Per chi svolge un tirocinio presso un’azienda o una qualsiasi organizzazione, scrivere una relazione di stage sarà prima o poi un passo obbligato.

Lo stage è infatti un percorso formativo con cui è possibile imparare attraverso la pratica, entrare in contatto con il mondo del lavoro e accrescere le proprie skill professionali e personali. Ed essendo un percorso ben definito e regolamentato, deve essere parte di un progetto chiaro in quanto a obbiettivi, compiti e competenze richieste. E ovviamente, al termine di questo processo è molto importante stilare un documento riassuntivo di sintesi, che valuti l’esperienza e il bagaglio acquisito dal tirocinante. Questo documento è la relazione finale di tirocinio, o relazione di fine stage.


La relazione di fine stage: a cosa serve?

Scrivere una buona relazione di fine stage è più importante di quanto si possa pensare. Questo documento permette infatti di fare un punto sulle esperienze acquisite, valutando l’esperienza lavorativa sotto i suoi diversi aspetti e condividendo l’esperienza con i tutor di tirocinio e l’istituto che ha promosso lo stage, come una scuola professionale o un’università.

Inoltre, imparare a scrivere una buona relazione di fine tirocinio aiuterà lo stagista a prendere famigliarità con la stesura di documenti professionali e a prepararsi al meglio al suo futuro nel mondo del lavoro. Gettando le basi, per esempio, per la compilazione di un buon curriculum vitae o la partecipazione ai primi colloqui e alle prime selezioni lavorative.

Questo documento sarà poi fondamentale per dimostrare di aver acquisito le nuove conoscenze durante i mesi di stage effettivo.


Come si scrive una relazione di fine stage?

Innanzitutto è bene sapere che nella stesura della relazione di fine stage il tirocinante non sarà da solo, ma troverà tutor e formatori pronti ad affiancarlo anche in questa fase. Aiutandolo a strutturare un documento finale completo, nel quale non potranno mancare una serie di punti fondamentali.

Ovviamente partendo da una copertina, una prima pagina che presenti la relazione, completa di titolo, nome e data, e da un indice che aiuti i lettori a leggere il documento in modo più agevole.

Successivamente, una buona introduzione alla relazione presenterà gli argomenti trattati durante il periodo di tirocinio, le modalità di lavoro e gli obiettivi iniziali dello stage.

Entrando nel vivo del rapporto, sarà poi il momento di raccontare nel dettaglio l’esperienza formativa, analizzando il proprio percorso, le competenze acquisite ed eventuali criticità incontrate durante lo stage.

La conclusione aiuterà invece a evidenziare i risultati ottenuti e a proporre un’eventuale candidatura a proseguire l’esperienza lavorativa nell’azienda dove si è svolto lo stage. In questa sezione un riassunto dei punti salienti del percorso di tirocinio e degli obiettivi del tirocinante aiuterà i fruitoti a fissare i punti chiave.

Infine, è importante stilare una bibliografia delle fonti che sono state utilizzate per stendere la propria relazione di fine stage, dimostrando integrità e scongiurando il pericolo di essere accusati di plagio.

Un’ottima pratica può essere anche quella di allegare eventuali documenti, grafici e prove dei progetti e delle nozioni apprese durante lo stage, presentando un’appendice alla relazione di tirocinio.

Importantissima una sezione di ringraziamenti rivolta a chi ha aiutato il tirocinante durante il suo percorso formativo.

Relazione di stage: come scrivere la tua?

Relazione di stage: come scrivere la tua?


Relazione di fine stage, cosa non fare

Una volta stilata la propria relazione di fine stage, un buon esercizio può essere quello di rileggere in modo critico il proprio operato, facendo attenzione a non aver commesso una serie di errori e imprecisioni che potrebbero dare un taglio poco professionale al documento.

Fondamentale, neanche a dirlo, evitare errori ortografici e impaginazioni poco chiare, che renderebbero la relazione di difficile fruizione. È importante anche mantenere un registro professionale, formale e mai colloquiale, evitare di dilungarsi in dettagli poco pertinenti, e mancare di obiettività nell’autovalutazione: una relazione onesta e obiettiva avrà sempre più valore di un lavoro svolto con troppa superbia e scarsa autocritica.

Scrivere una relazione di fine stage coerente e strutturata nel modo corretto è, insomma, il primo passo per dimostrare di aver acquisito la maturità e la professionalità necessarie ad affacciarsi con successo al mondo del lavoro.

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