C’è una linea sottile tra il bene e il male, tra cosa è giusto (o saggio) fare e cosa invece non lo è. Il dubbio, i punti di vista, i conflitti e l’amore oltre ogni cosa. Sono questi i punti cardinali de Le cose non dette, il nuovo lavoro di Gabriele Muccino arrivato al cinema il 29 gennaio (tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron). Una storia sui sentimenti e sulle difficoltà della vita di coppia, tra routine, sogni infranti, nevrosi e rassegnazioni. Un classico film mucciniano in cui i quattro personaggi della storia rapiscono lo spettatore attraverso i dialoghi, i primi piani, le perfette aderenze tra recitazione e intenzione, tra visione e vissuto. Da una parte Carlo ed Elisa (Stefano Accorsi e Miriam Leone), dall’altra Paolo e Anna (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini): due coppie di amici di vecchia data, arrugginiti nel ricordo di un amore che è diventato qualcos’altro. E poi c’è lei, Blu (Beatrice Savignani), studentessa universitaria fresca come l’acqua del mattino, violenta nella foga e nel desiderio di vivere tutto il suo amore. Un amore clandestino che reclama con il corpo, con la voce, con una gravidanza indesiderata, con richieste impossibili da soddisfare per il suo insegnante di filosofia (Accorsi), che pure da lei viene travolto. Ogni volta. Così, quando Blu decide di seguire la comitiva in vacanza a Tangeri il suo tutto diventa vero, reale, tragico. Come la sua fine. E Blu si trasforma nella leggerezza della sua età, nella semplicità dei suoi sogni destinati a non prendere mai vita. Nella presa in giro da parte di un mondo più grande di lei, del quale non sembrava percepire il rischio. È davvero così? Si può essere ingannati dalla nostra stessa esistenza? Ne abbiamo parlato con Beatrice Savignani, 21 anni, alla sua prima prova importante davanti alla telecamera (la ritroveremo presto su Netflix ne La scuola e nel film Piercing).

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Nicola De Rosa
Beatrice Savignani. Hair and make-up Cotril; Styling Marco Visconti; Look Tod’s;; Gioielli Leo Pizzo; Publicist Giuseppe Corallo; Agenzia Verastar


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Per te questo film è quasi un debutto, il tuo primo ruolo importante. Che ne pensi?

«Sono molto emozionata, l'ho già visto quattro volte e dico che mi sorprende sempre di più: è un film che lascia il pubblico con delle nuove domande. Per quanto riguarda Blu, abbiamo fatto un grandissimo lavoro di costruzione e ricostruzione del personaggio per trovare delle similitudini rispetto al mio carattere, alla mia vita privata. Poi la maestria che ha Gabriele nel saper orchestrare e coordinare i suoi attori è veramente speciale, è stata il punto di forza di tutto il viaggio dietro la realizzazione di questo film».

Cosa condividi con Blu?

«Io e Blu abbiamo la stessa età e stiamo vivendo le stesse fasi della vita, anch'io sono una studentessa universitaria. Ma a livello di vissuto io non ho mai avuto una relazione con un mio professore, quindi in questo ci assomigliamo poco. Tuttavia, se capiamo qual è il messaggio che Blu vuole mandare, quello che rappresenta al di là della relazione con Carlo, allora tutto cambia. Lei è la voce fuori dal coro, rappresenta una generazione che vuole rompere i costrutti sociali, adulti, borghesi. Quindi sicuramente è una cosa che ci accomuna, questa forte ribellione al passato, la ribellione di una voce che ha bisogno di farsi sentire, di voler affermare se stessa. Anch'io sono una giovane donna che non ha paura di utilizzare la sua voce nel momento in cui ce n'è bisogno. Probabilmente su argomenti diversi rispetto a quelli che Blu mette in scena. Io per esempio voglio utilizzare la cultura per rendermi libera, per trovare il mio posto nel mondo. Anche sulla forza di volontà siamo molto simili. Non so se avrei mai il coraggio di fare le stesse scelte che fa lei per amore, forse perché ancora non mi sono trovata nella situazione di provare un sentimento così forte. Ma nel suo caso sono quelle scelte che la porteranno a cadere in un baratro da cui lei non potrà più uscire».

Pensi che sia vittima dell'amore, di una cosa più grande di lei?

«Io la vedo vittima della società: lei ha chiaro in mente quello che pensa, ma è vittima del non essere scelta dalla persona che ama, perché quella fondamentalmente è la richiesta che lei fa. Blu non vuole essere amata e basta, lei vuole essere vista. E quello forse è il messaggio che lei in qualche modo passa alla società, una società che appartiene a questa generazione, che è anche la mia, e che vuole essere vista e ascoltata».

Blu ti ha insegnato qualcosa sul come difendersi, anche dai sentimenti…

«Mi ha lasciato l'importanza di riconoscere la realtà che abbiamo davanti agli occhi. Mi ha fatto riflettere su quanto sia importante dirsi le cose, perché è meglio raccontare una brutta verità piuttosto che aggrapparsi a una bella bugia. Ed è proprio questo il senso del film».

Cè qualche aneddoto che ricordi?

«Gabriele mi ha insegnato, prima del ciak, a fare un urlo forte forte con tutto il fiato che avevo, cercando di trattenere quegli ultimi 6-7 secondi per lasciare andare e perdere completamente l'inibizione».

Quando hai deciso di fare l'attrice?

«Praticamente da sempre: ho ritrovato uno dei miei vecchi diari in cui dicevo che da grande avrei voluto diventare una pop star o un'attrice del cinema. Nessuno effettivamente ci credeva, quindi è stato un sogno nel cassetto non facilmente realizzabile perché ci vuole veramente tanta concentrazione ché, come si dice, l'ossessione batte il talento. Non penso naturalmente di essere arrivata, però si sta realizzando questa cosa e ne sono orgogliosa».

Con chi ti piacerebbe lavorare o cosa ti piacerebbe fare a livello professionale?

«Ho vissuto un anno e mezzo in America, quindi ora vorrei partecipare a dei progetti all'estero. Oppure qui in Italia lavorare un giorno con Paolo Sorrentino, o con Paola Cortellesi, che stimo tantissimo».

L'ultima serie tv che hai visto?

«Ho rivisto Breaking Bad. E se vuoi un film romantico, Se mi lasci ti cancello».

C'è un ultimo pensiero per Blu?

«Lei si è trovata in una realtà molto più grande, e anche quello che sto vivendo io è molto più grande di me. Vengo da un paese in Umbria che fa meno di mille anime, quindi questo per me è un sogno. Ma dentro ci sto bene, mi ci si sento appieno».