Un cast azzeccato, una conduzione frizzante e tante storie vere, nelle quali anche il pubblico si può immedesimare. Ieri sera, venerdì 20 marzo, è andato in onda su Canale5 in prima serata il secondo appuntamento con Grande Fratello Vip. Durante il corso della puntata (ancora in cerca di conferma lato share, dove ha totalizzato il 14.3%, con 1 milione 672mila spettatori) abbiamo conosciuto meglio Raimondo Todaro. Il ballerino, reduce dalle esperienze televisive a Ballando con le stelle e Amici, ha raccontato gli ultimi anni più difficili della sua vita, caratterizzati dalla malattia (ora, finalmente, sconfitta). Nel 2016 Todaro ha scoperto di essere affetto dalla stessa malattia del padre, un'infiammazione molto pesante del colon. Per poi scoprire a soli 35 anni di avere due tumori maligni da rimuovere.



La diagnosi e la paura: "Mi è crollato il mondo addosso"

Iscriviti al canale WhatsApp di Cosmopolitan Italia

La diagnosi arriva come un fulmine a ciel sereno e segna uno spartiacque nella vita di Raimondo Todaro. «Quando a 35 anni ti dicono: 'Hai 2 tumori maligni, li dobbiamo rimuovere immediatamente', è chiaro che ti crolla il mondo addosso». Da quel momento inizia per lui un percorso lungo e complesso, fatto di operazioni e momenti di forte incertezza. Negli anni, però, il quadro si aggrava: «Ho tolto 3 tumori maligni e un tumore benigno. Ti cambia completamente la vita». Una battaglia ripetuta più volte, che lo mette davanti a una sensazione nuova e destabilizzante: la perdita di controllo. «Ti senti inutile. In tutta la mia carriera, tutto quello che ho fatto è sempre dipeso da me. Ad un certo punto mi sono sentito inerme. Non sapevo cosa poter fare».

In questo percorso difficile, fondamentale è stato il rapporto con il medico che lo ha seguito. Todaro lo definisce senza esitazioni un punto di riferimento assoluto: «Ho un angelo custode che si chiama Federico Barbaro, il dottore che mi ha operato quattro volte».

Amici e la rinascita: «Il mio lavoro mi ha salvato»

Nonostante la malattia, Raimondo Todaro sceglie di non fermarsi. Durante quel periodo continua a lavorare ad Amici, nascondendo una realtà molto diversa da quella che mostrava in televisione: «Immagina ad Amici con la sacca sotto la maglietta».

Eppure, dietro la normalità apparente c’era una fatica enorme (sia fisica che emotiva). «È stato un periodo brutto dove il mio lavoro mi ha salvato, mia figlia Jasmine (avuta dall'ex moglie Francesca Tocca) mi ha salvato».

Accanto alla carriera, un ruolo decisivo lo ha avuto la famiglia. In particolare, il rapporto con il padre (consapevole della malattia del figlio, avendola vissuta in prima persona): «So quanto mio padre mi ami, però nei modi è un po’ vecchio stampo. A parole non è bravo, ma nei gesti sì. È sempre stato presente, ma un passo indietro: se avevo bisogno sapevo che c’era, mi ha sempre fatto fare di testa mia».

Per poi aggiungere: «La parte sdolcinata mi manca perché l’ho presa da lui. Se lo chiamo è perché mi serve qualcosa, lo so che sbaglio. Ogni persona al mondo dovrebbe avere un papà come il mio, però non siamo per gli abbracci».

Oggi, guardando a quel periodo, il ballerino può finalmente rassicurare tutti: «Oggi sto benissimo, ho un po’ di pensieri che riguardano non me ma persone importanti della mia vita che devono tenere duro, ma so che lo faranno».

A colpire, però, è un passaggio avvenuto in sala operatoria e raccontato dallo stesso Todaro: «Per farti capire quanto io sia legato al mio lavoro, mi ha raccontato che l’ultima volta che mi ha operato, mentre ero in anestesia totale ho detto 'Five, six, seven, eight'».