Indovina la parola che sto pensando: ci riguarda tutt*, è legata al modo in cui viviamo il nostro corpo e la nostra sessualità, è formata da vari elementi, ha a che fare anche con le norme sociali e i ruoli che ci vengono troppo spesso imposti. Indovinato?? È l'identità sessuale. Si tratta di un termine ombrello che racchiude diversi aspetti che riguardano la dimensione soggettiva che ognun* sperimenta in relazione alla propria sessualità. Non cosa da poco, quindi, eppure c'è molta confusione a riguardo e, quando entrano in gioco questioni come "identità di genere", "orientamento sessuale" (e soprattutto l'idea che non sia tutto prestabilito e impacchettato), scatta spesso e volentieri l'ansia che "uno possa svegliarsi un giorno e decidere di essere qualcosa di diverso". Serve dirlo che non è così semplice? Che non è "una moda"? Che viviamo un una società che ci vuole tutt* etero, cisgender e allosessuali? Che se esci dal tracciato vieni discriminato quasi automaticamente? Ecco, per mettere i puntini sulle "i" abbiamo parlato di identità sessuale nel nostro Dizionario dell'Inclusion. Enjoy.


La nostra identità sessuale si costruisce nel corso della vita e non è un'etichetta fissa. Comprende diversi elementi:

Sesso biologico assegnato alla nascita

Spesso tutto viene ridotto ai genitali: è un brutto vizio che ci portiamo dietro e che andrebbe scardinato. La questione è molto più complessa. Alla nascita la nostra società prevede che gli esseri umani vengano distinti sulla base di componenti genetiche, anatomiche e ormonali. La divisione si basa solo su due opzioni: maschio o femmina. In realtà non è sempre così facile dato che, come sappiamo, esistono anche le persone intersessuali che hanno caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Il problema del sesso biologico è che - specie in passato, ma anche al giorno d'oggi - non descrive unicamente la persona, ma di fatto finisce per condizionarla. Quando un embrione viene catalogato come maschio o femmina ancora prima che nasca, iniziamo a figurarci quella persona mettendo nel contenitore tutta una serie di norme, caratteristiche, aspettative che nulla hanno a che fare con apparato genitale e ormoni. Non solo: a lungo le caratteristiche anatomiche e genetiche hanno drammaticamente condizionato molte persone e sono state fonte di oppressione. Alle donne in particolare nei secoli sono state attribuite determinate caratteristiche sulla base della loro fisicità: fino agli anni 60, ad esempio, non era concesso loro di entrare in magistratura perché si credeva che fossero troppo "influenzabili" per via del ciclo mestruale (ci rendiamo conto?). Ecco perché è fondamentale distinguere il sesso biologico dal genere come costrutto sociale, be careful!

Identità di genere

Veniamo quindi al "genere" o meglio all'identità di genere. Qui si parla di qualcosa di molto personale, che ciascun* sente a livello interiore sulla base, potremmo dire, di quanto vicin* si sente alla definizione culturalmente data di "maschile" e "femminile", "uomo" e "donna" (dato che, ahinoi, viviamo in una società binaria con cui dobbiamo confrontarci). Se il modo in cui ci sentiamo e identifichiamo (ossia appunto la nostra identità di genere) corrisponde al sesso che ci è stato assegnato, siamo persone "cisgender", altrimenti , se la nostra identità di genere non corrisponde al nostro sesso biologico, possiamo definirci "transgender". Le persone transgender, tra l'altro, non necessariamente si riconoscono come "uomini" o "donne": potrebbero identificarsi come "non binary" e quindi rifiutare la visione del genere come aut aut, "genderfluid" o "agender". Se iniziamo a pensare al genere come uno spettro fatto di tante sfumature e non come due poli opposti uomo/donna, entriamo nell'ottica che ogni esperienza di sé è complessa e non delimitabile in categorie fisse e in ruoli che la nostra società ha preconfezionato. Non è più bello così?

Orientamento di attrazione

Ok, l'orientamento di attrazione (chiamato anche "orientamento sessuale") è qualcosa di ben diverso dall'identità di genere e questo è il primo punto importante. Qui si sta parlando di attrazione dal punto di vista sessuale e/o romantico. Termini come "Eterosessuale", "Omosessuale", "Bisessuale", "Pansessuale" identificano chi ci attrae: delle persone del nostro stesso genere? delle persone di genere diverso? delle persone a prescindere dal genere? Termini come "Allosessuale", "Asessuale", "Demisessuale" ci dicono, invece, qualcosa su come viviamo l'attrazione sessuale (e ne abbiamo parlato qui).

Espressione di genere

Infine c'è un altro aspetto molto importante: come mostriamo il nostro genere, come lo esprimiamo. Qui (ma anche negli aspetti appena visti, eh) sono particolarmente evidenti i condizionamenti della società in cui viviamo. Esistono infatti pesanti aspettative socio-culturali che possono influire notevolmente sul modo in cui viviamo la nostra identità sessuale. Una donna "dovrebbe" vestirsi, parlare, comportarsi in un certo modo: sono convenzioni, caratteristiche estetico-comportamentali che, secondo una determinata cultura, esprimono l’appartenenza al genere maschile e femminile. Queste possono anche essere messe in dubbio e scardinate dato che spesso fanno più male che bene. Tanto per fare un esempio un uomo che si mette lo smalto sulle unghie sta mettendo in atto un'espressione di genere non conforme dato che la nostra società tende a ragionare dicendo: "smalto sulle unghie = femminilità = donna". Il fatto che un uomo si metta lo smalto non ha necessariamente a che vedere con la sua identità di genere né tantomeno con il suo orientamento sessuale. Tutto chiaro?