Il modo di fare make-up sta cambiando. I segnali di questa trasformazione in atto sono molteplici, e arrivano tutti da chi le idee le plasma lasciando che sia la sua idea di bellezza a prendere il sopravvento, scardinandone i canoni. Make-up artist italiani e internazionali che hanno fatto di pennelli, matite e polveri un mezzo attraverso cui dare vita a linee grafiche e sfumature proprie di un immaginario personale e identitario inaspettato. Con forme di espressione soggettive, in cui i background formativi e culturali creano commistioni con forme d'arte tra le più diverse, come ad esempio la fotografia, la moda, il teatro e la sottocultura drag, il loro make-up smantella i paradigmi, rivelandosi nella sua essenza fluida e multiforme. Cosmopolitan li ha intervistati e ha creato questo spazio in cui sono loro, in prima persona, a condurci all'interno del loro mondo condividendo storie, ispirazioni e sogni nel cassetto.


Il viso pallido, gli occhi ultra noir con applicazioni tridimensionali, le labbra metallizzate e geometriche che ricordano il volto di una Geisha: così si presenta Vanessa Icareg, truccatrice milanese, prima di questa serie di appuntamenti alla scoperta dei MUA che stanno rivoluzionando il settore del beauty con le loro creazioni.

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Courtesy of @vanessaicareg


Classe '89, Vanessa si inizia al mondo dell'arte già da piccola per poi coronare questa passione studiando presso la prestigiosa Accademia del Teatro alla Scala. Dal mondo del teatro a quello della moda, in uno scambio continuo di influenze, dai 20 collabora alla creazione di set e campagne per importanti fashion magazine, come Numéro 241 o 032c, ma anche brand come Loro Piana e Ambush. L'obiettivo per lei non è ricercare la perfezione, ma trovare sempre nuovi modi con cui esprimersi. A raccontarlo è Vanessa stessa, in questa intervista esclusiva per Cosmopolitan Italia.

Come hai iniziato a truccare?

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Vanessa Icareg


«Ho iniziato da piccola, mi trovavo spesso a disegnare sulle pagine dei giornali dove vedevo le modelle. Ricordo che con la penna passavo il trucco, facevo le labbra, quindi penso che il primo approccio sia proprio stato quello. Poi sono sempre stata appassionata di disegno, ho fatto la scuola d'arte e, quando l'ho terminata, ho pensato potesse essere interessante provare una forma diversa di disegno attraverso il make-up. Così mi sono iscritta all'Accademia della Scala, ho fatto trucco teatrale e poi da lì mi sono mossa in diversi campi inerenti al trucco, come anche il face painting sui bimbi per le feste di compleanno. Insomma ho fatto un po' un po' di tutto finché non sono approdata nel mondo della moda, e lì mi sono resa conto che ero nel posto giusto per me. Ho da subito capito che questo mi consentiva di esprimermi a livello creativo e al tempo stesso collaborare con persone stimolanti».

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Vanessa Icareg


Teatro e moda: come si incontrano nel make-up?

«Il teatro è stato il mio primo approccio con il make-up. Penso che questo si rifletta in ciò che faccio oggi: c'è sempre un pizzico di dramma teatrale nei miei lavori».

Cos'è per te il make-up oggi?

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Vanessa Icareg


«Per me il make-up è costruire un mondo, è un atto magico, un'evasione della realtà in cui mi immergo per creare dei personaggi non reali, che hanno un che si fantastico. Qui entra in gioco la cultura dell'immagine che mi sono costruita nel tempo fin da che ero piccola, a partire da un libro di fiabe degli Anni '40, passando dai film che che guardo, fino ai magazine giapponesi. Un insieme di elementi creativi che nel tempo mi hanno appassionata e accompagnata che confluisce in un'immagine. Ci metto tutto il mio percorso».

Chi sogni di truccare?

«Ci sono un po' di personaggi che mi piacerebbe veramente truccare. Uno di questi è Serge Lutens, che per me è un Dio. Le sue campagne Shiseido sono una reference davvero incredibile. Poi un'icona della mia adolescenza, quando mi sono avvicinata al mondo del punk e del darkwave, è Siouxie, una cantante che aveva questi make-up drammatici che mi hanno influenzata molto nell'abbinare volti pallidi a occhi dark. Ultima, Rosalía, una cantante contemporanea che mi piace tantissimo».

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Vanessa Icareg


Cosa evocano in te questi termini?

Bellezza

«Un qualcosa che ha a che fare col familiare, è tutto questo raccogliere immagini sin da quando ero piccola che ancora mi affascino e che sento vicine a me. Bellezza è emozione».

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Vanessa Icareg

Espressione

«Espressione è istinto, così com'è il make-up».

Inclusività

«È un bellissimo concetto. L'inclusività permette di avvicinarsi a una bellezza reale, in tutte le sue diverse forme e colori, ciascuno libero di esprimersi senza l'obbligo di conformarsi a canoni che non sono raggiungibili».

Ispirazione

«L'ispirazione per me arriva dalla ricerca di immagini attraverso film, libri in cui finisco per riconoscermi. È qualcosa che non mi appartiene ma in cui vedo qualcosa di me».

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Vanessa Icareg

Headshot of Alice Nardiotti

Non credo negli astri, eppure sono dannatamente Gemelli. Se chiedete alle amiche, mi definiscono saggia, io preferisco coi piedi per terra. Amo esplorare e viaggiare con le parole, le emozioni e i sensi, per questo scrivo anche di beauty.

Il mio passatempo preferito? Fermarmi a osservare quello che mi circonda e captarne l'essenza.