Cuore toscano e anima internazionale, lo chef e imprenditore Gabriele Bertaccini è bello e bravo. Ha un sorriso che ti scioglie, un carisma da star e ai fornelli sa decisamente il fatto suo. Noi di Cosmo seguiamo le sue avventure da un po' e - come potrai ben immaginare - ce ne siamo innamorate subito!

Gabriele ha 33 anni e vive tra Los Angeles e l'Arizona, anche se torna nella sua Firenze ogni volta che può. Con la sua azienda di catering Il Tocco Food organizza cene ed esperienze gastronomiche negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Ti va di conoscerlo meglio insieme a noi? Qui ti diamo almeno 6 buoni motivi per cui non potrai fare a meno di adorarlo e per cui vorrai inserirlo subito nella tua lista personale di chef italiani preferiti!

1. Ha imparato a cucinare dalla nonna

Sempre siano lodate le nonne! Gabriele ha iniziato a mettere le mani in pasta già da bambino, grazie a una maestra molto paziente e affettuosa...

"Passavamo moltissimo tempo nell’orto di famiglia. Quasi tutte le mattine io e la nonna attraversavamo il giardino di rose e passavamo ore a raccogliere pomodori, lattuga, carciofi e tutto ciò che di bello e buono la terra toscana aveva da offrirci... Poi portavamo tutto in cucina e in compostissimo silenzio iniziavamo a cucinare. Dopo aver messo le pietanze sul fuoco, si giocava a carte o si chiacchierava. La lezione più grande che ho ricevuto? La pazienza. E la bellezza di trascorrere il tempo con le persone che amiamo".

2. Ha tre grandi amori (ma ne vorrebbe sei)

Miele, Perla e Summit, i pastori australiani con cui il nostro chef condivide la vita, sono splendidi: e chi non vorrebbe avere dei coinquilini così?

"Con Miele, tre anni fa, è stato un colpo di fulmine che si è puntualmente ripetuto con Perla e Summit. Stiamo insieme tutto il giorno! I pastori australiani hanno bisogno di fare tanta attività fisica e questo mi ha portato a scoprire tanti posti meravigliosi che magari non avrei visitato facilmente: le mie più grandi avventure in viaggio, dall’Yosemite National Park al Bryce Canyon, fino alle spiagge bianche della California del Sud e alle rocce rosse del Grand Canyon, sono state tutte in compagnia dei miei cani.
Per me non sono mai abbastanza e progetto una futura gang di sei fantastici amici pelosi: più si è, meglio è!".

3. Quando non è in cucina, ama allenarsi

Questa foto non ha bisogno di commenti: ma già che ci siamo, vorremmo conoscere anche l'amico :)

4. Pedalare per una buona causa? Sì, grazie!

Palestra, passeggiate all'aria aperta ma anche tanta bici: la passione di Gabriele per il ciclismo è nata in una circostanza molto particolare...

"Mi sono avvicinato al ciclismo nel 2014 quando un mio amico mi ha invitato a partecipare per beneficenza alla AIDS Life Cycle, una corsa ciclistica di 545 miglia (NdR, 877 km) da San Francisco a Los Angeles. Mi sono iscritto a cuor leggero non realizzando bene che, una volta partito, non avrei avuto altra scelta che arrivare alla fine".
"Passare 11 ore al giorno in bici, senza poter parlare con nessuno e dovendo prestare attenzione a quello che succede accanto a te, è davvero difficile. Con tanto coraggio e forza interiore, dopo 7 giorni sono arrivato a Los Angeles con le lacrime agli occhi: è stata un'esperienza che mi ha cambiato l'esistenza. Da quel giorno non passo una settimana senza mettermi in sella: da Venice Beach a Santa Monica, fino a Malibù. Pranzo guardando i miei amici che fanno surf e me ne torno a casa nel tardo pomeriggio, rigenerato".

5. Ha una dipendenza da tattoo (e adora farsi sorprendere)

    Tatuaggi e muscoli vanno parecchio d'accordo, non credi? E il nostro super chef di tattoo ne ha un bel po'. Tutto è iniziato da un maiale... Un maiale?!

    "Già! Mi ricordo ancora quando entrai per la prima volta in un Tattoo Shop in Arizona. Mi sedetti e al ragazzo che era libero chiesi un disegno piuttosto atipico, a quanto pare. Lui mi guardò perplesso e mi chiese se ero proprio sicuro di volere un maiale sul braccio per tutta la vita: beh, dopo tanti anni e tantissimi tatuaggi, quello è ancora il mio preferito! Il mio tattoo artist si chiama Alex e mi fido talmente tanto di lui che lo lascio agire liberamente, sulla base delle mie idee, senza guardare il risultato sulla pelle finché il lavoro non è completo".

    Temerario e un po' pazzerello: ci piace ancora di più!

    6. Il suo sogno nel cassetto ha a che fare con il vento

    Il giro del mondo in barca a vela: un desiderio che ha radici profonde.

    "Ho sempre avuto, fin da piccolo, la passione per l’oceano e la vela. Per sopravvivere in acqua devi essere sempre presente, in ogni istante, in ascolto del vento e delle nuvole. Sei costantemente sollecitato dalla natura. E quello che era importante sulla terra, improvvisamente non lo è più: quando sei in barca, acquisisci un nuovo punto di vista sulla vita, sul pianeta e su te stesso. Sul comodino accanto al letto tengo un libro della circumnavigazione del mondo a vela: e so che prima o poi questo sogno diventerà realtà".

    E noi te lo auguriamo, chef sorridente e gentile.

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