Mi ricordo ancora la prima volta in cui ho visto un capo di Cecilie Bahnsen. Ero su Instagram e, mentre scrollavo randomicamente e distrattamente il feed, un suo abito riuscì a catturarmi l'attenzione in pochissimo tempo (cosa non da poco considerando la soglia d’attenzione media sui social che, solitamente, lascia ben poco spazio alla sorpresa). Ciò che mi aveva colpita di quel look erano principalmente i suoi volumi: ampi, comodi, con forme oversize ma allo stesso tempo incredibilmente raffinati e femminili. La silhouette, lontana dalle forme tradizionalmente associate all'universo femminile, acquisiva una leggerezza quasi eterea grazie a un equilibrio tra struttura e delicatezza. Ancora più affascinante era il materiale utilizzato: un tessuto tecnico, tipicamente legato al mondo dello sportswear, reinterpretato con una sensibilità romantica capace di renderlo estremamente sofisticato. Il risultato era un'eleganza rilassata e spontanea fatta di nonchalance e di armonia. Quell'equilibrio perfetto dove convivevano elementi apparentemente opposti (romanticismo e funzionalità, volume e leggerezza, tecnica e artigianalità) mi aveva colpita tanto da chiedermi chi ci fosse dietro a quella creazione. È così che ho scoperto Cecilie Bahnsen e il suo brand omonimo, fondato nel 2015 e cresciuto rapidamente grazie a una comunità di fedeli estimatori e follower attratti dal queste mix tra delicatezza, savoir-faire artigianale e modernità che si ritrova in ogni sua creazione. Oggi Cecilie Bahnsen è considerata una delle voci più interessanti del lusso contemporaneo. Negli ultimi anni il brand ha ricevuto diversi riconoscimenti: nel 2023 la designer è stata inclusa nella prestigiosa lista BoF 500, che raccoglie le personalità più influenti dell’industria della moda, oltre ad aver ottenuto importanti nomination come il Premio LVMH e il Magasin du Nord Fashion Prize.
Non sorprende, quindi, che Uniqlo abbia riconosciuto fin da subito il valore della stilista. Come hanno raccontato Cecilie Bahnsen stessa e Katsuta-san (Group Senior Executive Officer di Fast Retailing e Head of R&D Uniqlo, ovvero la mente dietro le collaborazioni globali del colosso giapponese), i due si sono incontrati circa sette anni fa a Copenaghen in occasione dell'apertura della boutique monomarca di Uniqlo. «Nel 2019 ebbi l’occasione di incontrare Cecilie per caso all'apertura del primo store Uniqlo in Danimarca, a Copenaghen. Sono stato immediatamente attratto dal suo approccio all’artigianato e ho sperato che un giorno potessimo avere l’opportunità di creare qualcosa insieme. Sette anni dopo, quel legame di lunga data ha finalmente dato i suoi frutti in questa collaborazione» ha dichiarato Katsuta-san. Da quell'incontro c'è stata da subito una sintonia creativa, fondata su una visione condivisa della moda e che ha portato i due brand a collaborare per una collezione speciale dedicata alla Primavera/Estate 2026 dove il design raffinato e la maestria artigianale di Cecilie Bahnsen incontrano l'impegno di Uniqlo nel garantire materiali di alta qualità e comfort per una moda essenziale, funzionale ma anche profondamente emozionale. È così che motivi floreali, maniche voluminose, volant e arricciature si intrecciano con l'estetica essenziale e il comfort tipici di Uniqlo, dando vita a una collezione di top, abiti e gonne pensati per essere indossati sia singolarmente sia come completi coordinati. La collaborazione celebra un’idea di femminilità contemporanea, delicata ma funzionale, pensata non solo per la donna ma anche per le più giovani: proprio con questa capsule, infatti, Cecilie Bahnsen firma per la prima volta anche una linea young accanto a quella donna, ampliando il suo universo creativo a una nuova generazione.
Pensi che collaborazioni come questa contribuiscano a rendere più sottile il confine tra alta moda e moda accessibile?
Cecilie Bahnsen: «Credo che parte del fascino di questa collaborazione risieda proprio nella possibilità di creare qualcosa di più accessibile, senza però rinunciare alla cura, all’attenzione e all’amore che mettiamo in ogni capo. Per me era importante mantenere intatta l’essenza del brand, rendendola però disponibile a un pubblico più ampio. E spero davvero che sempre più donne possano entrare in contatto con il nostro universo e sentirsi parte di esso».
Katsuta-san: «Sì, credo che questa collaborazione rappresenti una grande opportunità per tutti i consumatori. Il valore più importante di questo progetto, però, è la possibilità di far conoscere a più persone non solo il lato creativo di Cecilie, ma anche la sua sensibilità umana e il romanticismo che caratterizzano il suo universo. Molti forse ancora non conoscono il suo lavoro, ma attraverso questa collaborazione possono entrare in contatto con ciò che rappresenta davvero: un’idea autentica di umanità, delicatezza ed emozione. Scoprono il suo nome, la sua visione e, idealmente, iniziano anche a sperimentare e giocare con la moda in modo più personale. Per questo, per me, è una collaborazione in cui tutti vincono: il brand, i consumatori e anche il modo stesso di vivere la creatività».
Guardando le immagini della campagna con Uniqlo si percepisce un forte senso di sorellanza, un tema che ritrovo spesso anche nel tuo brand. Pensi che oggi esista ancora una vera sorellanza, soprattutto nel mondo della moda?
Cecilie Bahnsen: «Assolutamente sì, ne sono profondamente convinta. Credo che sia qualcosa che condivido anche con le mie amiche, con mia sorella e con il team in studio. C’è qualcosa di speciale nel vestirsi insieme, nell’osservare come ognuna interpreta un capo a modo proprio, nel sorprendersi reciprocamente attraverso lo stile. Penso che in tutto questo ci sia una gioia autentica, spontanea, ed è proprio questo a rendere la sorellanza importante per me».
Quando crei un capo, immagini una donna in particolare?
Cecilie Bahnsen: «Credo che, per me, tutto parta dal processo creativo. È qualcosa a cui penso spesso: molte donne lo immaginano e lo disegnano, ma uno dei momenti più speciali, soprattutto in vista di una sfilata, è quando inizia il casting e le donne arrivano indossando la collezione. In quel momento capisci quando un capo smette di essere solo un’idea e diventa improvvisamente “di qualcuno”. Succede quando viene reinterpretato attraverso la personalità, l’energia e l’atteggiamento di chi lo indossa. È come se, all’improvviso, quel capo fosse sempre stato pensato per lei. C’è una sorta di magia in questo passaggio, in cui tutto prende senso, ed è qualcosa a cui penso ogni volta che creo un capo: immagino già quel momento in cui prenderà vita attraverso chi lo indosserà. E credo che questa sorpresa, questa forma di ispirazione, continui anche dopo: quando rivedi la collezione in negozio o osservi come le donne la combinano in modi inaspettati. È un dialogo costante, che si muove avanti e indietro tra chi crea e chi indossa, forse più vivo proprio in questi momenti di incontro».
Pensi che, negli ultimi dieci anni della tua carriera, il concetto di femminilità e romanticismo sia cambiato?
Cecilie Bahnsen: «Credo che, in parte, questo cambiamento sia legato anche al mio percorso personale: sono cresciuta come donna insieme alla collezione e, con la maturità, anche il mio modo di intendere la femminilità si è ampliato. Oggi mi sembra abbia un significato molto più inclusivo rispetto agli inizi: abbraccia età, fasi di vita ed espressioni diverse. Anche la maternità ha avuto un ruolo importante in questa evoluzione, perché ha portato un nuovo modo di pensare al corpo, al vestirsi e al rapporto con i capi. Tutto questo, inevitabilmente, si riflette nella collezione in modi diversi».
Katsuta-san: «Tutti parlano spesso di romanticismo ma per me, lavorando con lei, ho imparato a riconoscere una forma diversa di questo concetto. Nel suo caso, non è solo un’estetica, ma un atteggiamento che nasce dal suo amore per il design, per le persone e per i capi stessi. Questa passione si traduce in umiltà e in un rispetto profondo per ciò che crea. È un romanticismo che non è superficiale o decorativo, ma radicato nella cura e nella sincerità del processo creativo ed è questo che lo rende diverso da molti altri approcci».
Quali sono i tuoi capi Uniqlo preferiti?
Cecilie Bahnsen: «Durante l’estate, direi una semplice t-shirt da indossare sotto i vestiti e capi simili, mentre in inverno adoro i capi HEATTECH: sono ottimi per affrontare il freddo scandinavo, ma chi li ha provati sa esattamente di cosa parlo».
Qual è la sfida più grande che senti di dover affrontare oggi come designer?
Cecilie Bahnsen: «Credo che servano una certa dose di testardaggine e una vera fiducia nel proprio universo creativo, insieme alla determinazione nel portare avanti la propria visione. Penso che sia proprio questo a permettere a un designer di restare in sintonia con i tempi: il fatto che sia la propria creatività a guidare davvero il processo. A volte può essere difficile, soprattutto quando tutto si muove molto velocemente, ma per me questo rimane il mio punto di riferimento in ogni cosa che faccio. È anche ciò a cui torno sempre, ciò che amo di più: quei momenti di confronto con il team, in cui tutto prende forma e si chiarisce».
Con questa collaborazione è stata introdotta anche una linea per bambine. Il processo creativo è stato diverso nel pensare una collezione più teen?
Cecilie Bahnsen: «Penso che per noi sia stato davvero stimolante fare ricerca e approfondire il mondo del childrenswear, cercando di capire come tradurre l’identità del brand anche in quella direzione. È un’idea che potrebbe evolversi in futuro in modo ancora più interessante, magari anche attraverso l’utilizzo di materiali di scarto o soluzioni creative e sostenibili. Ma, al di là dell’aspetto progettuale, credo che il semplice gesto del disegnare per un pubblico più giovane apra uno spazio creativo molto libero. I bambini hanno un approccio naturalmente spontaneo, accogliente e privo di sovrastrutture nei confronti dell’espressione personale, e penso che questa purezza si rifletta anche nella collezione. È una fonte di grande ispirazione per me, qualcosa che cerco di mantenere vivo in ogni team di design con cui lavoro».
Avete dei consiglio da dare ai ragazzi più giovani che vi seguono e che sognano una carriera come la vostra?
Cecilie Bahnsen: «Credo che sia fondamentale continuare a sognare e incoraggiare le persone a non abbandonare i propri sogni, ma anzi a trasformarli in realtà e a crescere insieme ad essi. Allo stesso tempo, penso sia importante che ciascuno trovi la propria voce e il proprio stile. Anche quando non viene compreso subito o non è “di tendenza”, bisogna avere la forza di restare fedeli a ciò in cui si crede. Per me, questo è davvero essenziale».
Katsuta-san: «Sono d’accordo, e aggiungerei che bisogna dare grande importanza ai dettagli, imparare a cercarli e a riconoscerli. Non significa non essere seri. Al contrario, la serietà è importante ma è fondamentale capire quanto i dettagli facciano la differenza, come nella presentazione di oggi. Cecilie, ad esempio, si è soffermata con grande attenzione sui tessuti, persino su elementi apparentemente minimi come un bottone. Nel creare questa collezione, ha avuto un’attenzione costante, dall’inizio alla fine. Anche quando parlavamo semplicemente di colore, questo approccio era evidente».
Cecilie Bahnsen: «Sì, perché per me il colore è estremamente specifico: non riguarda solo la tonalità, ma anche il modo in cui le sfumature si combinano tra loro. Racconta molto dell'identità di una collezione».






















