Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore l'esibizione di Achille Lauro su "Perdutamente" dedicata ai ragazzi della tragedia di Crans-Montana. Le luci del palco rarefatte, il vuoto, la nebbia. E la voce di Lauro, commossa e "doverosa", come lui ha definito l'esibizione. “La musica è qualcosa che ha il compito di smuovere, far sognare, far riflettere, ma anche sostenerci e confortarci“ scrive Lauro sui social. "Talvolta è in grado di toccare corde così profonde da andare oltre ogni parola, diventando una grande amica e facendoci sentire meno soli. E se anche solo per un istante ha fatto questo, allora ha compiuto il suo senso più autentico".
Un'immagine potente, che non ci abbandonerà per un bel po' e, anzi ci tornerà ogni volta che parleremo di quella terribile notte. Siamo all'Ariston, poche ore dopo la fine della seconda puntata di Sanremo 2026. C'è la gara, ci sono le gag, la musica. E ci sono le prime considerazioni su questa edizione, a canzoni svelate e polemiche innescate.
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Di Lauro (che peccato non averlo tutte le sere!), abbiamo già detto: oltre a crescere artisticamente e umanamente a ogni nuova esperienza professionale, on stage è una certezza. Piace, partecipa, empatizza. È sempre più lui, Lauro (l'uomo), e meno Achille (il personaggio).
Laura Pausini, finalmente (e davvero) l'era delle donne a Sanremo?
Ma un pensiero va rivolto anche a Laura Pausini, che è una grandissima artista, ma anche una donna intelligente, ironica, e pronta a mettersi in gioco. Non era così scontato, dopo le polemiche che hanno accolto l'annuncio della sua co-conduzione. E invece lei ha lasciato fare, non si è fatta coinvolgere, ha mantenuto le intenzioni. E tutto questo lavoro si è visto soprattutto nella serata di ieri, mercoledì. Tolta infatti l'emozione della prima, alla seconda puntata Laura Pausini si è perfettamente "accomodata". Ha fatto gli onori di casa in apertura introducendo al pubblico il conduttore Carlo Conti. Si è goduta il palco, gli ospiti, le canzoni (le inquadrature della regia nel momento dedicato a Ornella Vanoni ce la restituiscono totalmente immersa e gioiosa, presa a cantare L'eternità, interpretata sul palco da Camilla Ardenzi, nipote della Vanoni). In più di un'occasione ci ha dato vibe di conduzione assoluta. E ci ha restituito il piacere, l'idea, la suggestione di una donna come prossima conduttrice e direttrice artistica. Una stagione nuova, che diventi tradizione e non resti un episodio isolato (in 76 edizioni si contano solo cinque donne conduttrici: Maria Giovanna Elmi, Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Simona Ventura e Antonella Clerici). Se ne parla in sala stampa e dietro le quinte: si fanno dei nomi (Elisa, Giorgia, la stessa Laura). Un po' la strada sembra tracciata. Naturalmente è presto per fare delle ipotesi. Il festival è appena iniziato e ancora lo show è tutto da costruire. Ma così, se volessimo dire cosa ci è piaciuto di più fino a questo momento, sicuramente due carte le terremmo lì, e hanno i nomi di Lauro e Laura.




