Con un chiacchiericcio pre-release che ha visto la star Sarah Jessica Parker paparazzata leggerne una copia in anteprima, e una festa di lancio glamour ospitata dall'attrice Emma Roberts, l’oggetto must-have della passata stagione non è stato una borsa, ma un libro rilegato. Nello specifico, il quarto romanzo di Sally Rooney, Intermezzo.

Intermezzo: Sally Rooney

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Del resto sui social i contenuti legati ai libri sembrano ormai dominare la scena. Dai post di Kendall Jenner, al lancio di un book club da parte di Dua Lipa, l’ascesa delle celebrities che promuovono la letteratura è un atto di ribellione contro gli stereotipi che etichettano come “superficiali” o “poco intelligenti” le donne che seguono i canoni di bellezza convenzionali.

Il boom delle "lit-girls"

Il boom delle “ragazze che leggono” è stato accolto con scetticismo. Un articolo ha persino affermato che “apparire colti è ora una ricerca visiva”, sottolineando che Kaia Gerber, che gestisce anche un book club, “sa davvero come sfruttare questa tendenza”. Mostrare pubblicamente un libro è diventato letteralmente un modo per dichiarare “Smettetela di giudicarmi per come appaio”: un uso dei social tanto ribelle quanto elegante, che amplia l’idea che (che sorpresa) le donne siano esseri sfaccettati con interessi vari.

Ma, in realtà, il fenomeno delle celebrità e delle it-girl letterarie (potremmo definirle lit-girls?) che promuovono i libri non è affatto nuovo, spiegano gli esperti. “I book club delle celebrità esistono da decenni, se non di più,” afferma Magnus Rena, rinomato libraio londinese. “Ciò che stiamo vedendo ora è solo un cambiamento di dinamica verso una generazione più giovane e sexy. Se si accetta che leggere può essere fatto e apprezzato da chiunque, allora tutto diventa meno sorprendente. Probabilmente questa tendenza capitalizza proprio su quella sorpresa”.

Il fenomeno, secondo Rena, “si basa letteralmente sul fatto che la gente è sorpresa che persone attraenti possano leggere”. Le celebrità che dichiarano il loro amore per la letteratura stanno “vendendo la promessa di un’identità intellettuale” e anche “lo stile di vita implicito in tutto questo: rallentare, prendersi del tempo per sé, non socializzare".

Secondo Liv Reid, libraia della London Review Bookshop, che in passato ha ospitato eventi letterari di Dua Lipa, la “Instagram-izzazione” delle copertine dei libri si fa sentire con forza nel settore. “Le copertine alternative e personalizzate sono ormai una tendenza importante,” afferma Reid.

E ovviamente, il titolo con cui si viene immortalati — o che viene scelto per i post delle celebrità — è cruciale quanto il colore della copertina. Non è un caso che filosofi europei, classici di formazione del Novecento e narrativa contemporanea celebrata siano i più condivisi. Si pensi a Gigi Hadid fotografata con una copia de Lo Straniero di Albert Camus.

kaia gerber hides her face behind a book in front of photographers, outside valentino, during paris fashion week haute couturepinterest
Edward Berthelot//Getty Images

Una tendenza che ci insegna a non giudicare i libri (e le donne) dalla copertina

In un mondo in cui quasi tutto ciò che facciamo — dalle borse di tela brandizzate alle playlist pubbliche su Spotify — riflette come vogliamo essere percepiti, sarebbe ingenuo pensare che i libri facciano eccezione. Inoltre, non è così strano voler sfruttare un’opportunità per essere visti come persone colte e amanti della cultura. Perché, a dire il vero, questa forma di auto-branding non è esclusiva dei famosi e degli appassionati di moda.

Come molti hanno osservato su X, è un po’ scontato tenere un libro come una borsa firmata quando ci sono i paparazzi in giro. Ma è davvero una sorpresa che supermodelle e popstar, i cui lavori le rendono spesso percepite come vuote o superficiali, stiano affermando non solo che leggono, ma che leggono libri di una certa sostanza?

Vedere donne sicure di sé come intellettualmente inferiori è un luogo comune obsoleto, radicato nei più noiosi stereotipi sessisti. Eppure, sappiamo tutti che se Kendall Jenner venisse fotografata con un libro considerato di “basso livello” diventerebbe immediatamente un meme.

C’è una vulnerabilità condivisibile nelle celebrità - spesso celebrate solo per i loro corpi - che usano i libri per esprimere qualcosa di più rispetto a ciò in cui le loro carriere le hanno incasellate, respingendo gli stereotipi sessisti. Che trovino davvero conforto nei mondi letterari o che stiano semplicemente cercando di ridefinire la propria immagine come amanti dei libri, conta davvero? E importa davvero il tipo di libri che scelgono? Prendiamo questa tendenza come un promemoria per smettere di giudicare le donne — e i libri — dalla copertina.

La moda must-have secondo Cosmopolitan

Articolo tradotto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione