Quando Lucio Corsi ha annunciato che si sarebbe esibito durante la sacra serata dei duetti sanremesi insieme a Topo Gigio, ha scatenato un misto di reazioni confuse e affascinate. Se ben ci ricordiamo l'amico immaginario che ha accompagnato Ghali sul palco della scorsa edizione del Festival di Sanremo, forse non eravamo ancora pronti a vedere il secondo ospite formato pupazzo. Ma il cantante toscano in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con "Volevo essere un duro" ha deciso di scombinare le carte in tavola.

Per chi si chiede perché proprio Topo Gigio e non, chessò, il Gabibbo, Lucio Corsi spiega così la scelta di duettare con il personaggio di fantasia sulle note di "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno: «Topo Gigio mi ha insegnato come non diventare una marionetta, mi ha insegnato come fare a tagliare i fili di chi ti vorrebbe far muovere a suo piacimento. Inoltre Topo Gigio esordì in televisione nel 1959 proprio con la voce di Modugno, in qualche modo è come se incontrasse nuovamente la sua canzone».

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Simone Biavati

Per capire come Topo Gigio sia stato eletto a simbolo, andiamo a vedere quindi più da vicino la sua storia. Dichiaratamente ispirato alla figura Disney di Topolino, il roditore nostrano è una italianizzazione del concetto statunitense, come andava decisamente di moda fare verso la fine degli Anni '50, seppure con alcune caratteristiche proprie come la timidezza e un certo grado di ironia.

La creatrice di questo pupazzo alto non più di un paio di spanne, con occhi azzurri e voce nasale è l'autrice televisiva Maria Perego, che adatta alla tv il metodo teatrale delle marionette, facendo da capostipite a tutto un nuovo metodo di animazione via cavo. L'occasione di lancio per Topo Gigio è la trasmissione Rai Serata di gala, in cui, come ha sottolineato Lucio Corsi, la prima persona a dare voce al pupazzo è proprio Domenico Modugno.

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Simone Biavati

Dal 1961, Topo Gigio prende la voce di Peppino Mazzullo, che sarà il suo doppiatore per 45 anni. Ad oggi, è Claudio Moneta ad animare il pupazzo, ma non è ancora chiaro se sarà lui ad esibirsi al Festival di Sanremo insieme a Corsi. Tornando alla carriera del pupazzo, Topo Gigio ha prima un suo show Storie di Topo Gigio, poi diventa protagonista in moltissimi altri programmi televisivi e magazine: da Carosello alla conduzione di Canzonissima insieme a Raffaella Carrà (1974), fino al Corriere dei Piccoli, anime giapponesi e addirittura il talk show americano Ed Sullivan Show.

Dagli Anni '80, Topo Gigio diventa presenza fissa allo Zecchino d'oro, tanto che nel 2024 affianca Carlo Conti, in una prima premonizione della sua presenza al Festival. In realtà, c'era già stato una sorta di avvertimento cosmico: nel 2022, Topo Gigio ha duettato con Valerio Lundini su "Brividi", in una riuscita parodia sanremese a Una pezza. Chissà se, ora che l'atmosfera si è fatta più ufficiale, il topo più famoso d'Italia manterrà un comportamento più serioso sul palco dell'Ariston. Sicuramente ci aspettiamo grandi cose data la sua grande capacità nell'essersi saputo reinventare in più di 60 anni di carriera.