Organizzare piccoli angoli verdi in casa aiuta a scaldare gli ambienti, rendendo più familiare l’appartamento in cui ci si è trasferiti per studiare o lavorare lontani dal nido. Per avere la certezza che le proprie piante riescano a sopravvivere, però, è importante tenere in considerazione le caratteristiche delle stanze e scegliere solo le specie più adatte.

L’esposizione dell’immobile gioca un ruolo chiave nella crescita sana e robusta di foglie e radici. Vivere in una casa raggiunta da una quantità di raggi solari minima, tuttavia, non significa che si debba per forza rinunciare a mettere alla prova il proprio pollice verde.

Nelle righe che seguono abbiamo selezionato 8 piante che hanno bisogno di poca luce, così da riuscire a decorare gli ambienti anche quando il numero di finestre è limitato.

Piante che hanno bisogno di poca luce: lo spatifillo

Iniziamo la guida alle piante che hanno bisogno di poca luce con lo spatifillo, una specie di origini tropicali che non ama il contatto diretto con i raggi del sole e può essere disposta in ambienti semi-ombreggiati, dove la temperatura è compresa tra i 18 e i 25 gradi.

Le foglie a forma di spada di questa pianta sono peraltro in grado di purificare l'aria quando inserite negli spazi indoor, dove assorbono sostanze inquinanti come la formaldeide o il benzene. Per quanto riguarda le annaffiature, invece, lo spatifillo ha bisogno di un terreno costantemente umido, ma mai annacquato.

Bene quindi toccare il terriccio e irrigare la pianta frequentemente, senza mai abbondare con l’acqua.

La sansevieria trifasciata vive bene nell’ombra

Tra le migliori piante che hanno bisogno di poca luce rientra anche la sansevieria trifasciata, una pianta grassa che, a differenza delle sue simili, riesce a crescere rigogliosa nelle stanze meno luminose di casa.

Questa specie è nata spontaneamente in India e nell’Africa tropicale e, come lo spatifillo, vanta proprietà purificatrici. Bisogna però assicurarle un habitat ideale, riproducendo il più possibile i suoi territori di origine.

Meglio quindi non scendere mai al di sotto dei 18 gradi e innaffiare il terriccio con acqua tiepida una volta ogni due settimane d’inverno, e due volte alla settimana in estate.

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Il cissus è tra le piante che hanno bisogno di poca luce più belle

Anche il cissus, o vite australiana, rientra nella lista di piante che hanno bisogno di poca luce per crescere rigogliose. Per decorare casa con il suo portamento rampicante, però, è meglio preferire una collocazione vicino a una finestra mai esposta direttamente ai raggi solari. Bisogna poi prestare attenzione a spifferi, correnti d’aria e fonti di calore che potrebbero danneggiarlo.

L’ambiente prescelto dovrebbe inoltre essere caratterizzato da un buon grado di umidità. Il terriccio, invece, deve essere areato e drenante, in modo da poter procedere con annaffiature minime e frequenti senza correre il rischio di ristagni.

Le orchidee decorano e non hanno bisogno di luce

Contrariamente a quanto il loro aspetto potrebbe far pensare, le orchidee sono piante che assicurano un enorme impatto decorativo senza chiedere in cambio grandi attenzioni. Riescono infatti a sopravvivere in ambienti semi-bui, a patto che siano sufficientemente umidi da permettere a rami e petali di trarre sostentamento dall’aria.

La richiesta d’acqua, invece, varia in base alla stagione. Anche in questo caso è quindi meglio tastare il terriccio e procedere con un’annaffiatura leggera quando il terreno risulta perfettamente asciutto.

L’edera è perfetta nelle case poco luminose

Anche l’edera è una delle migliori piante che hanno bisogno di poca luce, adatte a chi vive in un appartamento che non gode di un’esposizione ottimale durante la giornata. Ama infatti rimanere lontana dai raggi del sole e riceverne l’energia solo indirettamente.

Chi decide di introdurla in casa, però, deve assicurarle un ambiente piuttosto umido e protetto dalle correnti d’aria improvvise, soprattutto d’inverno.

Questa specie non riesce a sopravvivere vicino ai termosifoni ed è quindi meglio riservarle un posto in uno spazio come il corridoio, così da poterle garantire un contesto stabile e fresco.

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La bergenia, perfetta per gli ambienti bui

Corridoi e scale sono luoghi ideali anche per la bergenia, altrimenti detta pianta del calzolaio, una specie perenne originaria della Siberia che è stata capace di adattarsi a questo difficile contesto sviluppando radici e rami robusti.

Le sue richieste sono peraltro limitate anche in tema di terreno e annaffiature. Le bastano infatti un terriccio comune e ben drenato, da annaffiare con regolarità in modo che rimanga sempre umido. In cambio, la pianta regala foglie rotonde che si arricchiscono di fiori tra il rosa e il lilla nelle prime settimane della primavera.

Piante che hanno bisogno di poca luce: il bambù della fortuna

A dispetto del nome, il bambù della fortuna non è un vero bambù. Si tratta infatti di un giglio di origine africana che, in natura, cresce in contesti caldi e a umidità elevate. Esposto ai raggi diretti del sole, riesce a svilupparsi con grande velocità. La sua enorme resistenza, però, ne fa una delle migliori piante che hanno bisogno di poca luce da inserire in casa, dove il ritmo di crescita sarà leggermente più lento.

Chi sceglie di decorare un appartamento con questa specie dovrà riprodurre il suo habitat di origine, assicurandosi che la temperatura non scenda mai al di sotto dei 20 gradi e che il riscaldamento non renda l’aria eccessivamente secca.

Il pothos è adatto a tutti

Terminiamo la guida alle piante che hanno bisogno di poca luce con il pothos, una specie adatta anche ai meno esperti per la sua facilità di coltivazione. Originaria dell’Asia subtropicale e dell’Oceania, questa pianta necessita di accortezze minime e riesce a sopravvivere anche quando ci si dimentica di lei.

Per assicurarsi una sua crescita sana e stabile, però, è bene tenere in considerazione alcuni fattori. L’ambiente deve avere un clima costante durante tutto l’anno. Il terriccio va concimato con regolarità ai primi caldi della primavera. Per le annaffiature, infine, meglio attendere che il terreno sia completamente secco così da evitare eccessi di idratazione.



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