Costruire un capsule wardrobe sembrerebbe un'operazione facile: pochi capi, di qualità, fra loro intercambiabili, dall'estetica «senza tempo». Nella pratica non lo è. È un esercizio di sottrazione e, come in molti ambiti anche in quello dello stile, sottrarre è più difficile che aggiungere.

Eppure, è proprio questa logica a rendere questo approccio fra i più sostenibili possibili al vestire: meno capi, scelti meglio, pensati per durare e per essere indossati in mille modi diversi, riducono lo spreco tipico della moda veloce e il bisogno costante di indossare nuovi trend. È esattamente questo il principio su cui nasce la nuova collaborazione fra Wardrobe.NYC e H&M, presentata a Parigi durante l'Haute Couture Week e disponibile alla vendita dal 6 agosto in selezionati punti H&M e online.

L'8 luglio, nella cornice storica del Grand Palais, il brand svedese ha celebrato il debutto della sua collaborazione con Wardrobe.NYC, il brand fondato dall'editor e stylist Christine Centenera e dal designer Josh Goot. Le Grand Café si è trasformato per una sera in un ritrovo di amici e volti noti del marchio – fra cui Teyana Taylor, Audrey Nuna, Marina Ruy Barbosa, Laura Harrier, Lily Chee, Olivia Neill e Mia Regan – con il Dj set di Carlita ad accompagnare la serata.

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HM

Wardrobe.NYC x H&M, intervista ai due fondatori

«Questa collezione racchiude i codici distintivi del nostro marchio e riflette la nostra visione di uno stile urbano contemporaneo. Parigi ci è sembrata la cornice perfetta per condividere questo momento con molte delle persone che hanno accompagnato il nostro percorso fin dagli inizi», hanno spiegato a Cosmopolitan Goot e Centenera. Per loro l'idea di fondo non è mai stata quella di disegnare singoli capi, ma un sistema: «Era importante per noi progettare pezzi che funzionassero da soli, come capi individuali forti, ma anche che tutti i pezzi lavorassero insieme, come dei building blocks. Ci sono infinite combinazioni di look che si possono creare per il giorno per giorno, per le occasioni più eleganti, ma i pezzi possono anche formare la base di outfit su cui costruire con quello che si ha già nell'armadio».

Alla domanda su quale sia stata la sfida più grande, il duo creativo non ha dubbi: non è stato il processo creativo in sé, quanto il lavoro di editing. «La sfida è sempre l'editing di quali siano questi pezzi. Guardiamo alla realtà di donne diverse e cerchiamo di distillare quali siano i capi più versatili, più democratici, quelli che persone di estrazioni diverse possono usare nella vita di tutti i giorni. Probabilmente è stata la parte più impegnativa: abbiamo disegnato in modo ampio e poi abbiamo selezionato tutto fino a questi pezzi».

Quanto alla collaborazione con H&M, Goot e Centenera sono chiari su cosa abbia reso il progetto scorrevole, nonostante una gestazione lunga due anni: «Non è stato messo insieme in fretta, c'è stato tempo per ragionare su ogni cosa. Sul lato design è stato tutto molto chiaro fin dall'inizio: la comunicazione e la fiducia reciproca sono state la chiave».

Sul target ideale, Centenera allarga volutamente il perimetro: «Penso sia una donna urbana e moderna che ha molto da fare, ma credo davvero che ci sia qualcosa per tutti, da un'adolescente a una donna più sofisticata» – raccontando come, in vista dell'evento, avesse selezionato capi sia per le figlie adolescenti di alcuni amici, fan di H&M, sia per le madri, più orientate verso l'estetica Wardrobe.NYC. Ci sono, aggiunge, anche pezzi che possono essere indossati da uomini.

Goot conferma questa impostazione corale, radicata nel DNA del brand: «Abbiamo sempre voluto parlare a più di una donna sola. Volevamo rivolgerci a persone di età diverse, con professioni diverse, che vivono in climi diversi. E questa selezione, questa collezione, credo lo faccia davvero: ci sono capi per chi segue la moda più da vicino e capi per la professionista urbana».

Quando gli chiedo quali siano i loro capi preferiti, i due fondatori non hanno dubbi. Per Centenera è il cappotto: «Molti dei capi sembrano importanti sulla gruccia, ma quando li tocchi trovano una morbidezza che comunque mantiene la forma – per me il cappotto sembra pesante ma è in realtà bellissimo, leggero e strutturato, lo adoro». Goot punta invece sul completo grigio antracite: «Amo la caduta del pantalone e il taglio del blazer, e il tessuto è davvero bello».