Nel panorama della moda e della bellezza maschile in Italia ci sono alcune figure che si distinguono per fascino e innovazione. Non è possibile guardare a tutto quello che fanno Mahmood o Achille Lauro senza pensare che, ancora una volta, hanno azzeccato il look, l'outfit, il make-up o la skincare. Senza pensare che è un po' come loro che vorremmo tutti i ragazzi.
È successo di nuovo in occasione della Prima della Scala 2025 e, questa volta, il dettaglio protagonista, quello da ammirare e riprodurre nei prossimi mesi, riguardava i capelli. Tra velluti scuri, flash abbaglianti e smoking costruiti come sculture, il vero particolare da paparazzare non era il diamante al collo, né la silhouette couture. Era il tirabaci maschile: un ricciolo minuscolo, calibrato al millimetro, romantico e sexy, che i cantautori hanno trasformato in un'icona da tappeto rosso, riportandolo in auge dal passato nelle loro apparizioni pubbliche (uno dei due anche sul palco di X Factor).
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Tendenze capelli uomo 2025: che cos'è il tirabaci di Mahmood e Achille Lauro e come realizzarlo
Il tirabaci, nel suo senso autentico, è quel piccolo ricciolo frontale che scende sulla fronte o accarezza la tempia come un segno di punteggiatura. Un dettaglio visivamente molto forte, soprattutto oggi che l'estetica maschile sta riscoprendo i gesti d'atelier, gli elementi di costruzione dell'immagine che vanno oltre la semplice pettinatura. Non è un baby hair né un ciuffo ribelle: si tratta di un ricciolo lavorato, scolpito, studiato. Usato come ornamento seducente e giovanile, il termine deriva da "tirare" e "baci", espressioni che suggeriscono che queste ciocche invitano al bacio, all'amore, alla vita. È uno styling che infatti torna ciclicamente di moda, simbolo di vitalità, fascino, gioventù, romanticismo.
La storia del tirabaci parte molto prima della sua attuale rinascita. Nell'Ottocento si chiamavano accroche-coeur e incorniciavano i volti femminili come due virgole romantiche. Negli Anni '20 e '30, con le flapper e il cinema muto, diventano un tratto distintivo: un ricciolo appiattito sulla fronte, scolpito con gel e pettinino, che illumina lo sguardo e mette in risalto il trucco. Poi riaffiorano nelle pin-up Anni '40 o '50, nei beauty look rétro, fino ad arrivare agli editoriali fashion degli Anni '90 e Duemila, che li usano per dare movimento ai volti, creare un punto di luce, aggiungere un dettaglio volutamente artificiale. È una piccola forma d'arte: un ricciolo romanticissimo che racconta ogni epoca.
Oggi questo ricciolo sexy diventa design elegante, elemento di costruzione dell'immagine maschile contemporanea, soprattutto italiana, che non ha paura di apparire curata, sinuosa e chic. Per realizzarlo, si parte isolando una ciocca sottile nella parte frontale, di solito tra l'attaccatura dei capelli e la zona della tempia. La ciocca dev'essere davvero minuta, perché un tirabaci troppo spesso perde eleganza e diventa un ciuffo. Si inumidisce leggermente con acqua o con un prodotto modellante leggero, così da renderla docile e flessibile. A questo punto ci sono due strade: se i capelli hanno già una curvatura naturale, basta lavorarla con le dita, arrotolandola e guidandola nella forma desiderata; se invece sono lisci, si usa un ferro molto sottile, quasi da dettagli, per creare una spirale morbida. Il passo cruciale è la posa.
Il ricciolo non deve essere lasciato libero e spontaneo: va accompagnato sulla fronte con l'aiuto di un pettinino a denti fitti o con il retro di una pinzetta da trucco, facendolo aderire delicatamente alla pelle se si vuole un effetto rétro, oppure lasciandolo leggermente staccato, quasi sospeso, se si preferisce un look più moderno e grafico. Il prodotto che tiene tutto insieme è il gel: trasparente, non troppo rigido, applicato con parsimonia. Si modella la curva, si definisce la punta del ricciolo, si controlla la simmetria rispetto al viso. Poi si nebulizza un velo di lacca lucidante per un effetto compatto e liquido, vitreo.




















