Ci sostiene e ci fa sentire confortevoli, ma è anche una potente arma di seduzione e rappresenta la lotta all’emancipazione femminile più di qualsiasi altro indumento: il 3 novembre è l’anniversario del brevetto del primo reggiseno, l’accessorio hot e utile immancabile nel cassetto di ogni donna.

Per celebrare questo evento, abbiamo deciso di fare una piccola retrospettiva sulla storia del primo reggiseno: come e quando è stato inventato e le evoluzioni che ha subito fino a oggi.

Chi è che ha inventato il reggiseno?

Non è facile capire come e quando sia nato il reggiseno. La storia vuole che la sua maternità sia contesa tra due donne. La prima è la sarta francese Herminie Cadolle, che nel 1889 ha designato un indumento simile a un corsetto ma “spezzato” in due. L'altra è Mary Phelps Jacob, figlia di Robert Fulton (inventore della macchina a vapore), che secondo la leggenda ha inventato quello che si sarebbe trasformato nel reggiseno intrecciando due foulard e un nastro.

In ogni caso, non ci sono dubbi sul fatto che il primo reggiseno sia nato in risposta a un’esigenza di sostegno e protezione, ma anche per liberarsi dal corsetto e da tutte quelle costrizioni che interessavano il corpo femminile.

Ecco perché il reggiseno viene considerato un indumento simbolo di libertà ed empowerment, e spesso è stato al centro della lotta per i diritti delle donne (dal momento in cui è nato fino a oggi).

Primo reggiseno, storia di una rivoluzione femminile

Nonostante qualcuno si sia molto avvicinato all’idea di reggiseno che abbiamo oggi, il primo reggiseno moderno è stato inventato dalla tedesca Christine Hardt nel 1889 e poi brevettato a novembre 1913. A rilasciarlo è stato lo United States Patent and Trademark Office, che parlava di un "reggiseno senza dorso".

Leggero e confortevole, il primo reggiseno diventa mainstream (uscendo dagli ambienti più facoltosi) grazie alla produzione di massa. Viene poi pubblicizzato a dovere e adottate da donne di tutte le età, etnie e forme proprio come oggi.

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Stuart Ramson//Getty Images

Evoluzione del reggiseno

Il bisogno di sostenere e proteggere le parti intime, così come il desiderio di sedurre, hanno da sempre influenzato la storia del reggiseno. I primi riferimenti della storia a questo indumento risalgono al 1700 a.C., quando a Creta si trova traccia dei primi pezzi di stoffa utilizzati per reggere il seno.

Poi è stato il tempo degli Antichi Romani, che con il loro strophium hanno investito questo capo del potere di uno status symbol che permetteva a tutti di distinguere le nobildonne dalle barbare (che lasciavano i seni liberi). Con un piccolo salto temporale giungiamo al XV secolo, ovvero l’epoca dei corsetti. In questo periodo le donne più facoltose erano solite utilizzare dei pezzi di cotone incrociati sul petto per proteggere il seno.

Il reggiseno nel Novecento e oggi

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Jeremy Moeller//Getty Images

Nel Novecento poi questo capo subisce ulteriori trasformazioni. Nel 1920 le flapper lo utilizzano per appiattire il seno, visto che un balconcino poco prominente era considerato di moda, mentre negli anni ‘50 questo indumento si trasforma in una vera e propria arma di seduzione di massa.

Il reggiseno come lo conosciamo oggi nasce solo alla fine del 20° secolo. Da questo momento in poi il reggipetto ha subito tante trasformazioni per adattarsi a ogni bodyshape, sostenere seni di diversa portata, ma anche per rispondere a esigenze come lavoro e sport. Oggi il reggiseno è considerato un capo di lingerie, ma sempre più spesso lo notiamo a vista (persino nella haute couture): si tratta certo di una provocazione, ma anche di un modo per abbattere tutti i tabù che interessano il corpo femminile ancora oggi.