Kate Middleton ha tirato fuori, ancora una volta, la sua anima green. Lo ha fatto durante una cena di gala a Glasgow, organizzata nel contesto del COP26, annuale conferenza delle Nazioni Unite per parlare di cambiamento climatico e di azioni sostenibili e immediate per capovolgerne l'incedere ormai così drammatico. Le protagoniste di questa rivoluzione sostenibile del guardaroba di Kate Middleton sono un paio di scarpe di Rupert Sanderson che la Duchessa di Cambridge ha riciclato svariate volte negli anni, rendendolo un accessorio moda non solo insostituibile ma anche praticamente indistruttibile. Hanno già vestito i suoi piedi in almeno 12 occasioni formali, secondo il Daily Mail.
Questa scelta ci dice molto sulle abitudini ormai consolidate della Duchessa in fatto di look riciclati. All'evento alle Distillerie Clydeside di Glasgow alla quale hanno presenziato i Cambridge ma anche il principe Carlo con la moglie Camilla (che segue e celebra anche il successo dell'Earthshot Prize lanciato dal principe William), Kate ha messo in atto una strategia argutissima: da un lato ha celebrato il made in UK indossando non solo le scarpe del designer Sanderson ma anche un abito blu di Eponine London (look mai visto, novità assoluta nel suo armadio). Uno dei suoi celebri coat dress avvitati, modello classico, elegante e senza tempo, con i quali Kate va sempre sul sicuro quando deve andare a un evento importante ma non vuole interferire con il messaggio attorno al quale questo ruota. Insomma, non poteva permettersi di rubare la scena alla causa nobile promossa dal COP26 e dalla famiglia reale britannica con uno dei suoi look iconici. Dall'altro ha sfruttato ancora una volta un accessorio che, evidentemente, non solo le piace ma ha anche usato per lanciare un messaggio forte di sostenibilità fashion.
Luci e ombre dell'ultimo look di Kate Middleton a Glasgow
La strada per diventare davvero sostenibile però, per Kate Middleton, è ancora lunga. Ammortizzare il budget sfruttando un paio di scarpe già viste parecchie volte è abbastanza? Se lo chiedono gli esperti royals, soprattutto a guardare quanto costa l'abito blu di Eponine, l'ammontare totale dei gioielli di Kate Middleton (quasi 4 sterline dollari di topazi e diamanti firmati da KiKi Mcdonough) e degli accessori (ha matchato l'abito con una clutch di LK Bennett). Non è solo una questione di spese, che pure i royals devono tenere i conto per rispetto ai sudditi in tempi duri per gli investimenti pazzi e modaioli, ma anche una questione di riuso vero e tangibile di un guardaroba come quello di Kate Middleton che racchiude tesori incredibili, usati pochissimo, spesso sotto sfruttati. Per un paio di scarpe che Kate ha indossato almeno 12 volte quanti sono gli abiti che invece le abbiamo visto indosso solo una?
Contraddizioni e ombre a parte, la scelta di Kate Middleton si è rivelata comunque vincente da diverse angolazioni. Il made in UK ha trionfato, il suo "Kate Effect" si è consolidato ancora di più. I tempi sono maturi per un cambio radicale: influenzare scelte e cambiare il corso dei consumi è una cosa che evidentemente Kate Middleton può fare, e tutti si aspettano che lo faccia in modo sempre più sostenibile e con maggiore convinzione quando avrà un posto di rilievo, accanto a suo marito William, nella nuova monarchia disegnata dal principe Carlo.













