«Se gennaio è il mese del cambiamento, febbraio è il mese del cambiamento duraturo. Gennaio è per chi sogna. Febbraio è per chi fa». La celebre citazione dell’ingegnere e imprenditore aerospaziale Marc Parent? Il riassunto perfetto per convincervi che, alle soglie della primavera, è giunta l’ora di un bel decluttering del vostro armadio. Dall’inglese “declutter” ovvero “mettere in ordine”, il decluttering non è solo l’ultima moda delle star, ma un passaggio inevitabile con il cambio di stagione, volto a ritirare quegli abiti e accessori che ci hanno tenuto compagnia nei mesi più freddi, a favore delle mise più primaverili ma anche, e soprattutto, a eliminare il superfluo. Sistemare il proprio armadio per farlo rivivere di nuovi colori, e così anche la propria mente e spirito, che si prepara come a un nuovo inizio. Cos’è il decluttering e consigli per realizzarlo al meglio, senza dimenticare il nome di alcuni esperti di settore, per aiutare anche tutte/i coloro che non hanno tempo a sufficienza da dedicare a questa attività.
Che cosa si intende per decluttering dell’armadio
C’è chi ogni mattina si avventura nel suo ricco guardaroba senza mai trovare qualcosa da mettersi per andare a scuola o al lavoro, nonostante sia pieno di abiti e accessori. Chi invece non trova ciò che cerca perché nascosto sotto “montagne” di indumenti lasciate lì un po’ a caso, dalla frenesia di ricercare le mise quotidiane. Chi ancora vuole adoperarsi al cambio di stagione e chi invece, come accade per un taglio di capelli, decide in questo caso di partire dal suo amato armadio e tutto ciò che contiene, per un vero cambio di vita. Ci sono queste ragioni (e molte altre) dietro la filosofia del decluttering. Dopotutto, il suo curioso nome viene nient’altro che dal termine inglese “declutter” cioè “fare ordine e sgombrare”, che prevede non solo la sistemazione ordinata degli abiti e degli accessori già presenti nel guardaroba, ma anche un ritorno all’essenziale, eliminando – e con questo non vuol dire solo gettare, ma anche donare e vendere – quello che è superfluo e non ci serve quindi più. Il decluttering degli armadi è anche valido stratagemma per chi ha deciso di cambiare il proprio look, ad esempio nel passaggio da una fase all'altra della propria vita, e desidera quindi accogliere il nuovo e tutte le sue possibilità, lasciando un attimo da parte l’emotività e liberandosi di ciò che ricorda il passato, quindi anche vestiti e oggetti stipati tra ante, grucce, e cassetti. Tuttavia, adoperarsi per il decluttering armadi non significa avere un guardaroba minimalista, ma includere nei suoi spazi solo ciò che realmente si utilizza con costanza, ben diviso in maniera ordinata, per tipologia di abiti e accessori, la loro forma e il colore, in modo tale da essere così anche molto più facilmente individuati quando occorrono.
Come fare decluttering dell’armadio
Sulla base, ottimo il decluttering dell’armadio, ma nella pratica può di certo spaventare, specie se il proprio guardaroba è davvero pieno – e abbiamo troppo poco tempo a disposizione per le “pulizie di primavera” – oppure se siamo particolarmente emotivi e facciamo così parecchio fatica a liberarci anche di quegli abiti e accessori che da tempo non indossiamo più ma che, in un modo o nell’altro ci riportano a piacevoli ricordi. Riflessioni di Marie Kondo e del suo metodo KonMari a parte, è tuttavia proprio dalla guru giapponese del riordino, e da altri esperti di settore, che arrivano i consigli migliori per effettuare un decluttering efficace dei propri armadi. Ecco quali sono, suddivisi in tre differenti fasi.
Analisi e osservazione degli spazi
È questa la prima fase di decluttering dell’armadio che si presuppone di osservare direttamente ciò che si ha, per valutare ciò che ancora può servire e quello di cui invece ci si può liberare.
Per questo può rivelarsi utile iniziare il decluttering dell’armadio, compilando una lista degli spazi da pulire e riordinare, poi svuotando l’intero guardaroba di ciò che contiene, nella sua completezza, oppure della specifica zona che si è scelto di pulire in quel dato momento. Questo perché per fare un ottimo decluttering non serve dedicare intere giornate, ma bastano anche pochi minuti al dì, per ottenere, nel giro di alcune settimane, un armadio completamente riordinato, senza stress. Il riordino degli armadi deve essere infatti un’operazione rilassante e assolutamente liberatoria, per volgere il proprio sguardo a un nuovo inizio.
Passare all’atto pratico di decluttering
È questa invece la successiva fase in cui concretamente si mettono da parte i vari elementi da tenere e quelli invece da scartare. Si puliscono gli spazi interni del guardaroba, tra ante e cassetti, con l’aiuto di aspirapolvere, detersivo, spugne e stracci, per poi asciugare il tutto e ricominciare a riordinare l’armadio dividendo gli abiti per utilizzi, colori e forme, nonché stagionalità.
Per un decluttering perfetto, può essere molto utile l’utilizzo del “metodo delle quattro scatole”. Che cosa significa? Che prima di risistemare capi e accessori nell’armadio, è bene valutare quante volte sono stati utilizzati negli ultimi 12 mesi e riporli in scatole differenti rinominate a seconda dell’uso a cui sono destinati: “da buttare” se parecchio usurati, quindi inutilizzabili; “da donare” se ancora in buono stato; “da tenere”, in genere sono quelli che ancora piacciono molto e si riutilizzano tutti i giorni; “da riutilizzare”, quelli che probabilmente non si mettono da tempo, ma sono abiti e accessori evergreen che comunque, con anche il costante cambiare delle mode, potrebbero facilmente tornare utili. A questo proposito, il consiglio è quello di:
- Non gettare i capi basic a meno che non siano usurati o non più vestibili: dall’abito nero, alla camicia bianca, i jeans e i pantaloni neri, il maglione nude. Si tratta di capi base, che ogni guardaroba dovrebbe avere e che quindi potrebbero facilmente tornare utili in outfit eleganti, tanto quanto negli abbinamenti più vivaci ed eccentrici.
- Allo stesso modo, il consiglio è quello di non sbarazzarsi degli accessori, siano essi intesi come borse, ma anche gioielli e cappelli, in quanto possono facilmente tornare utili a impreziosire vari look.
Cosa farne delle cose messe da parte
Lo step conclusivo di un decluttering degli armadi perfetto è quello che guarda direttamente ad abiti e accessori che abbiamo deciso di gettare o donare o vendere. Nel primo caso occorrerà suddividere adeguatamente gli elementi per una loro raccolta indifferenziata. Nel secondo caso preparare appositi scatoloni o sacchetti da offrire alle numerose associazioni e comunità dislocate sul territorio e predisposte alla raccolta di abiti usati per la loro donazione ai più bisognosi. Nel terzo caso adoperarsi alla fotografia e caricamento degli abiti su uno dei tanti portali online per la vendita di seconda mano oppure recarsi in uno dei numerosi negozi e mercatini delle pulci sparsi sul territorio. Non è mai un’occasione sprecata fare felici gli altri!
Vuoi qualcuno che faccia decluttering per te?
E se non ho il tempo necessario per dedicarmi al meglio a un decluttering del mio armadio? Esiste la figura sempre più innovativa (e richiesta) del Professional Organizer, resa peraltro nota dall’influencer Giulia Torelli, che proprio di riordino degli armadi si occupa con la sua attività. Oltre a lei moltissimi altri nomi, raccolti sotto il bacino dell’associazione APOI – Associazione Professional Organizers Italia. Tuttavia, il decluttering degli armadi, nel cambio stagione o in ogni altro periodo dell’anno, può diventare l’occasione perfetta per un divertente swap party, già molto in voga nel Regno Unito. Un momento divertente da condividere con le amiche a casa propria, per bere qualcosa, fare quattro chiacchiere e aiutarsi nel riordino, consigliandosi e scambiandosi quelle cose che non si utilizzano più.













