Non ho ben presente il momento preciso in cui ho scoperto Sabrina Carpenter. O ancora, la prima volta che ho ascoltato una sua canzone e ho pensato che si allineasse perfettamente ai miei gusti musicali (che vivono nel limbo di Taylor Swift e Olivia Rodrigo, con la new entry di Gracie Abrams e qualche ben selezionata canzone di Selena Gomez). Eppure un giorno è successo. Il mio lato pop ha vinto (ma vince sempre, non c’era da temere) e Feather è diventata il mio inno all’indipendenza. Ricordo che a ottobre dell’anno scorso, camminavo per le strade di Milano in lacrime (causa un cuore spezzato) e ascoltavo in loop la canzone. Ma ero già fan quindi forse non vale come anniversario della nostra platonica relazione musicale.
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Insomma, per farla breve, nella mia playlist di Spotify Sabrina è ormai una residence fissa, e ogni suo singolo viene seguito dalla qui presente con fedele ammirazione.
Il rituale è sempre uguale: devo essere sul treno, deve esserci silenzio, poca luca (nel caso il rimedio è: occhiali da sole) e devo avere le lyrics sotto mano.
Così ho sentito tutto Short & Sweet, divertendomi a tracciare una linea della relazione con Barry Keoghan, scovando le indirette ( o dirette) frecciatine a Shawn Mendes (oh quanto ho apprezzato quel disfacimento dell’eroe romantico che legge poesie e poi non sa la grammatica inglese) e divertendomi a vestire i panni di una ragazza confident abbandonando, anche solo per un’ora le mie vesti da presidentessa del fan club delle Sad Girls Autumn (se non sai cosa sia, si vede che non hai mai ascoltato All Too Well in autunno disperandoti per qualche pena d’amore. Buon per te).
Quando Sabrina annuncia l’imminente arrivo a Milano, la data era già segnata nel mio Google Calendar: mercoledì 26 marzo 2025 presso l'Unipol Forum di Milano. Ovvero ieri. Non sarei mancata per nulla al mondo, anche a costo fossi dovuta andare da sola. Spoiler: sono andata da sola. Spoiler numero 2: mi sono divertita un mondo.
Il bello dei concerti è che se le canzoni le sai, non ti serve un compagno per goderteli (anche se ammettiamolo, in due o più è sempre divertente). Quindi arrivo al Forum, mi prendo un panino (tappa obbligatoria di ogni concerto, soprattutto se questo panino è scaldato alla piastra e ha pomodirini secchi e avocado) e mi preparo al concerto.
Cosa è successo al concerto di Sabrina Carpenter a milano?
Lei arriva, in ritardo (30 minuti, ma la perdoniamo) e in accappatoi, e inizia a cantare Taste. Inizia il viaggio pop romantico nella sua discografia, che calca i momenti clou degli ultimi anni della cantante. La scaletta è serrata, lo spirito è quello delle dive degli anni cinquanta (sbadate e sensuali), l’atmosfera è ammiccante (letti a cuori, battute doppio senso e Have you ever tried this one che forse ora non possiamo ripetere, ma per info, cercare su Tik Tok Juno Pose Milano), la sua voce (e i suoi look: grazie al cielo sono tornati i glitter!) è impeccabile.
Momento di doverosa menzione: la canzone a sorpresa è stata Mamma Mia e lei la canta con un cappello da cowboy nero.
La mia perfomance preferita è stata Dumb & Poetic, libera di ogni costrizione sul palco, in scena solo lei e la sua voce (in particolari le lyrics: Every self-help book, you've already read it. Cherry pick-lines, like they're words you invented. Gold star for highbrow manipulation. And "love everyone"is your favorite quotation ). Chiude Espresso e tutto quello che ne consegue.
Corro a prendere la metro felice e soddisfatta del concerto, Esperienza che rifarei, seppur singolare, di andare a un evento pubblico da sola. Eppure l’ho detto anche prima: quando ascolto Sabrina, anche se solo per un’ora e mezza, mi sento sempre di poter essere una femme fatale 2.0. E quindi perché non buttarmi?












