Mentre i nostri feed si riempiono di matcha dal gusto promettente, top e completini dai mille colori che si adattano a un corso di Pilates ma anche a un'uscita al supermercato, l'idea che il wellness passi attraverso uno schermo, e non da dentro, dilaga nelle nostre scelte di vita.
Ma c’è chi di benessere si occupa da tempi non sospetti, e che più che farne un mestiere, più che seguire l'onda di nuove tendenze, ne ha fatto un'arte, una missione. Si tratta di Olistica Sweetness, che nel cuore di una Milano che viaggia spedita e che ci implora di stare al passo, rievoca pratiche antiche, storie millenarie, vibrazioni ed energie. L'approccio del centro segue, infatti, un ritmo diverso. È «totalizzante», come racconta Federica Caiazzo, insegnante di Yoga, ma al contempo una «responsabilità», e un atto di «integrità», che la spinge a dare tutto il merito dei suoi corsi ai corpi delle persone, che parlano e comunicano da sé, e necessitano semplicemente di essere compresi.
L'impegno del centro nel ritrovare questa voce interiore si racchiude nell'interezza dell'essere umano, una ricerca a 360 gradi, che presta attenzione alle aree più disparate. Dalla ginnastica posturale (che mette anche a disposizione la Pancafit del Raggi Method) al Massaggio Californiano, fino a quelli più particolari, come il Massaggio Berbero o il Massaggio 7 Chakra, e stili di yoga che spaziano dall'Hatha Flow, Yin Yoga, Hatha Yoga, Shakti Yoga (per il femminile) fino alla Meditazione del lignaggio Himalayano Tantrico-Vedica, e trattamenti come biorisonanza energetica e riflessologia, il centro offre un supporto a tutto tondo, ponendo l'accento anche su osteopatia, nutrizione, pilates, corsi di massaggio, ma anche eventi serali, come il Tea Writing, che si focalizza su scrittura espressiva e cerimonia del tè.
Gli esperti ce lo hanno dimostrato anche al nostro Sleepover, l'evento di Cosmopolitan in cui ci hanno guidati nella creazione di uno scrub mani naturale (a base di sale, olio di mandorla e melissa), un momento di relax per i nostri ospiti, ma anche profondamente conoscitivo.
Per Orlando, il fondatore di Olistica, «non si tratta di magia». Forse è più una questione di ascolto, ma anche di fiducia. La stessa che spinge i suoi clienti a lasciarsi andare, e forse anche un po' a far pace con i propri corpi, oltre che a riscoprirli. Un'esperienza che parte dall'interno, e che con Hòlos Experience, un progetto spin-off a cui il centro si sta dedicando, ci guida alla riconnessione del sé ma anche della coppia, attraverso il format del retreat. Lontani dalle nostre routine, si pone così un freno alle pressioni del mondo esterno. Perché in fondo, come ci ricorda Federica, «non c'è ego sul tappetino, non c'è competizione con sé stessi».
Oggi si parla tanto di benessere, ma voi avete iniziato più di dieci anni fa. Cos’è cambiato nel corso del tempo?
Federica: «In Occidente c'è sempre stata questa concezione dello yoga come postura, come puro esercizio fisico, come workout. Ma non è uno sport, è una disciplina olistica che utilizza il corpo come strumento per sentire, percepire, per connettersi a un altro corpo, che è quello energetico. Noi qui non cerchiamo la performance, perché lo yoga è una disciplina che ti consente di entrare in contatto con la tua energia e lavorare sui chakra (ne abbiamo migliaia, i principali sono sette, e per questo lo yoga è strettamente legato alla spiritualità). Quindi, per rispondere alla tua domanda, rispetto a dieci anni fa finalmente si sta, piano piano, entrando in una fase storica di risveglio delle coscienze. La nostra generazione, soprattutto, ha capito che il nostro benessere non passa solo per il tempo libero, ma anche attraverso la cura di sé. E quindi, ecco, Olistica Sweetness, è un progetto a 360 gradi, dove posso prendermi cura di me praticando lo yoga, la meditazione, e venendo qui. Ma siamo anche quello che mangiamo, ecco perché abbiamo anche la nutrizionista. Poi c'è il massaggio emozionale, che va ben oltre il "farmi un massaggio perché devo rilassarmi", e dove riesco a imparare a coltivare l'ascolto di quello che in quel momento il mio corpo sta dicendo a me stessa. E magari dopo un massaggio può capitare anche di piangere, perché è un rilascio psicosomatico. Quindi, le pratiche olistiche sono tante. Poi qui, come progetto a 360 gradi, trovi anche l'osteopata, il corso di Pilates, e molto altro ancora».
Orlando: «Anche lato trattamenti credo che la cosa sia più o meno simile, perché, secondo me, le persone stanno capendo sempre di più che per stare bene mentalmente devi star bene anche con il corpo. E quindi c'è un po’ più di attenzione sul relax».
Come è nata la vostra passione?
Orlando: «Circa vent'anni fa, nel 2005/2006, a Londra. Avevo una relazione, quindi ogni weekend prendevo l'aereo e andavo a Londra. Lì ho incontrato una persona che mi ha fatto conoscere il massaggio, quello Californiano nello specifico, e mi sono letteralmente innamorato, quindi ho cominciato a fare corsi sia in Inghilterra che in Italia. Poi dopo qualche tempo ho deciso di cambiare vita, e mi sono detto: “Cos'è che so fare? Bene, so fare questo, provo a fare i massaggi”. Siamo partiti da una piccola stanzina e, con il tempo, piano piano, abbiamo – ogni due anni circa – cambiato location. È diventata sempre più grande, e adesso siamo, più o meno, sedici persone. Poi ci sono alcuni allievi che stanno iniziando adesso a proporsi come operatori, quindi non posso definirli proprio parte del team, però comunque ogni tanto collaborano».
Federica: «Li chiamiamo allievi perché Olistica è anche un’accademia».
Come descrivereste il vostro approccio al benessere?
Federica: «Totalizzante, per come lo vivo. Responsabilità e integrità per come lo trasmetto».
Orlando: «Per me è un po’ più difficile questa domanda, nel senso che ogni giorno è una sfida. Ti faccio un esempio. Ho massaggiato una persona che è affetta da sclerosi multipla. Era venuta qualche giorno fa per la prima volta a fare il primo massaggio e non mi aveva detto niente. Mi ha chiesto soltanto di massaggiarle il viso, probabilmente perché non era pronta. Quando ha capito che si poteva affidare ha scelto, anche oggi, di fare il massaggio e di dirmi questa cosa. Mi ha detto: “Con la mia malattia io sto sempre più o meno male. Però quando mi hai massaggiato tu, io per tutto il giorno sono stata bene. E quindi se lo facessi tutti i giorni starei bene sempre, peccato che non posso spendere tutti questi soldi tutti i giorni”. Quando mi ha chiesto di pagare le ho detto: “Tu da oggi, non perché mi hai detto questa cosa, ma perché la voglio fare, hai il 40% di sconto fisso, per sempre”. Con questo lavoro ti rendi conto di quanto fai bene alle persone, ed è una sensazione impagabile. Poi ci sono anche altre situazioni. Persone che hanno finito da poco la chemioterapia, persone a cui è stato completamente tolto il seno a causa di un tumore; e riconnettersi col proprio corpo che, per un motivo o per l'altro hai odiato durante la malattia, secondo me, è una cosa bellissima, e io sono felice di essere questo strumento per loro».
Quali sono le aree in cui fornite supporto?
Orlando: «Ce ne sono tante, abbiamo nutrizionisti, osteopati, massoterapisti, abbiamo persone che fanno Shiatsu, massaggio thailandese, quindi c'è veramente un'ampia scelta sui trattamenti. Per quanto riguarda quelli che faccio io, che sono quelli un po’ più emozionali, vengono persone comuni, sportivi, ballerine, persone che prendono psicofarmaci e che col massaggio riescono un po’ ad alleviare la loro sensazione di ansia, insonnia, e molto altro. Abbiamo veramente di tutto, c’è proprio un mondo a sé qui dentro».
Federica: «Anche nello yoga, soprattutto con la meditazione, dove tante persone arrivano perché magari hanno attacchi di panico, problemi di ansia. Mi ricordo che una ragazza, un giorno, dopo una pratica di yoga, è rimasta sul tappetino ferma. Io tendo a non entrare mai nello spazio dei praticanti dopo la lezione, lascio che assorbano, integrino da sé. A un certo punto le ho chiesto se stesse bene, se avesse bisogno di aiuto, perché guardava il vuoto. Mi ha detto: “No, è che in questo momento sto provando una sensazione di gioia e benessere assoluta che non ho mai provato nella mia vita”. Era sotto shock perché stava provando una sensazione che, nello yoga, si chiama “Amrita”, il nettare della vita. Ed è sconvolgente come noi, in quanto operatori, non facciamo nulla. È il loro corpo che trova la soluzione e che raggiunge quello stato di benessere tale da dire: “Ma questo esiste?” E non è uno star bene che razionalizzi, parte dal corpo, lo senti. Quindi esiste, quindi è vero, perché è nel corpo, è somatico».
Quali sono le pratiche o i trattamenti più gettonati?
Orlando: «Tra i trattamenti sicuramente il massaggio Californiano e i massaggi emozionali sono quelli che vanno di più, poi quello Hawaiano, il Soul Contact, ma anche il Kobido, che è un massaggio giapponese, grazie al quale le donne vedono risultati nell’immediato. Ma in realtà ha un duplice effetto, perché il 90% delle persone che vengono trattate si addormentano, e dopo quella fase di sonno REM quando si risvegliano si sentono riposatissime, come se avessero dormito per quattro o cinque ore, anche se si tratta di qualche minuto. Poi va molto anche la meditazione di Federica, e l'osteopatia, anche se la si approccia più per necessità. Invece il massaggio emozionale è una coccola. In realtà c'è chi lo fa periodicamente, tutte le settimane, perché ha capito che facendolo sta meglio. E i clienti arrivano un po’ da ovunque in realtà. Non solo da Milano, ma anche tutto l’hinterland, e si fanno anche parecchia strada, perché ne sentono il bisogno».
Come capite quale trattamento o supporto sia adatto alla persona?
Orlando: «Non è cosa semplice, però con l’esperienza è una cosa che riusciamo quasi a sentire con le mani. Se capiamo che altri clienti hanno avuto più o meno le stesse problematiche, invitiamo la persona a provare gli stessi trattamenti e lo stesso percorso. Ma è anche una questione di energia. Non si tratta di magia, è la stessa energia che abbiamo quando utilizziamo il Wi-Fi. Spesso si va anche a tentativi, perché quello che dice il corpo a volte può nascondere qualcos'altro. Magari non è detto che un dolore in un punto significhi per forza che il problema è in quella zona, e quindi, magari, consigliamo un trattamento sonoro. Nadia Casiraghi insieme a Federica fa anche delle sessioni di meditazione di gruppo con il Sound Healing. Il suono e le vibrazioni aiutano sicuramente il corpo a lasciarsi andare».
Il Sound Healing è molto popolare ultimamente.
Orlando: «Sì, soprattutto a Milano, è un po’ una moda».
Federica: «Ed è sempre esistita, una moda millenaria (ride n.d.a). Fa un po’ parte di quello che dicevo prima sul risveglio di coscienza. Abbiamo capito che tutto è vibrazione, come la foglia ha una vibrazione, anche la goccia d'acqua ne ha una, e noi siamo vibrazione. Quello che dicevamo sul consigliare il trattamento giusto vale anche nello yoga. Offriamo vari stili: Yin Yoga, Hatha Yoga, Hatha Flow, anche yoga al femminile, con donne che hanno bisogno di lavorare su necessità specifiche, come donne in gravidanza, per esempio. Non c'è ego sul tappetino, non c'è competizione con sé stessi, quindi riusciamo a indirizzare le persone verso quello che può essere lo stile di yoga più giusto per loro in quella fase specifica della loro vita. Fermo restando che il Sound Healing è una pratica che va bene per tutti, perché stai steso nella totale ricettività, e il suono va da sé, fa tutto il lavoro».
Cosa sperate di comunicare a chi arriva per la prima volta nel vostro centro?
Orlando: «Più che altro è un augurio che vorremmo dare alle persone. Io sono convinto che se tutti quanti si avvicinassero a queste discipline il mondo sarebbe molto più bello, molto più sereno, rilassato».
Federica: «Il mio augurio è che sempre più persone possano comprendere che il vero lusso oggi è avere un sistema nervoso regolato. Senza condannare la medicina, nella società di oggi, soprattutto nelle città dove si lavora tanto, il ritmo di vita scorre rapido, e il sistema nervoso va in modalità pilota. Ma se rallenti, inizi ad avere nella tua routine la tua ora settimanale per il massaggio, per lo yoga, per la meditazione; non è solo un favore che stai facendo a te stesso, stai proprio rivoluzionando il tuo sistema nervoso, e questo è il vero lusso. A proposito di questo, dell'importanza di riconnettersi, anche in natura, lontano dalla città, stiamo avviando un progetto spin-off di Olistica, che si chiama Hòlos Experience, basato sul ritornare alla nostra interezza come esseri umani, sulla creazione di spazi sacri, sia in città che in luoghi più tranquilli, valorizzando il nostro territorio. Ci saranno dei retreat sia per single che per coppie, e capisco che, come tipologia di format, a molti faccia paura. Ma con Olistica facciamo anche eventi serali dedicati alla crescita interiore, e anche quello può essere un buon modo per staccare dalla routine, per riconnettersi a sé stessi e con la persona che si ha accanto. Il lavoro sul sé è fondamentale, e questo è quello che cerchiamo di portare avanti sia con Olistica, e soprattutto, poi, con Hòlos».
Nata tra Rimini e Cesena, la mia passione per l'Inglese mi ha portata fino a New York, dove ho studiato Advertising e Marketing Communications. Mi piace scrivere di tutto ciò che concerne la moda, e quando posso, di Joan Didion o Edith Wharton.
















