Dieci domande e dieci risposte per capire cosa pensano gli italiani del Pride e dei diritti LGBT+. È questa la nuova ricerca svolta da BiDiMedia, in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e il Roma Pride. Lo studio da poco presentato mostra un Paese spaccato, diviso in due su tematiche che vanno dal matrimonio alle adozioni per coppie omosessuali fino al valore stesso del Pride.

Alla domanda «Cos'è il Pride per te?», Il 42% degli Italiani il Pride ha risposto «una carnevalata», e solo per il 28% «una giornata di rivendicazione politica», il 25% ha scelto l'opzione «una festa».

Gli Italiani e i diritti LGBT+

Mentre in tanti Paesi i diritti LGBT+ rischiano di retrocedere e l'Italia è al trentacinquesimo posto in Europa nel tutelarli, il sondaggio di BiDiMedia sembra un campanello d'allarme. Alla domanda sull’utilità del Pride come manifestazione, il 48% ha risposto affermativamente e di questi il 19% ha parlato di «simbolo di lotta» mentre il 29% ha detto che andrebbe impostato diversamente. Il 27%, invece, ha risposto di no: il 14% degli di questi crede i diritti siano «ormai acquisiti» mentre il 33%, l'ha nuovamente definito una «carnevalata».

Sul tema delle adozioni, il 46% degli italiani si è detto favorevole a un'apertura alle coppie omosessuali, mentre il 45% ha risposto di no. I risultati si sono spaccati anche sulla criminalizzazione dell’omosessualità come criterio di richiesta d'asilo per i migranti: il 45% è «molto» (28%) o «abbastanza» (17%) favorevole, mentre il 40% «poco» (11%) o «per nulla» (29%). Il 25% degli intervistati, poi, si è detto «molto» d'accordo che l'Italia sia un luogo sicuro per le persone LGBTQ+ , il 38% «abbastanza», mentre il 20% si è dichiarato «poco» d’accordo e l’11% «per nulla».

Si è parlato anche delle politiche Diversity, Equity & Inclusion nelle aziende e il 47% degli italiani ha risposto che è giusto che le aziende le prevedano, mentre il 40% ha detto di no. È stata posta, infine, anche una domanda sulle politiche contro le persone trans di cui si parla ultimamente negli USA e nel Regno Unito, dall'obbligo di usare i bagni in base al sesso assegnato alla nascita, alla negazione del nome e dell'identità di genere sui documenti fino al divieto per le donne trans di partecipare agli sport femminili. Il 43% degli italiani sì è detto favorevole a un approccio di questo tipo, mentre il 39% si è detto contrario. Il 18% ha risposto «non saprei».