Un addio improvviso che lascia Hollywood e davvero tante persone senza parole. Hayden Panettiere, indimenticabile protagonista di serie cult come Heroes e Nashville, si è spenta a soli 36 anni.
A confermare la tragica notizia è stato il suo portavoce, unendosi al dolore del padre Skip e della famiglia, che hanno ricordato l'attrice come una luce straordinaria e una forza della natura.
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Dalla consacrazione con Heroes al successo di Nashville: i successi di Hayden Panettiere
La carriera di Hayden Panettiere era iniziata molto presto, quando a soli quattro anni frequentava già i primi set televisivi, dimostrando un talento innato che l'avrebbe portata ben presto alla ribalta. Nata a New York nel 1989, il grande pubblico impara a conoscerla e amarla nel 2006 grazie a Heroes, la serie fantascientifica della Nbc che diventa un fenomeno generazionale. Nei panni di Claire Bennet, la cheerleader con il potere dell'autorigenerazione cellulare, Hayden diventa il volto simbolo della serie, legando il suo nome a una delle battute più celebri di Heroes: «Salva la cheerleader, salva il mondo».
Finita l'esperienza con i superpoteri, l'attrice dimostra la sua versatilità cambiando totalmente registro. Dal 2012 al 2018 si cala nei panni di Juliette Barnes in Nashville, una popstar del country tanto ambiziosa sul palco quanto fragile e tormentata nella vita privata. La sua interpretazione, arricchita dalle doti canore che si possono ascoltare anche nella colonna sonora, le vale ben due nomination ai Golden Globe.
Parallelamente, Hayden non rinuncia al cinema, e così la troviamo nel genere horror con le sue apparizioni in alcuni capitoli della saga di Scream, nello specifico Scream 4 e il successivo Scream VI, oltre a film per famiglie come Ice Princess e il classico sportivo Remember the Titans.
Le ombre dietro le luci dei riflettori: la battaglia contro le dipendenze e i dolori
Dietro ai sorrisi sul red carpet e ai successi professionali, però, nella vita di Hayden Panettiere ci sono state molte sofferenze personali e battaglie vissute lontano dalle telecamere. Subito dopo la nascita della figlia Kaya Evdokia nel 2014, avuta dalla relazione con l'ex campione mondiale di pugilato ucraino Wladimir Klitschko, l'attrice sprofonda in una grave forma di depressione post parto. Una situazione che la spinge a ricoverarsi in un centro specializzato nel 2015 per cercare aiuto e che, col tempo, si mischia pericolosamente con una forte dipendenza dall'alcol.
Di questo e di molti altri capitoli bui, compresa una passata relazione tossica, Hayden aveva voluto parlare apertamente e senza filtri nel suo recente libro autobiografico, dal titolo This Is Me: A Reckoning, pubblicato lo scorso maggio.
Tra le pagine più toccanti del libro c'era il racconto della dolorosa decisione di affidare la custodia della figlia alle cure del padre in Ucraina durante gli anni più complicati della sua crisi personale. A questo quadro già delicato si era aggiunto, nel 2023, il trauma devastante per la perdita improvvisa del fratello minore Jansen, scomparso a soli 28 anni. Una ferita mai rimarginata che aveva segnato profondamente gli ultimi anni dell'attrice.
La notizia della sua scomparsa lascia oggi un senso di profonda tristezza, mentre le cause della morte al momento non sono state rivelate.










