Le giornate hanno già ricominciato ad accorciarsi, l’avete notato anche voi? A chi, come me, ama questa stagione nonostante il caldo, dico solo una cosa: non sprechiamola. A chi aspetta l’inverno, invece, lasciamo il diritto al silenzio.



Per chi si sta chiedendo cosa fare nel weekend dal 3 al 5 luglio, la risposta è meno complicata del solito: basta capire che tipo di fine settimana si vuole inaugurare. C’è quello notturno e sudato, quello da domenica lenta sull’erba, quello da fuga fuori città e quello da festival, dove musica, arte, food e performance finiscono nello stesso grande contenitore estivo.

Eventi del weekend a Milano

Chi vive a Milano, cerca di scappare appena si affaccia al weekend, ma c'è anche chi si vuole godere la città, seppur torrida. Sabato 4 luglio, nel Parco della Martesana, c’è una festa gratuita che sembra fatta apposta per chi vuole iniziare la serata senza chiudersi subito in un club. Dalle 18 a mezzanotte la nuova arena del parco diventa un punto di ritrovo all’aperto, con Alexander Robotnick, nome storico dell’elettronica mondiale, insieme al live di Veezo e Mareeo. Arrivi, balli, incroci persone, ti ricordi che Milano in estate può ancora avere momenti di comunità spontanea. Poi, per chi non ha nessuna intenzione di tornare a casa presto, la serata continua a NAMA con l’afterparty di Plastica e Vanegas, due nomi da seguire se interessa capire dove sta andando una certa nuova elettronica italiana.

Domenica 5 luglio il ritmo si abbassa, almeno in teoria, con Sunday Remedy in the Park al Parco La Spezia. Il nome dice già molto: una domenica pensata come antidoto morbido al weekend, da vivere all’aperto, senza l’ansia da programma troppo costruito. È l’opzione giusta per chi vuole restare in città ma non vuole passare la giornata tra asfalto, aria condizionata e senso di colpa per non essere partito.

Sempre domenica, al Circolo Magnolia torna Viva Las Vegan, che quest’anno arriva alla decima edizione. E sì, tornano anche i dinosauri. Dentro il parco dell’Idroscalo, tra città e natura, la giornata mette insieme food, mercatino, attività, presentazioni e tutto quello che gira intorno al vegan lifestyle, ma senza l’aria da evento troppo serioso. Si va per mangiare, curiosare, scoprire progetti, passare qualche ora nel verde e magari tornare a casa con una cosa comprata al market e tre nuove idee su come cambiare piccole abitudini quotidiane.

Eventi del weekend a Roma

A Roma il weekend comincia forte venerdì 3 luglio con Richie Hawtin al Forte Antenne. Non è solo una data per appassionati di techno: Hawtin è una di quelle figure che hanno davvero cambiato il modo di pensare la musica elettronica. Canadese, classe 1970, cresciuto artisticamente tra Detroit e Berlino, ha attraversato trent’anni di club culture senza smettere di lavorare sull’idea di suono, tecnologia e performance. Dalle label Plus8 Records e M-nus al progetto Plastikman, passando per ENTER e From Our Minds, il suo percorso sta a metà tra il dj set, la ricerca sonora e la divulgazione. Vederlo dal vivo oggi significa ascoltare un artista che non sta semplicemente celebrando il proprio mito, ma continua a spostare il discorso in avanti.

Sempre venerdì, per chi preferisce uscire dal circuito più urbano, Mbenzinati x Agriturismo Cobragor porta la festa in campagna. Buon cibo, vino e la musica della PBJ Crew, insieme a The Rebel, Chef Sino e Uppercut Soundsystem: il programma è molto diretto, senza troppi strati concettuali. Si va per stare bene, mangiare, bere e ballare in un contesto più rilassato, lontano dal caldo compatto della città.

Al Monk, invece, venerdì arriva Spectrum of Sound, una serata costruita intorno a bassi pesanti e suoni ad alta intensità. In line up ci sono SGAMO, GS e Tom X live, Satoru b2b Naomi e Nikeninja. È la scelta per chi cerca una notte più scura, fisica, meno da sottofondo e più da immersione totale nel suono.

Sabato e domenica il Teatro Romano di Ostia Antica ospita Lysistrata, una commedia sulla guerra e sull’amore che torna sorprendentemente attuale ogni volta che una società sembra non sapere più come uscire dalla propria stanchezza. Il testo indaga cosa succede quando una comunità, consumata dal conflitto, prova a immaginare un modo diverso di organizzarsi. Il contesto del teatro antico fa il resto: ci sono spettacoli che cambiano completamente quando li si guarda all’aperto, dentro un luogo carico di storia, con la sera che scende piano.

Domenica 5 luglio allo Spazio Cavea arriva Invincible Fest con Theo Parrish. House, techno, funk, afrobeat, soul, jazz: parlare di lui come di un semplice dj è riduttivo. Theo Parrish è uno di quei selezionatori capaci di trasformare un set in una mappa mentale, passando da un riferimento all’altro con una naturalezza che sembra impossibile finché non la senti accadere davvero. Un all night long è probabilmente il formato più giusto per seguirlo senza interruzioni, lasciandosi portare dentro una traiettoria che non funziona per picchi facili, ma per profondità, memoria musicale e resistenza delle gambe.

Sempre domenica tornano anche gli appuntamenti di Sundance Sunday, tra musica, piscina e good vibes. Questa volta le selezioni sono affidate a Eternal Love, Jason K, Froud e al takeover di Bazaar 84th con Schatzï, Malo e Monta. È la domenica romana nella sua versione più estiva: non necessariamente una chiusura del weekend, più una scusa per allungarlo ancora un po’.

Weekend fuori città: gli eventi

Fuori da Milano e Roma, il primo grande appuntamento del weekend è Kappa FuturFestival, che torna al Parco Dora di Torino dal 3 al 5 luglio 2026. Ormai è molto più di un festival elettronico: è una città temporanea dentro la città, con oltre 130 artisti internazionali e sei palchi dedicati alle diverse anime della musica dance, dalla techno alla house, dall’EDM alle traiettorie più underground. Tra i nomi più attesi ci sono Peggy Gou, Four Tet B2B Skrillex, Charlotte de Witte, Solomun, Enrico Sangiuliano, Disclosure, Armin van Buuren, Seth Troxler, Floating Points, Lil Louis e Sammy Virji. L’edizione 2026 punta anche su arte, tecnologia e sostenibilità, con installazioni, performance visive, progetti di riciclo e iniziative dedicate alla moda second-hand. La novità più curiosa è Taverna Futurista, progetto di fine dining che porta dentro il festival chef come Enrico Crippa, Francesco Brutto, Davide Di Fabio, Tiziana Francoforte e Dennis Panzeri, unendo cucina d’autore, musica e ricerca artistica. In più, il festival esce dai confini del Parco Dora con opening party, after party e showcase in città, mentre guarda già fuori dall’Italia: il format debutterà anche in America Latina con FuturFestival, in programma il 13 e 14 novembre 2026 al Fundidora Park di Monterrey, in Messico.

Dal 3 al 5 luglio torna anche LOST 2026 al Labirinto della Masone di Fontanellato, vicino Parma. Qui il contesto conta moltissimo: un labirinto di bambù, un immaginario sospeso, tre giorni di musica sperimentale, clubbing e performance immersive. La nuova edizione conferma una vocazione internazionale e di ricerca, attraversando post-club, ambient, footwork, jazz elettronico, bass music, avant-soul e ritualità sonore. In line up ci sono, tra gli altri, Bobby Beethoven, CCL, Debit, Feeo, Ulla, Foodman, Kavari, Keiyaa, Microplastic, More Eaze, Raisa K, Prison Religion, Heith & Tarawangsawelas, Saint Abdullah & Eomac, Jabu, Dylan Henner, SUUTOO e Gyrofield. È il festival per chi non cerca il nome più ovvio da raccontare il giorno dopo, ma un’esperienza sonora rara, ibrida, difficilmente replicabile.

A Santarcangelo di Romagna, invece, dal 3 al 12 luglio torna Santarcangelo Festival con deep pressures, ultima edizione diretta da Tomasz Kireńczuk prima del passaggio di testimone a Luigi Noah De Angelis nel 2027. Il titolo parte dall’idea di un presente attraversato da pressioni politiche, climatiche, sociali ed emotive: forze spesso invisibili, ma capaci di produrre fratture, trasformazioni e nuove possibilità. Dopo 56 anni, il festival continua a non essere un semplice cartellone estivo. Santarcangelo non esiste per piacere a tutti o per intrattenere in modo innocuo: il suo ruolo è anche perturbare, aprire domande, mettere il pubblico davanti alle tensioni profonde del contemporaneo. Il programma 2026 attraversa guerre, colonialismo, identità queer, ecologia e resistenza dei corpi, confermando Santarcangelo come uno degli spazi centrali per le arti performative europee. Non è la scelta più leggera del weekend, ma forse proprio per questo è una delle più necessarie: perché l’estate non è fatta solo di evasione, ma anche di luoghi dove guardare il presente senza abbassare lo sguardo.