Per Chappell Roan gli abiti di scena non sono solo costumi. L'artista di The Rise And Fall Of A Midwest Princess ha dato prova nel suo ultimo tour live, Visions of Damsels & Other Dangerous Things, di quanto la potenza immaginifica dei suoi look non sia un contorno, ma un elemento chiave della propria musica. La particolarità dei concerti di Chappell Roan è che per ognuna delle ultime date negli Usa ha sfoggiato un set di abiti su misura diverso, ma legato a un concept comune, con richiami a un mondo fantasy e drag, in cui poter esprimere la propria identità al di fuori degli stereotipi e al massimo della propria creatività. Lo dimostra l'ultimo outfit da sposa goth realizzato da Alexander McQueen, indossato per un live in Messico, o i look da sirena e da fata sfoggiati rispettivamente a Pasadena e Los Angeles, il tutto supervisionato dal suoi stylist, Genesis Webb, in collaborazione con il duo creativo James + AC.



Solitamente, l'artista comincia il live con abiti ingombranti e fiabeschi, compresi articolati copricapo gioiello, velette di pizzo o cappelli a punta, per poi abbandonare, strato dopo strato, le sovrastrutture e chiudere il concerto con un body più o meno semplice. Una metafora di liberazione? Una rivendicazione per la libertà del proprio corpo? In questa sorta di metamorfosi della crisalide che diventa farfalla si possono leggere moltissimi significati, ma tra i dettagli più interessanti c'è sicuramente il fatto che Chappell Roan ci tenga a condividere con i propri fan un'anticipazione di ciò che indosserà al live. Attraverso la pubblicazione di vere e proprie mood board, a partire dal Midwest Princess Tour del 2024 a oggi, l'artista è solita svelare con alcune ore di anticipo i propri look, per incoraggiare i fan ad abbracciare il tema del concerto e vestirsi di conseguenza.

Da quando ci interessano gli outfit degli artisti?

Se in questo caso è direttamente l'artista a proporre un gioco di immedesimazione, a dare "il tema per la festa", negli ultimi anni i look da indossare ai concerti sono diventati un tema di grande rilevanza per i fan. Ogni artista ha dato vita a un vero e proprio dress code che si rifà ovviamente al genere musicale o a tratti distintivi della sua personalità, che il pubblico cerca di ricreare quando partecipa agli eventi live. Tra i più evidenti: i bracciali dell'amicizia e i bustini di paillettes ai concerti di Taylor Swift; le bandane ai live di Billie Eilish; i cappelli da cowboy per il Cowboy Carter Tour di Beyoncé; le t-shirt verde acido oppure bianche e macchiate di vino per la Brat Era di Charli XCX.

Non è certo un fenomeno nuovo: è dagli Anni '90, grazie a figure come David Bowie, Madonna o i Nirvana, che la teatralità dei costumi o i canoni di una controcultura trascendono i limiti della moda e diventano occasione per formare un'identità, di massa o di nicchia che sia, per chi si rispecchia nella musica e nei valori del determinato artista. Nei primi Anni '2000 è stato il turno dell'iperfemminilità di Britney Spears o Gwen Stefani, nei '10 l'estetica di Lady Gaga ha rivoluzionato con la sua stravaganza, dando una casa e un'accoglienza a chiunque si sentisse "diverso". Oggi più che mai, ciò che indossa un'artista sul palco va oltre l'estetica dell'alta moda e diventa una forma di cultura.

L'importanza del look per chi va a un concerto

Ad oggi l'hashtag #ConcertOutfit conta più di 300mila video su TikTok ed è un modo per condividere, tra spettatori e fan di uno stesso artista, l'attesa per il live e non solo. Come ha detto Chappell Roan durante uno dei suoi concerti: «Voglio solo che vi sentiate come quando eravate bambini, quando avevate 13 anni ed eravate liberi. È ciò di cui ho bisogno, e sono così felice di poter fare questo con il mio lavoro, sentirmi libera e indossare questo sul palco. Ne avevo bisogno... per sentirmi semplicemente me stessa».

Oltre ad essere un modo per esprimersi in un ambiente sicuro, dove si è consapevoli di trovare molte altre persone che colgono il significato e i riferimenti dell'outfit, i fan decidono di adottare l'estetica dei propri artisti preferiti perché, in questo modo, contribuiscono a trasformare da passiva ad attiva la fruizione della musica. Si crea quindi una sorta di azione collettiva, un concretizzarsi di ideali, tematiche e sensibilità che, dalla musica o dai social, si manifestano anche attraverso il proprio modo di vestire. Magari non avremo accesso agli abiti tailor made che Chappell indossa sul palco, ma ci sarà almeno un piccolo dettaglio che racconta qualcosa di lei, della sua musica e di noi, come un cappello da cowboy rosa appeso al collo.