Vent’anni dopo eccoli tutti insieme. Daniel Radcliffe (Harry Potter), Rupert Grint (Ron), Emma Watson (Hermione) nuovamente nei corridoi della scuola che li ha cambiati per sempre (e che un po’ ha cambiato anche noi), quella di Hogwarts. Return to Hogwarts, organizzato da Hbo Max e disponibile in Italia su Sky e Now, è quell’ultimo tassello indispensabili per tutti quei piccoli maghi, ora diventati grandi, che sono cresciuti con il sogno di vedere i personaggi di quei libri, tanto amati, insieme per un’ultima volta.
Se questa reunion ha fatto commuovere tantissimi, ha lasciato però spazio ad alcuni errori che non sono sfuggiti all’occhio attento dei grandi fan della saga. Un esempio: proprio nel momento in cui Emma Watson si abbandona a un momento intimo e nostalgico, viene trasmessa la fotografia di una bambina. Le somiglia, ma non è lei. In Return to Hogwarts viene utilizzata, erroneamente, la foto di una piccola Emma Roberts (che non è mai apparsa nei vari film di Harry Potter). L’errore, non l’unico, è stato subito cancellato con una versione aggiornata del documentario. E a essere modificati sono stati anche i nomi dei gemelli Wesley, interpretati da James e Oliver Phelps, invertiti. «Immagino che dopo tutti questi anni di prese in giro qualcuno abbia deciso di avere la sua vendetta», ha scritto su Instagram lo stesso Oliver.
Tra un errore e una lacrima, nella reunion la grande assente è stata una soltanto: la scrittrice, JK Rowling. Di lei, nessuna traccia se non qualche immagine di repertorio e parti di un’intervista rilasciata nel 2019. Il motivo della sua assenza non è stato confermato, ma ipotizziamo essere i commenti rilasciati nei confronti delle persone trans (l'autrice è infatti ritenuta una terf).
Questa volta nessuna pozione polisucco, nessun incantesimo di evocazione, quello che ci hanno regalato gli ex maghi con Return to Hogwarts è semplicemente un tenero ritorno al passato, rassicurando i fan che quel velo sottile tra magia e realtà rimarrà eternamente saldo.











