Chissà se Matteo Salvini sa che, in un anno, da ottobre 2022 a novembre 2023, nel mondo sono state uccise 321 persone trans, solo per via della loro identità di genere. Chissà se gli è passato per la testa che l'Italia è sempre in testa alle classifiche dei Paesi in cui si registrano più crimini transfobici. Difficilmente aveva in mente tutto questo quando ha pensato di creare con l'intelligenza artificiale l'immagine di una persona trans, quando ha dettato all'AI la descrizione di un corpo che, ai suoi occhi, fosse abbastanza mostruoso da generare paura negli elettori.
Il suo nuovo manifesto elettorale, postato su Instagram, mostra da un lato, sotto la scritta «meno europa», un uomo trans in gravidanza (può succedere, si chiamano «seahorse dad», ma non è questo il punto) e dall'altro, sotto la scritta «più Italia» una famiglia "tradizionale" composta da mamma, papà e due bambini. Il messaggio è chiaro: vuoi i mostri o la famiglia felice? Vuoi la paura o vuoi la stabilità? Per ottenere voti alle prossime elezioni Europee ha trasformato i corpi di persone già marginalizzate in bersagli d'odio.
Salvini sa bene come usare la paura (in questo caso sotto forma di transfobia), sa che in politica è un'arma potente e la sfrutta a suo vantaggio. La comunità LGBT+ è da sempre destinataria di un odio dettato dalla paura, lo era ai tempi dell'epidemia di Hiv e lo è oggi. I corpi gay, i corpi non conformi e, attualmente, soprattutto i corpi trans vengono presi e trasformati in feticci simbolo dell'instabilità odierna, del disfacimento che ci colpirà se non fissiamo regole rigide. Infatti il Vicepresidente del Consiglio scrive nella caption sotto il manifesto elettorale «Uomini "incinti" e follie woke? No, grazie. Sì a mamme e papà! Per più Italia e meno Europa, scegli la Lega».
In questo modo le persone trans sono dipinte come un'epidemia, qualcosa di contagioso che va fermato prima che invada noi e i nostri figli. In particolare i cosiddetti seahorse dad vengono spesso presentati come uno scandalo, qualcosa che va contro la natura e contro le norme di genere, prima tra tutte quella per eccellenza che lega a doppio filo donne e maternità. Si tratta di uomini trans che, dopo la terapia ormonale female to male, decidono di portare avanti una gravidanza e poco importa ai conservatori che i casi in Italia siano davvero rari (immaginatevi i livelli di discriminazione) e tanto meno il fatto che prendere di mira queste persone non gioverà in alcun modo agli altri.
La paura causerà solo odio e violenza verso la comunità trans e ci porterà a distrarci da altre pericoli ben più reali che ci riguardano davvero: la crisi climatica, l'avanzare delle guerre, la mancanza di diritti sul lavoro, la povertà, solo per citarne alcuni. Pericoli per cui la classe politica potrebbe e dovrebbe fare qualcosa. Come fa notare Judith Butler nel suo nuovo libro Who's Afraid of Gender, «Quando la parola “gender” assorbe una serie di paure e diventa un’illusione onnicomprensiva per la destra contemporanea, le varie condizioni che effettivamente danno origine a quelle paure perdono il loro nome». Aggiunge Butler: «Il “gender” raccoglie e allo stesso tempo amplifica quelle paure, impedendoci di pensare più chiaramente a ciò che c’è davvero da temere e, in primo luogo, a come è nato questa sensazione che il mondo sia in pericolo».





