Farà piangere (moltissimo), commuovere (ancora di più) e riflettere (a fondo): il nuovo capitolo di Hunger Games, L’alba sulla mietitura, promette scintille. E non solo perché si torna nell’Arena per i cinquantesimi Giochi della fame, noti come la seconda Edizione della memoria. L’adattamento cinematografico del romanzo di Suzanne Collins, edito da Mondadori, sarà ancora una volta firmato da Francis Lawrence e arriverà in Italia fra meno di un anno, il 19 novembre 2026, eppure l’hype è già alle stelle.

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Per vari motivi: innanzitutto è la storia di uno dei personaggi più apprezzati della serie-madre, Haymitch (a cui ha prestato il volto Woody Harrelson), il mentore dei tributi del Distretto 12 del regno di Panem. Sono Katniss Everdeen (interpretata dal premio Oscar Jennifer Lawrence) e Peeta Mellark (Josh Hutcherson).

Conosciamo il finale, sappiamo che Haymitch ha sbaragliato la concorrenza del doppio dei tributi di un’edizione “tradizionale” dei Giochi (48 invece di 24), ma non come abbia fatto e soprattutto cosa lo abbia ridotto ad attaccarsi alla bottiglia per dimenticarlo. C’è lo zampino del presidente Snow, a cui è stato dedicato il primo prequel (La ballata dell’usignolo e del serpente), eppure i dettagli sono stati finora avvolti nel mistero.

Il libro, uno dei più belli della saga, parte dal giorno del compleanno di Haymitch, che cade sempre in quello della Mietitura, ossia quel tragico momento che ogni anno vede il sorteggio dei partecipanti agli Hunger Games dei vari tributi. Ha sedici anni e una fidanzatina, Lenore Dove, oltre a un fratellino, Sid, di dieci anni, che adora. Gli basta poco per essere contento e ancor meno se può stare a bighellonare nella natura senza pensieri. Non sa che lo attende il periodo più doloroso e crudele della sua vita perché, come lui stesso dirà a Katniss e Peeta, non ci sono vincitori nei Giochi, ma solo sopravvissuti.

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Murray Close//Universal

Quella storia intanto è appena arrivata anche a teatro a Londra con lo spettacolo The Hunger Games: On Stage e vi resterà per un anno prima che – si augurano i fan – inizi a girare per il mondo. Basti pensare che per l’occasione è stato creato un teatro ad hoc, il Troubadour Canary Wharf Theatre e che John Malkovich compare sullo schermo di un palcoscenico a forma di Arena nei panni glaciali di Snow.

Intanto il trailer de L’alba sulla mietitura ha totalizzato visualizzazioni record perché così fedele alle pagine del romanzo da far accapponare la pelle ai lettori, ma anche a chi non ha letto una sola riga ma conosce le vicende di Panem e di questo futuro oppresso da tirannia e ingiustizie di Capitol City.

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Sì, perché un altro motivo di grande attesa riguarda il cast stellare scelto per impersonare queste icone fantasy della letteratura moderna. Accanto al protagonista Joseph Zada, infatti, ci sono vere e proprie star di Hollywood. Un esempio? Elle Fanning interpreta una giovanissima ed effervescente Triffie (che nella saga-madre accompagna i Tributi del Distretto 12 a Capitol City) e Maya Hawke (Stranger Things) è Wiress, uno dei futuri mentori degli Hunger Games, vincitrice geniale dalla mente acutissima. Sono in ottima compagnia: il premio Oscar Kieran Culkin (Succession) è il conduttore Caesar mentre Billy Porter (già fata madrina di Cenerentola di Camila Cabello) diventa lo stilista Magno. Jesse Plemons si trasforma nell’enigmatico e futuro capo-stratega Plutarch mentre Glenn Close diventa Drusilla, chaperon dei tributi del Distretto 12, e Ralph Fiennes incarna di nuovo il Male assoluto come presidente Snow.

Al cast all star si aggiunge il giovane astro nascente McKenna Grace (attualmente al cinema con Regretting You, tratto dal romanzo omonimo di Colleen Hoover), il tributo Maysilee Donner, a cui un tempo apparteneva la spilla della ghiandaia imitatrice che diventa il simbolo di Katniss, la ragazza di fuoco, e della sua ribellione contro la tirannia di Panem.

Guardando le prime immagini si notano subito i rimandi alle ambientazioni originali, la strizzata d’occhio della Cornucopia nei Giochi, i costumi appariscenti di Capitol City e quelli modesti del Distretto 12. Ma non è solo una scelta di abiti giusti, ma di vibe perfette per l’atmosfera del libro. È tutto un tripudio di colori, che abbagliano, distraggono, conquistano. Si torna a combattere per la vita, per la libertà, per l’amore, in uno scontro politico senza precedenti.

E, a giudicare proprio dal trailer, sembra che il nuovo capitolo abbia centrato il bersaglio, proprio come ogni freccia nell’arco di Katniss.