Poter fare una vacanza sembra ormai un’abitudine da ricchi. Tra costi di volo, alloggio e varie ed eventuali che si aggiungono al viaggio, i prezzi salgono alle stelle e spingono molte persone a rinunciarvi. Negli ultimi tempi, però, sta prendendo sempre più piede l’home swapping, ovvero lo scambio di case con altri proprietari: un sistema che è stato raccontato nel film L’amore non va in vacanza, dove Cameron Diaz e Kate Winslet si scambiavano gli alloggi pur non essendosi mai conosciute, e che dal 1992 ha iniziato ad insediarsi nella società contemporanea.
Una prima forma di home swapping, tuttavia, si è registrata negli anni Cinquanta, quando due insegnanti compilarono una lista di colleghi che desideravano scambiare le proprie abitazioni per una vacanza in zona New York e dintorni. Era il 1953, quando nacque per la prima volta negli USA la piattaforma HomeLink, la prima dedicata allo swapping delle case.
Questo fenomeno, diffusosi molti anni addietro, è rimasto a lungo tempo considerato di nicchia, almeno fino all’avvento di una seconda piattaforma online dedicata allo scambio di case nel 1992: HomeExchange che, sin da subito, ha registrato migliaia di utenti. Secondo gli esperti di home swapping, il fenomeno si sta estendendo a macchia d’olio e i dati per l’anno in corso lo dimostrano: nel mondo gli scambi nei primi mesi del 2024 sono stati 46mila e potrebbero superare 1,1 milioni entro fine anno.
Il mutuo scambio di case con sconosciuti, dunque, sembra essere una tendenza molto amata e gettonata tra gli appassionati di viaggi che, mettendo piede nell’appartamento di estranei, hanno la possibilità di immergersi completamente nella vita, negli usi, costumi e tradizioni di una persona che vive in luoghi lontani rispetto a quelli cui si è abituati.
Il successo dell’home swapping
Il fenomeno dell’home swapping è in continua espansione. Gli ultimi dati rivelano che anche l’Italia si sta allineando a questa tendenza con città come Roma, Firenze, Venezia, Milano e Torino tra le più attive nel settore, mentre regioni come Lazio, Toscana, Lombardia, Veneto e Sicilia sono tra le più presenti nello scambio di case. Tra i turisti italiani, inoltre, in 2.400 hanno pianificato uno swapping tramite questa modalità per un totale di 51.500 soggiorni prenotati fino a fine 2024.
Come funziona l’home swapping?
Nel momento in cui si varca la soglia di un’abitazione altrui, è impensabile poter godere degli stessi comfort offerti da un b&b o un hotel, ma il tipo di vacanza proposta dall’home swapping prevede che ci si immerga completamente nella vita di uno sconosciuto, in un appartamento pieno di personalità e storia.
È in questo momento che entrano in gioco le piattaforme dedicate a questa attività: HomeLink e HomeExchange, infatti, danno la possibilità di trovare case che corrispondono ai propri piani di viaggio e di connettersi con persone che condividono gli stessi interessi tramite un metodo di ricerca avanzata.
L’Home Swapping, quindi, ridefinisce il concetto stesso di ospitalità perché si basa su un accordo di reciproca fiducia. Ovviamente, con tutte le garanzie del caso offerte dalle piattaforme specializzate nel settore.
Pro e contro dell’home swapping
Questa tendenza permette di fare un’esperienza di viaggio autentica, alternativa e responsabile, ma non offre tutti i comfort delle classiche strutture ricettive. Quindi, oltre a doversi armare di tanta capacità di adattamento, accompagnata da grande curiosità ed interesse verso l’altro, questa pratica richiede anche tantissima pazienza.
Trovare la casa giusta con cui fare swapping è un processo lungo perché dipende dalla reciproca disponibilità e dall’interesse delle controparti. Inoltre, se si vive in una zona non turistica, potrebbe essere più difficile attirare viaggiatori che desiderano abitare la propria casa per un periodo di tempo.
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