Laura Brown e Kristina O'Neill una sera sono uscite insieme per un drink a New York City. Entrambe avevano lavorato per Harper's Bazaar per più di un decennio, si conoscevano da allora dopo essersi incontrate a una sfilata di Marc Jacobs nel 2001. Poi erano diventate caporedattrici rispettivamente di InStyle e del supplemento di stile del Wall Street Journal , WSJ Magazine. Entrambe avevano avuto una carriera notevole, ed erano state licenziate.
Dopo il loro incontro in cui si sono ritrovate a parlare della loro vita, all'improvviso senza un lavoro, hanno pubblicato un selfie con la didascalia: «Tutte le ragazze cool vengono licenziate». Sui social sono state travolte da un'ondata di commenti, esperienze condivise, messaggi di sostegno da parte di altre donne tra cui Monica Lewinsky (che ha commentato «Sono stata licenziata. E trasferita al Pentagono, dove sono diventata amica di Linda Tripp). Ci è voluto poco per capire che sarebbe stato quello il loro prossimo progetto, un libro per tutte le ragazze rimaste a casa dal lavoro.
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Vivere l'esperienza del licenziamento
In un mercato del lavoro sempre più instabile, essere licenziati è estremamente comune. Eppure questo non rende l'esperienza più facile da digerire. «Il fatto è», scrivono Brown e O'Neill «che, al giorno d'oggi, probabilmente non sei stata licenziata perché fai schifo nel tuo lavoro. Probabilmente sei stata licenziata perché il tuo settore sta cambiando, trasformandosi e mutando come in uno di quei video di intelligenza artificiale in cui la gente ha mani strane. I cambiamenti sono sismici: progressi tecnologici sconvolgenti, acquisizioni aziendali, domanda dei consumatori in continua evoluzione., o forse avevi solo un capo schifoso che non vedeva il tuo valore o il tuo potenziale».
Questo è vero soprattutto per la Generazione Z. Qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato un pezzo in cui parlava di «job-pocalypse» per le nuove generazioni a fronte della diffusione dell'intelligenza artificiale. Secondo un rapporto del British Standards Institution (BSI), infatti, i datori di lavoro stanno dando priorità all'automazione riducendo l'organico invece di formare i membri più giovani del personale. Quattro dirigenti su dieci (41%) in sette Paesi hanno affermato che l'intelligenza artificiale ha permesso loro di ridurre il numero di dipendenti, e quasi un terzo (31%) ha detto che la propria azienda valuta soluzioni di intelligenza artificiale prima di prendere in considerazione l'assunzione di una persona. In un quadro del genere - e in Italia ancor più perché il mercato è lento e offre poche opportunità - trovarsi senza lavoro può essere un duro colpo, può aprire un periodo di ricerca lunga e frustrante, può affossare la propria autostima e, secondo le due giornaliste, questo è vero in particolar modo per le ragazze, tra sindrome dell'impostore, orologio biologico, e la sensazione che molti ambienti lavorativi siano ancora troppo maschili.
«Viviamo in un mondo in cui essere licenziati fa parte del dibattito nazionale», scrivono le autrici, «eppure poche di noi donne riescono a parlarne apertamente, figuriamoci ammetterlo. Perché? Beh, perché per generazioni gli uomini hanno dominato il panorama professionale. A noi donne ci è voluto molto più tempo – culturalmente, politicamente, personalmente – per lasciare il segno, per guadagnarci la nostra posizione. Quindi, quando si perde quello status duramente conquistato, il dolore è più profondo».
All the cool girls get fired
All the Cool Girls Get Fired: How to Let Go of Being Let Go and Come Back on Top è uscito questo ottobre. È un manuale, una guida per ogni ragazza rimasta senza lavoro e pronta a mettere in dubbio il proprio valore, passando le giornate a letto con una vaschetta di gelato, pensando alla fine della propria carriera. Fornisce tutto ciò di cui si ha bisogno. Il primo capitolo mette a fuoco la questione centrale: i soldi, poi si passa a domande come «Forse ti serve un avvocato?», a consigli sulla salute mentale per rimettersi in piedi, strategie di networking, reminder per prendersi una pausa quando serve, come affrontare la fase di application e i colloqui. Leggerlo aiuta soprattutto a non sentirsi sole, inutili, e in preda al panico, ed è già molto.
Le autrici hanno anche intervistato diverse donne di successo, come Jamie Lee Curtis, Tarana Burke, Lisa Kurdow, Angela e Margherita Missoni, Oprah Winfrey per chiedere loro un racconto di quando sono state a loro volta licenziate. «Abbiamo parlato con donne di enorme successo, a volte immensamente famose, che, indovinate un po', una volta sono state licenziate anche loro. E mentre molte di queste grandi donne sembrano "avere tutto" (ciao, Oprah), ci sono stati momenti in cui decisamente non ce l'avevano». «Siamo rimaste sorprese», aggiungono, «da quanto alcune si siano emozionate quando hanno discusso dell'argomento con noi, da quanto fossero chiari e urgenti i loro ricordi della perdita del lavoro, anche se il licenziamento stesso era avvenuto decenni prima. Come voi, erano in preda al panico per il pagamento dell'affitto o del mutuo, avevano perso la fiducia in se stesse ed erano profondamente preoccupate per la loro reputazione. Ma si sono rialzate e hanno continuato, e a volte il destino è intervenuto, aiutandole non solo a rimettersi in piedi, ma anche a comprendere il loro valore e a desiderare qualcosa di meglio per se stesse».
«Le loro storie sono qui non solo per darvi conforto, ma per accendere i vostri sogni», ricordano le autrici. «Ma per ora», aggiungono, «concentratevi sul superare la giornata, la settimana, il mese e oltre. E anche se sappiamo che non potete farne a meno, cercate di non pensarci troppo». Un passo alla volta.









