Alle Olimpiadi di Tokyo del 2021 Larissa Iapichino, classe 2002 e nuova campionessa nazionale indoor di salto in lungo, aveva dovuto rinunciare al sogno della medaglia per via di un brutto infortunio. Per questo la sua partecipazione ai Giochi di Parigi 2024, cristallizzati nella qualificazioni alle finali dell'8 agosto con il secondo miglior punteggio della gara (6.87 mt, al primo posto c'è Tara Davis-Woodhall con 6.90 mt), ha un valore ancora più alto: Larissa sogna di vincere una medaglia da sempre e queste sue prime Olimpiadi sono l'occasione giusta per realizzare un desiderio nato quando era ancora una atleta in erba.
Certo l'esempio della mamma Fiona May, ex lunghista e triplista e di papà Gianni Iapichino, lui astista e multiplista, ha favorito lo sbocciare di Larissa in pista, anche se lei da piccola di diventare una campionessa di atletica proprio non voleva saperne: oggi è il fiore all'occhiello tra le saltatrici italiane, reduce dal record italiano indoor di 6,97 metri a Istanbul del 2023 e dall'argento agli Europei di atletica di Roma di giugno scorso. La qualificazione alla finale del salto in lungo a Parigi 2024 è una consacrazione per Iapichino, pronta a conquistare un posto nell'olimpo degli atleti olimpici azzurri. «Mi sono piaciuta anche se sono stati salti perfetti. È la mia prima finale olimpica, la aspetto da tre anni. Ho ripensato a quando ero piccola, e sognavo di arrivare a un traguardo del genere, e alla diciottenne che nel 2021 era accasciata a terra dopo l'infortunio che mi ha impedito di esserci a Tokyo. Sono state le due più grandi motivazioni. Non era una gara facile», ha detto dopo la competizione.
In occasione di un'intervista con Cosmopolitan dopo essere entrata nella scuderia di atleti del brand Diadora, la campionessa aveva raccontato le sfide affrontate nel mondo dello sport in quanto donna: «Io sono probabilmente una delle persone più fortunate perché non ho avuto momenti molto challenging sotto questo punto di vista e mi reputo fortunata perché sento storie di persone che hanno avuto tutta altra esperienza. L'unica cosa che dico è che forse il mondo dello sport ha i suoi difetti, ma nella maggior parte dei casi riesce in qualche modo a essere un ambiente molto inclusivo». E ai giovani atleti che sognano di essere al suo posto in pista, aveva consigliato «di non perdere mai la spensieratezza tipica di quando si inizia a praticare uno sport da piccoli. Essere uno sportivo è sempre un privilegio, perché ti permette di fare della tua passione il tuo lavoro». E poi ancora di «divertirsi, di prenderlo per com'è, perché è chiaro che il tuo lavoro necessita di impegno e senso di sacrificio, però è pur sempre sport e in primis deve essere una cosa che fa piacere fare, non deve diventare un peso. E di prenderla con leggerezza, di essere consapevoli che sia tra le persone più fortunate e di godersi il processo». Con questo spirito Larissa Iapichino arriverà l'8 agosto alle finali di salto in lungo delle Olimpiadi di Parigi 2024, a un passo dall'afferrare quel sogno della medaglia che insegue sin da quando era una bambina.











