista del colossal di fantascienza. Infine, a volte basta un nome: dell'headwear oversize, rivisitazione ad arte di lampadari, vasi e abat-jour, si occupa Stephen Jones. Vedere per credere, assolutamente. Ma anche per sorridere e riflettere.

























